December 19th
Dove mangiare con classe in vetta e a bordo pista

Gastro-sciatori e frequentatori del gourmet in quota, questo articolo fa per voi: le nostre meravigliose montagne regalano folgoranti stelle in cielo ma anche in terra, dove le proposte gastronomiche a bordo pista deliziano sia chi si dedica agli sport invernali che i suoi accompagnatori goderecci. Ristoranti & rifugi di montagna che rispecchiano le altezze dei palati dei nostri soci del Club Diners.

 

Mai gli inverni sono stati così stellati, almeno per chi li frequenta nei posti giusti, ossia nei paesaggi più magnificenti delle nostre montagne. Magari a bordo pista, anche se, con tali proposte enogastronomiche, possiamo persino permetterci il lusso di non farci condizionare dalla neve. Che comunque sarà lì, a guidare e decorare le nostre scorribande enogastronomiche tra ristoranti e rifugi di montagna super-gourmet…

 

Alta Badia: safari sugli sci a caccia di piatti gourmet

 

Sta oramai diventando il tradizionale “must” del debutto della stagione ultra-gourmet sulle piste: parliamo del Gourmet SkiSafari, che domenica 10 dicembre ha aperto la sesta edizione di Sciare con Gusto, l’iniziativa culinaria più stellata delle alpi. Le montagne-gioiello sono quelle dell’Alta Badia, dolomitica e ladina, che regala una struggente nostalgia perenne a chi già ci ha messo piede – e sci. E proprio ai dolci ricordi è dedicato il titolo dell’edizione 2017, “I sapori dell’infanzia”.

Una valle a sei stelle Michelin l’Alta Badia,  incastonata in uno dei più elevati Patrimoni dell’Umanità UNESCO: la Guida Michelin 2018 ha assegnato la terza stella Michelin a Norbert Niederkofler del Ristorante St. Hubertus dell’Hotel&Spa Rosa Alpina di San Cassiano. Matteo Metullio del Ristorante La Siriola dell’Hotel di lusso Ciasa Salares guadagna un’altra stella, passando da una a due, mentre viene confermata la stella anche al ristorante La Stüa de Michil presso l’Hotel La Perla a Corvara. Qua dimenticatevi marmi e carta patinata: il lusso sta nel calore del legno e della cucina di Nicola Laera, mamma ladina e papà pugliese, ospitalità nord-sud scritta nel DNA grazie alla quale il ristorante non ha clienti. Solo ospiti.

 

 

A proposito di Corvara: da non mancare l’Oyster Corner del Rifugio Col Alt, che offre anche polenta&canederli e hamburger di selvaggina. I tre Chef stellati fanno parte della manifestazione Sciare con gusto, che ha ben 13 rifugi-partner sulle piste e un programma intenso e goloso che va avanti fino a marzo 2018. Lo SkiSafari del 10 dicembre, oltre ai tre chef che lavorano in loco, ha messo in pista i monostellati Alberto Faccani, del ristorante Magnolia di Cesenatico; Francesco Baldissarutti  del Ristorante Perbellini di Isola Rizza, Verona, che ha proposto gli “Spätzle alle alghe di lago, mantecati al brodo di gallina con trota affumicata e le sue uova” e Giuseppe Biuso de Il Cappero nell’isola di Vulcano, che al rifugio Las Vegas ha deliziato i commensali con il suo “Polpo murato”.  Il 17 e 18 dicembre ci si è poi goduti le gare di Coppa del Mondo di sci alpino dall’esclusivo Leitner ropeways VIP Lounge, ai piedi della pista Gran Risa. E per chi oltre al cibo vuole dedicarsi al vino d’alta classe, altri appuntamenti da non perdere sono il 21 dicembre, il 18 e 25 gennaio, il 22 febbraio e l’1, il 15 e il 22 marzo gli sciatori saranno accompagnati da guide e da sommelier professionisti nei rifugi direttamente sulle piste, mentre il 25 marzo avrà luogo il De dl vin – Wine Skisafari.

 

Nordest, le altre montagne gourmet

 

Non solo Val Badia. Restiamo nella provincia di Bolzano, la più stellata d’Italia. Al ristorante Zur Rose di San Michele, stellato da una dozzina d’anni, la tradizione si mischia con la responsabilità sociale, e potrete gustare piatti come i “Canederli di ricotta con salsa all’aglio orsino”. Allo splendido Relais & Châteaux Castel Fragsburg , ex residenza di caccia nei pressi di Merano, lo Chef de cuisine, Enzo Bellia, viene dalla Sicilia. Scendiamo nella provincia di Trento. A Madonna di Campiglio un classico è il ristorante Il Gallo Cedrone , dove potrete pasteggiare a Dom Pérignon mentre al Dolomieu si gustano i poetici piatti di montagna e i contrasti culinari dello Chef Enrico Croatti e riposare poi le membra nelle incantevoli suite dell’hotel.  Nella cosiddetta “Perla delle Dolomiti” e nell’intera Val Rendena la gastronomia è basata su prodotti che vengono dagli alpeggi, dagli allevamenti locali e dal  bosco, a partire dal “radic de l’ors”, il “radicchio dell’orso”, selvatico e di alta quota, che si mangia in agrodolce. La Locanda Margon a Ravina propone una “Suggestione bollicine”, 7 portate abbinate ad altrettante etichette. Passiamo al Veneto. A Cortina d’Ampezzo, tra funghi del Cadore e clientela snob, il ristorante Tivoli. Sempre in provincia di Belluno, a San Vito di Cadore, l’intimo ristorante Aga mentre a Sappada c’è il ristorante Laite dove potrete gustare per esempio il “Cervo aromatico all’olio di germogli di abete”.

 

E ancora, qualche spunto tra Lombardia, Piemonte e Val D’Aosta:

 

In provincia di Aosta, nella Valle del Gran San Bernardo a Gignod, il ristorante Le Clusaz offre portate tipiche locali come la “Tartiflette”, una zuppa a base di patate, fontina e pancetta.

 

Lo Chalet Etoile, in Valtournanche, ai piedi del Cervino, vi siede su sgabelli coperti di pelli di animali e vi serve piatti innovativi come la “Tempura di renna” o i “Ravioli al granchio reale norvegese”.

 

Il ristorante Naskira dello Chalet a 4 stelle il Capricorno, a 1800 metri nel cuore della Via Lattea, a Sauze d’Oulx, compare sulla guida Michelin dall’inizio degli anni ‘70, offre i prodotti dell’orto (zafferano incluso!) e della valle in un ambiente raffinato. Marco Barberi ha creato anche HACM, Accademia Alta Cucina di Montagna.

Il rifugio Mai tardi in Valtellina, offre una vista panoramica di prim’ordine insieme a vini locali e piatti di stagione apparecchiati con calici di cristallo e candelabri d’argento.