September 6th
‘Ombre’ e location gourmet a Venezia

Una location esclusiva. Venezia. Esclusiva con migliaia di bastoni da selfie che svettano all’ombra del campanile di San Marco? Assolutamente: nessun set cinematografico potrà mai imitarla. Perché Venezia rimane unica al mondo. La Diva sirenissima sposata all’umano ingegno che partorisce architettura&bellezza. Mangiare e bere nella Serenissima è un piacere che qua guidiamo con altrettanto piacere per i soci del Club Diners, pronti a sbarcare in Laguna per la sfavillante Mostra del Cinema.

 

Non è chiaro da dove derivi il termine tecnico “ombra”, con cui a Venezia s’indica il bicchiere di vino: forse dal velo che lascia sul calice, o dall’ombra dei campanili sotto cui si gustava d’estate. L’ombra comunque si serve nei bàcari, i locali della Venezia vera, insieme a un’altra bevanda classica ormai diffusa in tutta Italia, lo spriz. I drink sono sempre immancabilmente accompagnati dai “cicchetti”, ossia le tapas lshutterstock_435487093ocali. La cucina? Ingredienti di base poveri, tra i primi spiccano la polentina, rigorosamente bianca, il riso, la “pasta e fasoi” (fagioli) e i bìgoli. Re dei piatti di carne è il fegato, mentre tra i pesci di tradizione ricordiamo che il baccalà in Veneto è quello che in quasi tutto il resto della penisola italica viene chiamato stoccafisso e che i “canestrei” non sono dei biscotti, ma molluschi con “zampette” un po’ vongola verace, un po’ capasanta. E poi le famosissime “sarde in saor”, una preparazione in agrodolce importata dashutterstock_315305480lla Penisola Iberica dai ponentini. Mentre ai sefarditi si devono le frittelle dolci, “fritoe alla venexiana”, e ai portoghesi le “impàde”, le impanadas dolci con le mandorle. Le tradizioni gastronomiche di un mondo antico multiculturale sono incastonate nella Laguna che continua ad accogliere il mondo contemporaneo e i suoi Re e Regine – al momento quelli del cinema.

 

 

Non toccateci San Marco

venezia 2Parliamo di Piazza San Marco. Perché evitare il carnaio non può voler dire isolarsi necessariamente in location secondarie e fuori mano. Né disprezzare le mete più storiche per partito preso. E partiamo proprio da quella che lo è per eccellenza: il Florian. Il più classico dei bar veneziani, musica sinfonica dal vivo, tavolini in piazza, barman di livello. Anche possibilmente il bar più antico al mondo: dal 1720. Stucchi dorati, sale da thè, pasticceria. Il Florian ti porta fuori dal tempo. Cuore di Venezia citato nei libri di Flemming, è un Bond point. Il punto di contatto tra Venezia e il mondo. Qua potrete gustare i macarons, vanto di Francia oggi di gran moda anche da noi, che leggenda vuole siano nati proprio a Venezia e poi importati Oltralpe da Caterina De Medici. Oppure un grande classico: il tiramisù, dolce dalla contesa paternità nato a Siena come “zuppa del duca”, approdato dal Granducato a Venezia dove i cortigiani lo amarono alla follia per le sue presunte proprietà eccitanti e afrodisiache, al punto da ribattezzarlo “tiramisù”. In piazza San Marco da non perdersi anche l’Harry’s Bar – San Marco. Un super classico: solo pantaloni lunghi, camerieri in livrea. Potrete trovare marinai che sperperano la paga e al tavolo Elton John, che mangia coi cani e i turisti che vengono dall’est. Ambiente sempre caotico, storia e tradizione, ristorante e il tipico Bellini, succo pesca + prosecco (25€). Ex mensa di marinai, un barometro al posto dell’orologio. Patrimonio culturale italiano.

 

Venezia è un pesce – anche nel piatto

Rimaniamo nel cuore della città. La taverna Al Remer, sul Canal Grande- Sestriere Cannareggio – è un’antica remiera (dove costruivano i remi – in Laguna la voga è un culto), nell’omonimo campo, con l’immancabile pozzo, affaccio sul Canal Grande, angolo carino, privilegiato e intimo di Venezia. Nella taverna potrete gustare piatti tipici locali, come le schie con polenta e baccalà mantecato, ma anche gamberoni rossi siciliani, piuttosto che agnolotti ripieni di branzino al dry martini. Il martedì sera fa piano bar Pasqualino.

In Riva degli Schiavoni sorge l’Hotel Metropole, dove si può mangiare allo stellato Met Restaurant – una stella Michelin – con giardino privato  ma soprattutto frequentare l’Oriental bar: in un ex irriconoscibile chiesa sconsacrata, dove Antonio Vivaldi alla fine del ‘600 si ritirava a comporre. Ambiente raffinato, barman di altissimo livello, no dress code, chic, ma come spesso capita a Venezia, aperto a tutti. Mica per niente vanta 5 stelle su 5, non Michelin ma negli oltre 1200 commenti di Tripadvisor.

shutterstock_620624804Nei vicoli di Santa Croce risorge il Vecio Fritolin: derivato da un bacaro settecentesco, il nome richiama proprio quei luoghi, i “fritolin”, dove il popolo poteva acquistare il pesce appena fritto. Irina Freguia, la patron di questo ristorante che si approvvigiona direttamente dal mercato del pesce di Rialto e utilizza materie prime freschissime, ha saputo creare un mix perfetto tra classe e veracità. Quando è stagione non perdetevi le moeche, i granchietti in fase di muta mentre tutto l’anno andate felici sul fritto misto. Parlando di Rialto, per avere l’ebrezza di una tipica osteria “cicchetteria” di Venezia, provate Il diavolo e l’acqua santa, dove volano parolacce e non solo: gente locale, turisti di passaggio, cucina rustica e servizio all’antica. Caos, vino e polpette.

 

Laguna da bere, isole da mangiare

venezia 1 Imperdibile. Isola della Giudecca: nell’imponente ex mulino Stuki ora Hilton hotel, lo SkyBar sul tetto, l’unico posto dove si vede Venezia dall’alto. Nonostante la destinazione sia top level, nessuna selezione alla porta, nessun dress code e la bottiglia di prosecco costa solo € 50. Ambiente magico, si mangia anche, bei divani da chill-out.

E navighiamo ora verso isole meno battute. Il ristorante hotel Il certosino, sull’Isola della Certosa, è un tuffo nel verde. Si mangia (anche carne nobile) nel parco dell’isola sotto grandi alberi; ambiente vellutato fuori dai circuiti del caos, coniglietti che saltellano nel prato, hotel abbinato, per regalarsi una serata magica. E se la location al verde in Lugana è per voi prioritaria, non perdetevi Da Venissa, sull’isola Isola Mazzorbo. Il posto è fantastico e si mangia negli orti in un ambiente “in tiro”. Carta dei vini superiore.

E se proprio la Mostra del Cinema v’impone il Lido, riparate dalla folla vippara a La Favorita, un Ristorante del Buon Ricordo che propone cucina veneziana popolare, sia in versione crudo che cotto.