June 13th
Tequila Boom, distillato re della mixology

Nettare azteco che ha più di cinquecento anni. Un distillato magico, che prende vita esclusivamente dall’agave blu nello stato di Jalisco e in specifiche aree degli stati di Nayarit, Guanajuato, Michoacán e Tamaulipas in Messico. Sono più di 2000 le etichette messicane, ma solo un centesimo di queste arriva in Italia. Eppure, i bartender sono pronti a scommettere che il tequila (sì, è maschile) sarà presto nuovo re della mixology. E non solo.

 

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Le tendenze del momento
La tendenza è forte, nasce in occasione della Global Final della Diageo Reserve World Class che si è svolta a Miami lo scorso settembre, l’evento più alto del mondo della mixology e culla delle nuove tendenze del beverage.

 

“Il tequila rinasce e si ingentilisce nelle mani dei migliori bartender che si dedicano alla ricerca, dalle radici, nelle highlands messicane dove cresce l’agave azul. Il risultato è una mixology sapientemente studiata ed equilibrata”, racconta Enrique De Colsa, Master Distiller di Don Julio Tequila che ora si mescola addirittura a liquore al cioccolato, Cointreau e foglie di menta per un drink quasi da dessert.
 
 

Ma il tequila si porta anche in tavola: ecco allora i nuovi food pairing, abbinamenti drink – food sapientemente studiati che si sposano alle ricette degli chef di mezzo mondo. Il distillato bianco, poco profumato, con note citriche e leggere si sposa a ceviche e tiradito, piatti della tradizione peruviana, crudi di branzino o ricciola, con leche de tigre, avocado, cipollotto e cipolla rossa.

Mentre i drink base tequila “reposado”, con una maturazione  più lunga e dalle note aromatiche più persistenti, si abbinano anche a formaggi stagionati e frutta secca, piatti messicani come tacos e burritos, carni al forno di lunga cottura e dessert agrumati.

 

 

 

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Dove degustare i nuovi cocktail

“El tequila” è un distillato pregiato, come il vino. Lo sa bene Roberto Artusio, creatore, insieme a Cristian Bugiada de La Punta Agaveria di Roma (lapuntaexpendiodeagave.com), un progetto che celebra la vera cultura messicana, anche gastronomica.
 
“Il terroir dell’agave è come quella dei grandi vini o dei cognàc. Si degusta, si abbina al cibo e poi si sperimenta nel mixer.
 
Si può ordinare Tommy’s Margarita Frozen, tequila, triple sec e succo di limone versati in un sacchettino per dolci con tanto di cannuccia, o il Tiki Margarita dove al tequila si mescolano succo di limone e jarabe de falernum servito in un cactus di ceramica, oppure il Mala Educacion: mezcal, succo di limone, toronja rosa, miele di agave, rabarbaro e bianco d’uovo, un sour con una schiuma morbida come velluto versato in una coppa Champagne.

 

 

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Il “Punch in a bottle” a base di Tequila del bar Il Paradiso di Barcellona

Da Roma a Milano, dove l’indirizzo da segnare sulla mappa è via Archimede, 10. Si chiama Canteen, Mexican Kitchen & Tequila Bar (canteenmilano.com), cento etichette di tequila oltre a nachos, tacos, fajitas, carne, pescado e churros.

Si ordinano Margarita e Mangorita, la sua versione con purea di mango o passion fruit, che placa un po’ i palati scottati dal chili. Poco più in là, in quella meravigliosa cornice della Segheria di Carlo e Camilla (carloecamillainsegheria.it), Filippo Sisti bartender con in curriculum banconi di New York e Londra che fa della sperimentazione (anche culinaria) una filosofia di lavoro, prepara “Tra finzione e realtà” un mix di tequila blanco, cordiale di rabarbaro fresco e aloe infuso alla lavanda, con sciroppo di foglie di limone affumicate, liquore al galangar e vaniglia.

E poi “Los pollos”: tequila reposado, tamarillo e fragoline di bosco glassati con gelato al cioccolato, pompelmo rosa, liquore di ciliegie e chipotle.

Se si può, poi, si vola a Barcellona, da Giacomo Giannotti, vincitore di World Class Spain 2014. Il locale si chiama Paradiso (paradiso.cat), un bar clandestino dietro la cella frigorifera di un minuscolo Pastrami Bar nel cuore del Barrio El Born.

Il drink da ordinare è il “Punch in a bottle”, tequila blanco infuso al coriandolo, mezcal, sherry, succo di lime, sciroppo di agave e salsa di jalapenos. Piccante, da sorseggiare tra un morso e l’altro del miglior pastrami della città.