January 20th
Langosteria 10 – Milano

Quando entri nella Langosteria 10 la prima cosa che ti colpisce è l’atmosfera. La geografia del locale non è subito chiara, ma senti un ambiente che ti avvolge, è caldo, le luci accarezzano i tavoli e incorniciano il cibo per cadere poi sul bancone del pesce, non sono dispersive. Protagonista assoluto di questo locale il pesce, un ottimo pesce. Il legno, l’ocra alle pareti, i cuscini color vinaccia e i richiami del mare creano un mood dal gusto francese, ripreso dalle scritte e nelle insegne sui muri. Un ambiente intimo e rilassante. Un punto di riferimento per gli amanti della cucina ittica a Milano, aperto nel marzo del 2007. Sono piccoli dettagli, che scorgi alzando lo sguardo dal tavolo, che ti fanno accorgere che in questo ristorante fanno sul serio.

 

È impossibile non notare il grande bancone, vicino all’entrata: un tripudio di ogni tipo di gamberi e scampi, pesce fresco di varie pezzature rigorosamente all’amo, famiglie di granchi e ostriche al completo e come se non bastasse le acciughe del cantabrico, ma attenzione, quelle vere.

 

Grazie al progetto Diners for Food, ho potuto fare un viaggio nella loro cucina, iniziando con una piccola entrata, fatta di pappa al pomodoro con vongole, una delizia morbida al cucchiaio, la perfezione per aumentare l’appetito e per far subito capire, che oltre alla qualità degli ingredienti, in cucina ci sanno fare. Ho assaggiato ovviamente anche il pesce crudo, le tre tartare di pesce: tonno, spada e gamberi freschi. Erano accompagnate da una salsa speciale fatta di capperi e olio particella 5, uno dei migliori sul mercato. Poi una mia passione, le acciughe sopraccitate, calibro 9, pronte per essere messe sulle fette di pane caldo tostato con burro salato. Una delizia, le più buone che ho assaggiato negli ultimi anni.

 

Tentata da un primo piatto, ho desistito per gustarmi appieno una cena a base di pesce fresco, ma sono sicura che ci tornerò per provarlo. Ho così deciso di assaggiare un piatto della casa, gli scampi matti. Avevo visto una foto sul sito web del ristorante e non sono rimasta delusa: scampi appena scottati in soutè di vongole e peperoncino. Un piatto vivace, pieno di gusto che sa essere anche elegante. E ancora le capesante cotte a puntino, croccanti all’esterno, morbide e succose all’interno, accompagnate da cime di rapa leggermente piccanti, saltate in padella. Un piatto buonissimo.

 

Ho bevuto un Riesling della Mosella, degustato in un calice di vetro soffiato a mano e senza piombo: piccoli dettagli che fanno la differenza.

 

Il servizio? Personale gentilissimo a partire dal maître che senza tanti fronzoli ti fa subito entrare nella filosofia del locale. In generale tutti molto attenti, preparati e veloci, sempre presenti ma mai invadenti.

 

Se vi sedete al bancone come nel mio caso, potete seguire i diversi passaggi nelle preparazioni del pesce crudo e portarvi a casa anche dei trucchi o accorgimenti da ripetere nella vostra cucina.

 

Un posto che mi ha colpito, forse perché in questa Milano piena di locali, alla Langosteria 10 ancora prima del profumo della moda si respira il profumo del mare.