February 1st
Guido Ristorante – Serralunga d’Alba (CN)

Finalmente riesco ad andare a trovare Ugo Alciati. Sì, perché è da più di vent’anni che frequento le langhe abitualmente: Sono state lo sguardo di pace sulle colline con la persona che tanto ho amato, il luogo dove mia madre si era stabilita dopo diverse vicissitudini, dove le mie figlie sono cresciute durante le loro vacanze, con un nonno che elargiva pillole di saggezza contadina e intagliava legnetti per loro. Costigliole d’Asti (dove nel 1960 è nato appunto il primo e grande ristorante della famiglia Alciati) è poi divenuto insieme a Calosso, il paese che non ho mai avuto, essendo nata a Torino da genitori di passaggio in città.

 

Qui le ricette della tradizione hanno spesso una storia di povertà o una più monarchica visione: Tortellini del plin, battuta, vitello tonnato o bagna cauda e finanziera, sono piatti da raccontare e rispettare, sono i piatti che puoi trovare ogni domenica nei ristoranti  e nelle trattorie, ma anche nelle case, con mille sfumature diverse. Lo sa bene mia figlia Blanca che non perde occasione per degustarle a ogni passaggio, per poi redarre una personalissima lista dei migliori.
Troppo giovane per aver conosciuto i noti genitori Lidia e Guido che in tempi non sospetti abbinarono modernità e tradizione, nuove tecniche alle storiche ricette valorizzando il territorio e i buoni produttori, ho avuto però occasione di sedermi nel loro ristorante quando i figli Ugo, Piero e Andrea, ormai erano approdati ad altre realtà.

 

Ma come ho detto, il sentirmi di casa nel loro paese mi faceva sentire più vicina anche al loro lavoro, e quando poi ho conosciuto lo chef Ugo Alciati in occasione di Expo 2015, di cui è stato Ambassador, e altri eventi, è stato facile trovarsi e comprendere il valore del suo impegno in questo prezioso pezzo d’Italia.
Le langhe sono belle con ogni veste stagionale, e anche l’inverno, con la sua nebbia e i colori più freddi ha un fascino che ti coinvolge profondamente, per questo quando ho avuto l’occasione di raccontare per Diners for Food una realtà piemontese, non ho avuto esitazioni nello scegliere Guido Ristorante.

 

Dopo Costigliole d’Asti e Pollenzo, nell’Agenzia che ospita la Banca del Vino e l’Università di Scienze gastronomiche, Guido Ristorante è approdato nel 2013 alla Villa Reale della Tenuta Fontanafredda di Serralunga d’Alba, nel cuore delle Langhe, in una distesa di colline vitate. Con la mia amica Katia arrivo alla villa, una porta che si apre in un altro tempo, quello intrecciato alla casa reale dei Savoia, ma che non nasconde la contemporaneità delle sue proposte.

 

L’accoglienza è calda ed elegante, compresa da turisti di tutto il mondo e amata da chi in queste terre ci vive da sempre.
Il vitello tonnato piemontese tagliato al coltello è così buono da farmi sentire i sensi di colpa per non averlo gustato prima, e so che mia figlia Blanca mi guarderà molto male quando tornerò a casa e glielo racconterò.

 

È novembre e bisogna onorare quella profumata pepita d’oro che è il tartufo bianco, nel suo migliore abbinamento che per me rimane appunto quello con l’uovo, vera perfezione della semplicità. Non posso sottrarmi a tutte le forme d’esaltazione degli agnolotti di Lidia: al sugo d’arrosto, intensi nel sapore e corrispondenti alla mia intima idealizzazione di questa ricetta, e quelli “Al tovagliolo”, che solo con la temperatura perfetta di servizio ti fa raggiungere la comprensione della ricchezza del loro ripieno.

 

Finalmente dopo tanti assaggi che non mi hanno convinto in passato, trovo il senso de “La Finanziera piemontese” complicata e storica ricetta: così dev’essere penso nel mio intimo, e mi si stampa il sapore in testa. “Caldo e freddo di faraona e fegatini, salsa al marsala” è un richiamo alla storia piemontese, che si lascia contaminare dai prodotti che arrivavano dal sud del Regno, e trova armonia di sapidità e dolcezza.
Non riesco a fermarmi e cedo senza il minimo sforzo anche al “Bignè al torrone d’Alba con cioccolato e zabaione tiepido” ma assaggio anche il noto “Fiordilatte appena mantecato” che ha sorpreso Katia, la mia compagna d’avventura, che per manifestarmi la sua felicità, decreta gioiosamente che sarei il suo uomo ideale.
La sua battuta mi fa ridere e riflettere sulle cene di molte coppie dei nostri giorni, che non dovrebbero mai perdere l’occasione per una serata così romantica in un luogo unico come Guido Ristorante.