January 4th
Bjork – Milano

Appena entri respiri e senti la bellezza e la forza del legno. Quel legno del nord, semplice ma anche elegante. Solido, accogliente e caldo. Andare a testare il menu di Bjork grazie al progetto #Dinersforfood, nel periodo prima di Natale è sicuramente un’esperienza confortevole: renne dorate ed illuminate e candele accese ovunque. Come non sentirsi coccolati?

 

Dopo il primo Bjork aperto ad Aosta immerso nelle montagne, arriva a Milano. L’accoglienza è fatta da Stefano, una persona decisamente piacevole e molto attenta al cliente. Ho iniziato con una bollicina Franciacorta del classico e piccolo produttore che ci tiene alla qualità, e due stuzzichini a base di aringa marinata e salmone doc che ti mettono il buonumore mentre aspetti il tavolo.

 

Poi arriva il grande bancone nella sala principale, vicino alla cucina, sgabelli alti, spazio informale ma curato e vista a 360° gradi sulla sala. Il menu è bello da vedere e da leggere, il grande nord entra con tutta la sua tradizione.

 

Gli ingredienti sono tutti veri. La qualità è alta. Ma la vera sorpresa è la mano della giovane chef svedese Rebecca Varjomaa. Un tocco delicato che ti teletrasporta in Svezia in un istante, senza aggredire, con dolcezza. Un tris di aringhe che ti porta dritto dritto in quel mare freddo. Tre assaggini che seguono un percorso ben preciso. Tre modi di raccontare l’aringa. Mai stucchevoli. Un antipasto presentato con molta eleganza ma senza ostentare, semplice e bello come il loro legno. Ho preso anche il salmone fresco con salsa alla senape e aneto, uno dei miei piatti preferiti e qui di una bontà e delicatezza esagerata.

 

Ma la curiosità mi ha spinto verso un merluzzo con crema di piselli fresca e panna acida. Il salmone al forno, ottimo con verdure e burro salato, l’ho lasciato in seconda battuta. Il merluzzo è stato decisamente perfetto, per nulla salato, cotto al punto giusto e presentato davvero bene. Un punto di forza sta anche nella presentazione qui da Bjork. Perché un semplice piatto di una bella ceramica bianca fa la differenza, si sente che, chi ha disegnato e scelto quel piatto, ha davvero buon gusto. Conosce la tavola e predilige una grande eleganza-basic e non si lancia in deplorevoli e moleste creatività.

 

Per finire i dolci, anche qui di livello superiore per la qualità, la perfezione del dosaggio degli ingredienti e porzione. Quantità perfetta, zucchero al punto giusto e gelato ai frutti rossi acidi che contrastano con il sapore del pan dolce allo zenzero con cannella e chiodi di garofano e il caramello salato, oltre all’assaggio di pera e pastinaca. Un trionfo di bontà.

 

Nel menu trovate anche la scelta delle polpette per i vostri bambini, zuppe calde e piatti vegetariani come stufato di fagioli e variazione di verdure al forno. Il pane è fatto in casa e le tipologie diverse: crackers svedesi e pane all’avena e integrale.

 

Sono stata anni fa in crociera nei mari del nord e sono stata letteralmente rapita dal paesaggio, dallo stile di vita, dalle loro abitazioni, l’arredamento e la cucina. Mi piace tutto, è indubbio, ecco perché questo locale è nel mio cuore come uno dei miei preferiti. Cucina semplice, curata, fresca e ricca di sapori agrodolci.

 

Se non ci siete ancora stati non potete perdervelo. Se poi avete tempo per una gita spingetevi fino ad Aosta, potete anche fermarvi a dormire. Sono sicura che l’esperienza vi piacerà!