December 3rd
La vera storia del panettone e del pandoro

Sono i tradizionali dolci da ricorrenza che non devono mai mancare a Natale e Capodanno, ma pochi ne conoscono la vera storia. Ecco tutto quello che i curiosi Soci di Diners Club devono sapere!

 

Panettone e pandoro sono i dolci tipici di Natale e Capodanno, e non è un azzardo affermare che le feste sarebbero meno… beh, feste, senza di loro. Non tutti, però, ne conoscono la storia, il che – vista la popolarità – è abbastanza curioso: dato che si è ancora in tempo per rimediare, ecco serviti un po’ di aneddoti da snocciolare durante i pranzi e le cene che allieteranno il mese di dicembre.

 

 

Il panettone

 

Le origini del panettone si perdono nel tempo e la sua nascita è legata a numerose leggende. La più “accreditata” lo fa risalire alla corte di Ludovico il Moro, signore di Milano nel XV secolo. Era la Vigilia di Natale quando, in occasione del banchetto, il cuoco ufficiale della famiglia Sforza bruciò inavvertitamente un dolce. A recuperare la situazione ci pensò Toni, lo sguattero che lavorava in cucina, che decise di utilizzare un panetto di lievito  tenuto da parte per le evenienze. Lo lavorò aggiungendo farina, uova, uvetta, canditi e zucchero, ottenendo così un impasto particolarmente lievitato e soffice.

 

Il dolce venne apprezzato a tal punto che la famiglia Sforza decise di chiamarlo Pan di Toni, da cui nei secoli a venire deriverà appunto il termine “panettone”.
Altre fonti sostengono che ad inventarlo sarebbe stata suor Ughetta, oppure Ughetto degli Atellani, secondo questa tesi, in ogni caso, il dolce arriva direttamente dal Medioevo, ed è legato alla tradizione – in vigore all’epoca – di preparare in occasione del Natale dei pani molto ricchi,  serviti dal capofamiglia ai commensali.

 

 

 

Per gli storici le prime prove documentali sull’esistenza del panettone risalgono al 1606 in quel periodo il dizionario milanese-italiano parla del panaton de danedaa, un pane molto basso e non lievitato, simile al pandolce di Genova. Nell’Ottocento la ricetta venne poi perfezionata e il dolce prese il nome di panattón o panatton de Natal.

 

La forma attuale del panettone fu ideata negli anni Venti, quando Angelo Motta, prendendo ispirazione dal kulic, un dolce ortodosso consumato a Pasqua, decise di aggiungere alla ricetta anche il burro e di avvolgere il dolce nella carta paglia, trasformandolo definitivamente nel panettone a cui siamo abituati oggi.

 

 

Il pandoro

 

Come per il panettone, anche per questa delizia non ci sono prove certe riguardo le sue origini. Secondo molti le prime tracce del pandoro risalgono al 1500, nel periodo della Repubblica Veneziana. C’è però chi è convinto si tratti della naturale evoluzione di altri dolci, come il Nadalin, un dessert veneto a forma di stella, oppure il Pane di Vienna, simile ad una brioche.

 

Commercialmente parlando, una cosa mette tutti d’accordo: il pandoro è nato a Verona, quando – il 14 ottobre 1884 – il pasticcere Domenico Melegatti ottenne da parte del Ministero di Agricoltura e Commercio del Regno d’Italia il brevetto per un dolce natalizio.
Per realizzare la sua ricetta, il pasticcere Melegatti prese ispirazione dalla tradizione veronese: nei villaggi delle campagne circostanti, infatti, sin dall’antichità le donne cucinavano il Levà, un dolce lievitato, ricoperto di mandorle e zucchero. Melegatti utilizzò la stessa ricetta, aggiungendo uova e burro, ma eliminando la copertura per rendere l’impasto molto soffice e morbido.

 

 

La forma a stella venne realizzata invece da Angelo Dall’Oca Bianca, un pittore che creò lo stampo a piramide con otto punte. Da subito il pandoro riscontrò un grande successo, ed entrò a far parte della tradizione natalizia italiana insieme al suo “rivale”, il panettone.

 

Secondo una leggenda il nome gli fu dato da un pasticcere, che – dopo aver estratto il dolce dal forno – rimase sorpreso dal suo colore dorato e lo chiamò “Pan d’oro”: da qui il termine che oggi tutti conosciamo, e che è indiscutibilmente sinonimo di festività.