December 14th
Vini estremi, quando l’uva si aggrappa alla terra e la terra s’aggrappa al cuore

Si può pensare a una coppia più elevata di quella “eccellenza+ eroismo”? Applicatela al vino, e a chi lo produce. Preparatevi a un’avventura nelle terre impervie, in paesaggi e produzioni estreme, che spareranno alle stelle adrenalina&acquolina dei valorosi enogastronauti del Club Diners.

 

 

vini-estremi2Terre impervie coltivate a vite dalla tenacia di piccoli grandi vignaioli ostinati e a volte visionari, isole di vite in passaggi proibitivi, vini dal gusto supremo e dal valore al limite dell’eroico.  Sono questi i “vini estremi”, quelli che sfidano l’appiattimento. Delle colture e soprattutto delle culture, perché onorano anche il concetto di biodiversità viticola – in cui l’Italia può vantare il primato tra tutti i Paesi del Mediterraneo. Area geografica dove peraltro, anche fuori confine, non mancano le produzioni viticole frutto di passione applicata alla terra inaccessibile. Esiste un evento, in autunno in Veneto, per celebrare questi Vini da Terre Estreme, che proprio quest’anno hanno dato vita a un consorzio. Nell’ultima edizione ha raccolto oltre 50 produttori e 250 etichette, italiani e anche foresti (Istria e Dalmazia) – dalle vette alpine ai lembi di terra remota smangiucchiata dal mare, e poi vigne solitamente biologiche, con una produzione limitata a qualche migliaio di bottiglie con caratteristiche uniche e rare, da salvaguardare. Produzioni “eroiche” recentemente presentate anche nelle sezione Extremis del Merano Wine Festival, appuntamento che conferma il suo grande peso, giunto quest’anno alla XXV edizione.

 

 

vini-estremi4D’isola in isola

“Si dice che le prime barbatelle furono piantate nell’isola di Ischia da viaggiatori provenienti dalla Magna Grecia nel 700 AC” – racconta Marco Sgoifo, direttore commerciale de l’Arcipelago Muratori, 23 etichette per 4 tenute tra cui i Giardini Arimei, evocativo sito viticolo a Ischia, appunto, da dove la Vitis vinifera si diffuse nella penisola italica e nel Mediterraneo. Oggi in questi suoli d’origine vulcanica, battuti dalle brezze marine, la tradizione viticola è stata recuperata: “Sono vigneti terrazzati, con i loro muri a secco, “le parracine”, dove tutto avviene manualmente, vitigni solo autoctoni, tra cui domina il Biancolella”. Due le etichette: Pietra Brox, un Ischia doc molto salino dalle note sulfuree, e Giardini Arimei, passito secco da uve surmature: “È chiamato il vino delle 7 vendemmie e delle 3 stagioni, perché frutto di 7 vendemmie consecutive che avvengono tra agosto e dicembre – continua Arimei – la nuova vendemmia viene messa insieme alla precedente a macerare, in modo da bilanciare perfettamente le componenti alcoliche e zuccherine e ottenere un vino che inizia dolce e finisce secco”. In conversione biologica, è perfetto coi formaggi, soprattutto stagionati. Ma attraversiamo un po’ di mare… I nomi sull’etichetta cadenzano il genovese, le sue uve crescono sulle coste selvagge di un’isola dell’isola: siamo a San Pietro, all’estremo sud della Sardegna, disabitata fino all’inizio del Settecento quando i tabarkini fondarono la città di Carloforte. Chi erano i tabarkini? I discendenti dei 1000 liguri che nel 1541 approdarono in un’altra isola, quella di Tabarka, in Tunisia, per dedicarsi alla pesca del corallo. E proprio U Tabarka   il nome dei vini prodotti oggi su quest’isola, 9 etichette – tra cui, per esempio, il bianco “Ventu de ma” – da degustare tra i filari, tra il verde delle vigne e il turchese-cobalto del mare isolano. O il Vigneto Altura, sull’Isola del Giglio  che produce un Ansonaco, vigneto autoctono in purezza che cresce su terrazzamenti sabbiosi, o il Rosso Saverio, tra trifogli e fiori selvatici, il tutto senza veleni.

 

 

vini-estremi3Penisola eroica, dal sud al nord

Torniamo in Campania. Dalle balze impietose della Divina Costiera, e dalla passione di una donna, Marisa Cuomo, nasce un vino che sa di roccia, ha il colore dell’oro e profuma di sole: Fior d’Uva, figlio della fatica e di luoghi quasi impossibili, località cru del comune di Furore, Costa d’Amalfi doc.  Un vino più noto come Gran Furor Divina Costiera Bianco. Pendenze fino al 70%, incastrate tra lo stretto di Scilla e Cariddi, legno e salsedine, vulcani e blend, e un faro che non si spegne: è il Palari Faro, dell’Azienda agricola Palari, un gioiello di gran classe che proviene da uve dalle rese bassissime, inferiori al chilogrammo. In Contrada Barna, Loc. Santo Stefano di Briga, provincia di Messina. Website under construction, ma il vino si può trovare online . Non sempre guardano il mare i vini eroici. Anzi, sono spesso produzioni distanti dal blu salato, ma non da quello del cielo. Montagne nude e crude. Come quelle della Valtellina, dove per ogni ettaro di vigna occorrono tra le 1200 e le 1400 ore di lavoro, rigorosamente manuale. Nella sola provincia di Sondrio ci sono oltre 250mila muretti a secco, per un totale di oltre 2500 km, che fanno della Valtellina la più grande area viticola terrazzata di montagna in Italia. La casa vinicola Nera, di Pietro Nera, produce tutti vini a denominazione Valtellina, con riserve e due cru. Schizziamo a est, e troviamo l’azienda De Bacco – il cui nome (o meglio cognome) è tutto un programma per chi onora Bacco con vino distillato dalla passione ardimentosa. Vini verticali: così chiamano quelli che vengono dagli appezzamenti calcarei, ripidi e sassosi, di questa terra in provincia di Belluno in balia degli sbalzi termici e del clima bizzarro, appezzamenti abbandonati nel dopoguerra e che sopravvivono solo grazie all’amore dei vecchi.  Il primo vino si chiama Vanduja in onore dell’instancabile contadino, gran bevitore Bepi Vanduja, che alla fine dell’Ottocento mise a dimora le barbatelle dei vitigni autoctoni sul Monte Aurin: Si addormentava tra le vigne per la paura che, di notte, qualcuno gliele portasse via”. Era Bepi, capo di una stirpe d’eroi.

 

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vini-estremi1EXPleisure è una proposta di viaggio per conoscere le eccellenze del Made in Italy, con itinerari Silver, Gold e Platinum rivolti a singoli viaggiatori ma anche aziende, con partner quali Furore di Marisa Cuomo.

Vini da Terre Estreme è una delle opere della collana di DVD “Le denominazioni nell’Italia del Vino” , magnifico viaggio attraverso DOC e DOCG, storici frantoi ed eroici vignaioli.  Tre DVD in HD per restituire l’emozione dei 70 luoghi estremi che raccontano, e delle 70 etichette eroiche, selezionate da una commissione tecnica in base a principi di qualità e tipicità.

Il V Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna e in Forte Pendenza  si terrà a Conegliano, Treviso, dal 29 marzo al 1 aprile 2017 organizzato dal CERVIM (Centro di Ricerche, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna) in collaborazione con il CREA (Centro di Ricerca per la Viticoltura).

Convitis – “Italian Dining Diamond”  è un’enoteca online che seleziona i diamanti dell’arte italiana del convivio. Quando non ci si accontenta di un vino “semplicemente” buono, ma si vuole anche stupire raccontando una storia che lo rende diverso dagli altri, ecco la selezione “Vini Estremi”, storie di persone che sono disposte a tutto pur di portare a casa i frutti della terra. E quei frutti, quei vini, arriveranno a casa vostra in 24-48 ore.