July 9th
Aurora Mazzucchelli, la chef stellata dai capelli rossi delle terre emiliane

Una donna chef, dal carattere deciso, lo si vede dal portamento di chi osa, di chi non ha paura di essere se stessa. Una donna in grado di riconoscere da dove arriva, di non abbandonare le tradizioni, di raccogliere leredità dei suoi genitori, ma di costruire sopra il suo destino personale. Non lascia, ma trasforma. Il ristorante Marconi, eredità di papà e mamma dal 1983, si trova a Sasso Marconi che occupa la prima zona collinare dell’Appennino bolognese,  a una decina di chilometri a sud di Bologna.

Nel 2008 arriva la prima stella Michelin e poi lentrata nelle associazioni Jeunes Restaurateurs dEurope e Le Soste. Nel 2016 Aurora e Massimo, il fratello, decidono di dare un volto nuovo, uno sguardo rivolto al futuro, più vicino al loro sentire e rivoluzionano il locale, inserendo piatti nuovi sempre partendo da una base culturale solida ed esigente come lEmilia Romagna. Un esempio? I Tortelli di Parmigiano Reggiano con lavanda, noce moscata e mandorl

Il fratello di Aurora è in sala e dà voce ai suoi piatti e accosta con passioni i vini. Hanno riconosciuto i loro talenti e stanno vivendo fedeli a loro disegno, da cui emergono colori e sapori netti, decisi come le risposte che Aurora ci ha dato per i lettori di Diners For Food.

 

1_ Una donna chef, giovane, stella Michelin, tra le poche nell’associazione Jre. Quanto è importante per lei la sfida con il mondo maschile in questo lavoro, dal momento che il confronto parte dentro casa per la grandi decisioni con suo fratello.

La sfida per me è una parola piena di significato. È sempre stata il motore del mio impegno e non solo verso il mondo della cucina che è maggiormente al maschile, ma rispetto alla vita.

Per me sfida vuol dire un punto di partenza per confrontarmi con ciò che non conosco e fissare gli obiettivi che voglio raggiungere.

 

2_ Quali sono la filosofia e il sentimento che più frequente la spingono nel creare un piatto.

Definirei la mia cucina contemporanea. La mia filosofia racchiude cuore, gusto e testa e un insieme di ricordi gustativi legati al territorio e all’estro che mi contraddistingue. Creare un piatto è indagare nel proprio intimo per donarlo agli altri. In una parola è ALTRUISMO.

 

 

 

3_ Mazzucchelli è un cognome pieno di consonanti. Se dovessi dire quali sono le vocali e le consonanti in un piatto a cosa le assoceresti.

Interessante domanda, penso che le vocali siano l’ingrediente principale ma che senza le consonanti non avrebbero nessun significato poiché le vedo come quei piccoli particolari e attenzioni che devi dare al tuo piatto. Quindi la scelta delle consistenze, dei colori, delle cotture, e come servirle.

 

4_ E’ stato difficile raccogliere l’eredità di un’impresa familiare? Come si può portare avanti un’eredità familiare e sentirsi liberi allo stesso momento?

Molto difficile a pensarci oggi forse impossibile, ma per fortuna eravamo giovani e incoscienti!

Penso che ogni rinnovamento crei dei cambiamenti ,ma se vengono fatti con tanta passione e amore saranno una crescita e non un stravolgimento. Noi fin da piccoli siamo stati attivi nel lavoro di famiglia e quindi portare avanti l’eredità di famiglia è stata una sfida e motivo di molto orgoglio. Per i miei genitori è stato un gesto d’amore immenso perché ci hanno accompagnato, lasciandoci la massima libertà.

 

5_ Esiste una cucina di “genere”? Quanto e come influisce essere una donna in cucina  nei piatti che si creano.

Non credo esista una cucina di genere. Anzi ho sempre combattuto perché non fosse così, ogni piatto viene partorito da noi chef, pertanto può assomigliarci, ma non lo rinchiuderei in un genere.

6_ Quale chef donna tra le sue colleghe è fonte di ammirazione e ispirazione.

Valeria Piccini perché è una persona vera, una chef che conosce la tradizione e che ha un suo stile, riconoscibile e gustoso. Sempre presente nel suo ristorante, ama ciò che fa e ama la sua casa-ristorante.

7_ Aurora dai capelli rossi, se qualcuno legge di lei, si trova di fronte un’esplosione di attività, iniziative ed eventi. Un po’ come l’aurora prima del sorgere del sole. Ci racconti che programmi ha per il futuro, per il vostro ristorante e per lei?

Il mio nome e i miei capelli dicono già molto. In effetti amo esserci, pertanto mi piace partecipare e progettare il futuro nel mondo del cibo e nel mio ristorante.

Per il futuro del  Marconi io e la mia famiglia stiamo lavorando sul fattore umano, cioè dipendenti, produttori, allevatori, artisti, artigiani che credono nel nostro progetto e che vogliono investire del loro tempo e delle loro conoscenze per un obiettivo comune, IL RISTORANTE MARCONI.

Per me invece viaggiare e cibarmi di tutte le eccellenze che ancora non conosco.

 

8_Cosa significa per lei “la salute in un piatto”. Gli abbinamenti degli ingredienti possano fare la differenza ?

Noi siamo ciò che mangiamo, pertanto è importante prestare attenzione al fattore salute.

Nel mio ristorante non servo piatti pensati per questo o quel disturbo, ma presto molta attenzione alla qualità, alla freschezza del prodotto e alla digeribilità, non amo esagerare e sicuramente nello studio del menù gli abbinamenti sono fatti per arrivare a fine percorso sazi ma al contempo leggeri, perché io stessa odio sentirmi piena dopo un pasto.