May 26th
Inkanto: l’autentica cucina peruviana sui Navigli milanesi

Quando si parla di novità in fatto di ristoranti, Milano fa spesso da apripista nello scoprire e lanciare tendenze. Ed è sempre una gioia per gli appassionati di buona tavola fare la conoscenza di cucine inedite. Soprattutto se si presentano autentiche, e curate nei dettagli, come quella dell’Inkanto (www.inkanto.eu), una delle aperture più interessanti dell’ultimo anno.
Nel cuore dei Navigli, la giovane chef peruviana Sheilla Diaz e il marito Cesar Recharte, in sala, offrono uno spaccato gastronomico del loro paese.

 

La tradizione in carta
Il menu ripercorre la tradizione con ingredienti e preparazioni tipici che interpreta con la giusta creatività, mai eccessiva, per non snaturare i piatti.
Ottimi gli antipasti su cui primeggia il classico ceviche, forse la più nota fra le ricette peruviane: a torto definito una versione sudamericana del sashimi giapponese, è in realtà un’insalata di pesce crudo a bocconcini, rinfrescato dall’acidità del lime e rinforzato da coriandolo fresco e anelli di cipolla rossa. Da provare, sempre in tema, anche il tiradito: questa volta il pesce è a fettine sottili, con una salsa al maracujà (frutto della passione).
Stupisce il polpo in crema di olive, che potrebbe appartenere alla cucina mediterranea se non fosse che, a sorpresa, le olive sono fra i prodotti prediletti di quella del Perù.
Il più curioso, infine, almeno nel nome è il piatto chiamato “por una buena causa”, “per una giusta causa”: un ingrediente della cucina povera come la patata, nutriente e sempre disponibile, in forma di morbida boule con una guarnizione di granchio.
In carta non manca la quinoa sia in insalata, come entrée, che nel delizioso “quinotto”: un omaggio ai grandi risotti italiani con i “camarones”, i gamberi.

 

Fra mare e terra
Da notare che tutto il pesce è freschissimo, ben cucinato o marinato, secondo i casi. E naturalmente non manca la terra, ovvero la carne. Fra i secondi, l’asado di res è un arrosto di girello tenero, con una sapida salsa rosso scuro, accompagnato da riso bianco. Mentre un assaggio di street food si può avere con il ricco Pan de Chicharron, un panino da hamburger farcito di bocconcini di maiale fritti, con salsa e verdure.
Il dessert, in Perù, è dolce, molto dolce: noi abbiamo provato la Torta ai tre latti, in realtà al cucchiaio, fatta di creme sovrapposte fra cui spicca l’intensa nota zuccherina del condensato, mitigata dalla leggerezza della panna montata.
La carta è molto più ricca di quanto raccontato sin qui e offre tutto quel che ci si può aspettare in un ristorante sudamericano: dalle “empanadas” al famoso “aji de gallina” con pollo e peperoncino giallo peruviano, dal “churrasco con sal de Maras” (salgemma raccolto a mano a 3.000 metri di altitudine) al “lomo saltado”, bocconcini di vitello con verdure fresche, peperoncino, salsa di soia, riso e chips homemade.
Perché quella dell’Inkanto resta, come sottolinea Sheilla, una buona cucina familiare, seppur vista attraverso la professionalità e l’inventiva di una chef professionista. Che è un piacere sia approdata a Milano.