April 3rd
Il ritorno del “Surf and Turf”

Quando il mare si unisce alla terra nello stesso piatto in un’armonia di sapori. Raccontiamo ai soci del Club Diners di cosa si tratta, da dove proviene e dove viene servito

 

Gli integralisti storceranno il naso, ma la tendenza culinaria dello “Surf and Turf”, ovvero l’assemblaggio di carne e pesce nello stesso piatto raggiunge, dagli Stati Uniti al Canada, fino all’Australia, anche le tavole dei ristoranti europei.

 

Unire la carne rossa con i frutti mare ha un suo perché. Il Surf and Turf classico mette infatti nel piatto il top dell’allevamento con l’eccellenza del pescato ritornando a fare tendenza. È così che il taglio più tenero del manzo, il pregiato filet mignon, si sposa con l’aragosta o l’astice di solito lasciati interi o serviti nella sola parte della coda.

 

 

Le rivisitazioni di questo piatto vogliono invece anche molluschi, cozze, vongole, ostriche, polpi o halibut cotti al vapore o alla griglia, mentre i piatti più pregiati prevedono anche il granchio reale dell’Alaska cucinato a fiamma viva. In ogni caso l’accompagnamento è composto da burrose bistecche di manzo o bife de chorizo.

 

 

 

Jennifer Meadow, al comando del noto Fishbar all’East Lake Drive di Montauk, nello Stato di New York, è considerata una vera star del Surf and Turf che la chef propone con aragoste pescate ogni giorno nelle acque di Long Island e servite con verdure grigliate, patate rosse, insalate di vongole insieme al manzo.

Così come al Navy Beach di New York dove Randy Santos rivisita con creatività il piatto, servendo un’appetitosa frittura di mare a base di aragosta fatta di piccoli bocconi sistemati sopra a succulento hamburger.

 

 

 

 

Navigando verso il nord Europa, una delle steak house di lusso di Amburgo, Meatery, propone solo tagli di prima qualità provenienti da pascoli argentini, statunitensi ed europei dove ormoni o altri additivi sono tabù. La carne è sottoposta ad affinamento e marinatura in un luogo asciutto per 30 giorni mentre l’aragosta proviene direttamente dall’asta del pesce fresco del noto mercato cittadino. Una vera goduria culinaria.

 

 

 

 

In un’armonia di sapori, la carne di una delle razze bovine più prestigiose dell’Italia, la Fassona piemontese, nata e cresciuta in allevamenti di Presidio Slow Food, viene unita all’astice freschissimo, al coriandolo, prosciutto arrosto Capitelli, rucola, julienne di porri e salsa rosa.

Dove? All’Ham Holy Burger di Genova, e replicato anche nel locale di Milano in cui gli accostamenti tra le ricette tipiche della cucina italiana si fondono alla tradizione statunitense.