February 22nd
La Scaletta – Milano

Non sono di Milano, ma ci vivo da vent’anni. Vi dico questo perché a volte per caso, può capitarmi d’imbattermi in pezzi di storia e, in ognuna di queste occasioni, assaporo lo svelarsi di questa città in cui amo vivere, nonostante l’assenza del mare.

Ero stata al ristorante La Scaletta, diversi anni fa, e indubbiamente avevo mangiato bene, mi aveva colpito il posto, il piccolo giardino e la conformazione particolare della sala, ma non conoscevo la sua storia legata alla chef Pina Bellini, famosa nel panorama nazionale nel secolo scorso.

 
Ci sono tornata una sera di quest’inverno per un nuovo appuntamento con il progetto #Dinersforfood e ho ritrovato una piacevole accoglienza, un ambiente elegante, e una cucina che volge uno sguardo stabile alla cucina tradizionale italiana, senza subirne i totali condizionamenti.  In ogni proposta è riconoscibile l’entusiasmo dello chef, che porta creatività, senza stravolgere l’essenza del piatto.

Con me Kevin, giovane goloso milanese, ma decisamente attento ed esigente, con una vera passione per la cucina.

 

Il benvenuto da degustare, che arriva con il vino è sempre una nota piacevole, inganna l’attesa e attiva la conversazione a tavola. L’ingrediente di stagione, la zucca, conferma l’attenzione e la buona scelta degli ingredienti.

 

Come antipasto, data la mia passione sfrenata per i carciofi mi dirigo su “Spigola, terrina di foie gras con carciofi al limone”. Croccante e saporita, con un abbinamento che non mi aspettavo felice.

 

Kevin il mio commensale sceglie la “Tavolozza di gamberi viola con radicchio tardivo al profumo di anice stellato”, lo assaggio e mi piace la nota speziata. Amo particolarmente le spezie, e ancor di più, quando queste vengono usate da sole, per esaltare un piatto. In occidente non siamo ancora bravi nel riconoscerle ed usarle, e trovo che questo sia un ottimo modo per valorizzarle e ricordarle, per poi magari usarle in modo sensato.

 

Il mio primo è “Ravioli di aringa e patate saltati con datterini e pinoli su crema di broccoli” un bell’incrocio nord/sud che armonizza il giusto con la pasta fresca. Io parteggio per i sapori forti e forse avrei osato ancora di più con l’aringa.

 

Ovviamente mi butto anche sul piatto di Kevin: “Sedanini di grano saraceno, trafilati al bronzo con sarde, crema di finocchi e anice stellato” anche in questo piatto c’è il contrasto tra sapori che richiamano il sud e l’estate, e il grano saraceno della pasta, che invece mi rimanda alle montagne dell’Alto Adige. È bella la suggestione, quindi gli perdono i pomodorini in inverno.

Io continuo con i piatti di pesce con “Filetto di rombo alla mediterranea” profumato e delicato grazie alle verdure disidratate.

 

Kevin cambia rotta e preferisce la “Guancetta di vitello, brasata al vino rosso, con polenta morbida e cime di rapa” carne morbidissima e azzeccato l’accostamento con l’intensità delle verdure.

 

Termino la bella cena e l’ottima conversazione con Kevin, che con piacevole arroganza giovanile mi racconta le sue ambizioni e le sue passioni, con un dolce classico ma rivisitato “La cassata siciliana” stessi ingredienti, ma molta più leggerezza, che a fine cena non guasta.

 

Esco da “La Scaletta”, con una considerazione del giovane mondo che si sta affacciando nel panorama della ristorazione milanese: ben venga il coraggio imprenditoriale e la voglia di farsi spazio dei giovani, che hanno vogli di mettersi in gioco, anche per continuare a far vivere luoghi storici o a crearne di nuovi.