July 29th
Quando il ristorante sorge dentro allo stabilimento (ma vive di vita propria)

Voi Soci di Diners Club, ai quali piace l’estate e la coccola estrema, non potete essere insensibili all’eccellenza culinaria in riva al mare. Insomma, quando la ristorazione ad altissimi livelli si intreccia con i lussi di uno stabilimento balneare raffinato ed elitario abbiamo un ristorante speciale e unico. Eccovene una rassegna, con l’accortezza di ricordarvi che il mare, anche d’inverno, ha un suo bel perché. Pescato, ma anche selvaggina, cucina made in Italy, etnica e contaminata per alcuni dei posticini più raffinati al mondo e all’altezza dello scenario che li circonda.

 

 

 

Il fruscio delle onde e il sole sulla pelle, il sapore di mare e il sapore di sale e la sera….una cena gourmet, cullati dall’eco del mare.

L’idea di stabilimento balneare è in divenire e ormai non sono pochi i ristoranti stellati o semplicemente eccellenti che nascono all’interno dei bagni. Anche perché i bagni non sono più quelli di una volta…E’ un cambiamento lento, ma inesorabile, che in qualche modo rispecchia la società: gli stabilimenti partecipano a una corsa all’ultima coccola e all’ultimo lusso. Non tutti ovviamente, ma alcuni non si accontentano più di offrire sdraio comode, colorate e lussuose, ombrelloni a debita distanza, servizio bar in spiaggia. E vogliono di più, per clienti sempre più esigenti e per un’idea di lido che abbraccia ormai un concetto a tutto tondo. Wi-fi in spiaggia, possibilità di ricarica del cellulare presso l’ombrellone, camerieri in battigia e piattini sfiziosi serviti ai lettini. Via sdraio e ombrellone per far largo a tende, capanne e cabane.

 

E poi cassapanche, teli da mare personalizzati e cassaforte per custodire gioielli e oggetti preziosi. E alla sera (ma spesso anche a pranzo se non si ha paura della congestione) la cena servita è decisamente qualcosa di più di un piatto sfizioso. Ecco alcuni ristoranti cresciuti all’interno di stabilimenti che vivono ormai di vita propria, perché offrono una cucina elegante e raffinata. Ed ecco che il mare proprio lì diventa un valore aggiunto, ma non più il protagonista.
Ne abbiamo selezionati alcuni, solo per voi, proponendoli d’estate, of course, ma ricordandovi che per certi versi d’inverno sono ancor più suggestivi.

 

 

 

 

 

 

 

Da Guido, a Rimini

Ogni piatto è legato a un’emozione o un etno-sapore che prudentemente ad ogni boccone esplode al palato”: questa è la filosofia del ristorante Guido, incastrato nella movida romagnola con la quale però non ha molto a che fare. Qui l’eccellenza è servita dai fratelli Giampaolo e Gianluca Raschi, il primo chef, il secondo responsabile di sala e cantina. Questo piccolo gioiello all’interno di uno stabilimento vanta una stella Michelin e una scritta più che mai esplicativa del suo legame con il mare: “il Naufragar mi è dolce in questo Mare”. Pesci rossi crudi e funghi, nasello mantecato, gratin spaghetto alle ostriche calamaro, torta della nonna rovesciata: giusto qualche esempio per farvi capire di cosa stiamo parlando.

 

 

 

Uliassi, a Senigallia
Il leggendario stabilimento sito nel lungomare senigalliese Uliassi vanta come è noto un ristorante blasonato, anche quest’anno insignito dell’ambito premio Michelin e gestito dallo chef Mauro e dalla sorella Catia Uliassi. La cucina, elaborata ed estrosa, è ovviamente impregnata di mare e di straordinari sapori di pesce, ma offre anche un’ampia varietà di carne e selvaggina (per un fatto culturale). “Il nostro ristorante è sul mare, tra il porto canale e la spiaggia. E’ un posto pieno di energia. E’ bello sempre, in tutte e stagioni, con il vento o con la pioggia, con la neve oppure quando le giornate sono immobili sotto il sole dell’estate”.

 

 

 

Il Giardino Mediterraneo, a Lignano
Sul lungomare di Lignano, battezzato ‘Sabbiadoro’ negli anni ’50 da un pubblicitario creativo che si fece ispirare dal colore delle sue sabbie, si rosola al sole lo stabilimento balneare e ristorante Il Giardino Mediterraneo. Il nome del patron è tutto un programma: Salvatore Sapienza. Ma oltre alla sapienza, nella cucina che propone c’è anche amore: per il cibo, per il suo mestiere, per i suoi ospiti. Gli squisiti piatti vanno dal classicissimo e notevole crudo di mare al ‘contaminato’ ‘Pacchero al ragù di polpo alla Lucina su crema di latte di bufala’ all’esotico ‘Sauté asiatico di cozze e gamberoni in tajine’. Il tutto annaffiato da Kante, chardonnay mineralissimo, o da un grasso Sauvignon 2014. Oppure da un ottimo Friulano Rodaro: “Ma come si fa a negare un bicchiere di Friulano fresco d’estate?” – scherza Salvatore, che guida negli abbinamenti. E per finire, un Cabernet Frau 2016, in cui inzuppare lascivi un friabile e godurioso biscotto di San Rocco.

 

 

 

 

 

 

La Siesta Beach Club a Tirrenia (Pisa)
Non tanto lusso o eccellenza raffinata, quanto qualità low profile all’ennesima potenza. In questo lido, nella frazione Calambrone del comune di Tirrenia, troviamo infatti i bagni La Siesta Beach Club la cui struttura ha tutto l’aspetto di un piccolo chiosco insospettabile, ma il ristorante sforna giornalmente splendidi piatti di pesce, cruditè comprese, da gustare eventualmente anche nelle postazioni disseminate nella spiaggia.

 

 

 

 

 

 

Il Bucaniere, a Campiglia Marittima (Livorno)
Correva l’anno 1949 quando, nel Comune di Campiglia Marittima venne edificata, dal primo proprietario Piero Tempesti, una caratteristica palafitta in legno dal nome “Il Bucaniere”, a uso dello Stabilimento Balneare omonimo. “La sera era un ritrovo di pescatori e non, molto vivace e conviviale, dove non mancavano le carte, i fiaschi del vino e gli spaghetti. Nell’aria l’intenso profumo del mare che a volte si mescolava con le nuvole di fumo di sigari toscani e sigarette”. Oggi il Bucaniere è il regno di Fulvietto Pierangelini, uno dei più grandi Chef del Mondo, che con le sue “Due Stelle Michelin” è una pietra miliare nell’Albo d’Oro della Cucina Italiana. All’interno degli omonimi bagni San Vincenzo, in Provincia di Livorno, e dal design progettato dal famosissimo architetto romano Massimiliano Fuksas, il Bucaniere rimane un’icona del cibo gourmet in riva al mare. La cucina si basa sulla qualità delle materie prime e i piatti seguono la stagionalità della Val di Cornia, estremo lembo meridionale della provincia di Livorno, sul territorio della Maremma piombinese. “Cerchiamo di preservare le caratteristiche di ogni prodotto mantenendo i sapori ben distinti fra loro, perciò i piatti che all’apparenza possono sembrare semplici, nascondono equilibri molto rigidi”. Tra una tartare di gamberi rosa (di Piombino), ricotta alle erbe e carciofi crudi, pesce morone con purea di patate e tartufo estivo o “semplicissime” linguine cacio e pepe con gamberi rossi, spicca il piatto cult di famiglia, reinventato da Fulvio Pierangelini: la passatina di ceci con mazzancolle. Dimenticavamo: Fulvietto si definisce un pescatore. Ancor prima che uno chef.

 

 

 

Da Serafino, a Marina di Ragusa
Il ristorante sulla spiaggia ha la stessa proprietà della Locanda Don Serafino, boutique hotel con ristorante (due stelle Michelin) che abita nel quartiere di Ragusa Ibla. Un ristorante noto, ottimo, ma anche informale – fondato nel 1953 da Serafino La Rosa ed oggi gestito dai figli Antonio e Giuseppe La Rosa – come il lido, accogliente e allegro. Stagionalità, sperimentazione e audacia sono il motto del locale situato negli antichi bassi adiacente la Chiesa dei Miracoli (monumento Unesco) a Ragusa Ibla. La cucina mescola la cultura del territorio, dei sapori e dei piaceri, con una naturale propensione alla selezione di eccellenti materie prime che lo chef Vincenzo Candiano interpreta con abile maestria.

 

 

 

 

 

 

Bikini di Vico Equense, a Sorrento (Napoli)
Fa parte del complesso turistico che sorge nel comune di Vico Equense, incastonato come un diamante in una delle baie più suggestive dell’intera Penisola. Qui al Bikini, ristorante che è anche stabilimento balneare, la vista struggente su un’insenatura della costiera sorrentina è solo uno degli ingredienti dell’esclusività del posto. Lo stabilimento nasce negli anni Cinquanta, quando la costiera campana diventa icona della dolce vita, scandita dalle immagini di Jackie Kennedy a piedi scalzi che fanno il giro del mondo. Terrazza panoramica fronte Vesuvio, accesso da una scalinata immersa nella vegetazione, il ristorante vanta ricette molto particolari, preparate dalla chef Fumiko Sakai, giovane giapponese che mastica cucina campana da tempo e che si esibisce in un connubio esclusivo nippo-campano,

 

 

 

Il Clandestino Susci Bar, a Protonovo (Ancona)
Ultimo, ma non per ultimo, citiamo un posto che non è propriamente uno stabilimento balneare, ma costituisce uno dei posto più belli da cui  tuffarsi nell’Adriatico selvaggio, che verde è come i pascoli dei monti. Parliamo della seconda casa di Moreno Cedroni, lo chalet sulla spiaggia tra lavande e ginestre che è il sogno di tutti, ovvero il Clandestino Susci Bar, che celebra “l’immortalità del cibo”. Nella perla del Conero, precisamente nella baia di Portonovo che chiude l’altopiano in cui sono incastonate le altre due gemme di Sirolo e Numana, sorge un ristorante unico e pluri-premiato, che non ha bisogno di presentazione alcuna. Tonno bianco tataki con conditella colatura e riso susci, cavolo fermentato, baccalà mantecato e a dadi con latte di sesamo bianco: la lista è lunga e appetitosa e questi sono solo alcuni esempi. E susci (in questo caso) si scrive proprio così.

 

Photo credits:

Il Clandestino Susci Bar (http://www.morenocedroni.it/clandestino/il-locale/)

Il Bikini (http://www.ilbikini.com/)