July 27th
La settimana in breve: i trend del gusto

Una rassegna di news e tendenze molto estiva, inevitabilmente, pensata affinché voi soci del Club Diners possiate scoprire quali sono gli aeroporti dove si può mangiare al meglio e i luoghi di vacanze delle star del cibo (anche per ispirarvi) e persino come usare al meglio il ghiaccio, sì, proprio il ghiaccio, per impreziosire i vostri cocktail che sanno di mare e di sole. E poi la consueta raccolta di trend dell’ultimissima ora, mischiati sapientemente con qualche informazione di servizio utilissima per chi concepisce il cibo a tutto tondo, in tutte le sue molteplici e deliziose sfumature.

 

  • Ecco gli aeroporti dove si mangia meglio

Sono luoghi-non-luoghi, dove la gente è solo in transito eppure, a causa delle attese sempre più lunghe, il cibo diventa importante, così come diventa importante stare bene, coccolarsi e gratificare il palato. Per questo motivo ci sono aeroporti nel mondo (nessuno è italiano, tranquilli) dove la sosta culinaria non è necessariamente svelta e casuale. Anzi. I migliori li ha recensiti il sito Skytrax, che in realtà stila una classifica dei top aeroporti al mondo non solo in base al cibo, rivelando i vincitori del suo annuale World Airport Awards. Nella sottoclassifica riguardante il food troviamo al decimo posto l’Hamad International Airport, a Doha, Qatar, seguito dall’Aeroporto di Monaco di Baviera e dal Kansai International Airport giapponese. E poi c’è l’aeroporto di Vienna, il londinese Heathrow, il Chubu Centair giapponese di Nagoya. Ai primissimi posti troviamo Tokyo, Hong Kong, Corea del Sud e Singapore, sancendo un primato assoluto dell’Oriente.

Per saperne di più: Turismo 

 

  • Lavorare in una maison di champagne secondo Denis Bunner, chef de cave di Bollinger

Cosa vuol dire “chef de cave”, o se preferite mastro di cantina? È una figura professionale con un compito intermedio tra l’enologo e il cantiniere, con un ruolo fortemente direttivo ed è colui che fa il vino concretamente, con l’obiettivo di valorizzare le tipicità vitivinicole del suo territorio. Denis Bunner, che spiega in un’intervista tutti i risvolti di questo affascinante mestiere, è più precisamente “adjoint chef de cave” – ovvero vice – di Gilles Descôtes, chef de cave a Bollinger, una delle più celebri maison di champagne, fondata nel 1829. Figlio di wine growers, alsaziano, Bunner vanta un curriculum impressionante, che comprende una laurea in ingegneria, la scuola di enologia e la business school. Ma a parte il background Denis Bunner è uno che la vigna la conosce bene e la porta nel sangue e nei geni. Sotto di lui ci sono il vineyard manager, il cellar manager, il production manager e il labeling manager, tanti ruoli differenti, per un totale di 90 persone. Un sottobosco di mestieri tutti da scoprire che nascondono un universo meraviglioso. Quello dello champagne, bien sûr!

Per saperne di più: Finedininglovers 

 

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  • Il ghiaccio affumicato che cambierà per sempre il tuo cocktail

Avete detto ghiaccio affumicato? Sì, avete capito bene, è l’ultimissima moda del momento. Basta un tocco e il cocktail cambia completamente sapore, non appena nel beverage si espande quella nota di affumicato che ha dell’etereo. La tecnica per preparare i cubetti affumicati è semplice e necessita essenzialmente di una pistola per affumicare, un grill a gas o una griglia a carbone. I suoi inventori dichiarano: “Ho messo questi cubetti nel Bourbon, Cognac, e Bloody Mary. In tutti ha funzionato divinamente, e senza dubbi rende il Bloody Mary buonissimo”.

Per saperne di più: Finedininglovers

 

 

  • Il Refettorio di Massimo Bottura cerca volontari a Milano

Chi l’ha detto che il cibo solidale non può essere anche buono (anzi buonissimo) e magari allegro, conviviale e persino anti-spreco? Massimo Bottura firma un nuovo e ambizioso progetto di solidarietà al Refettorio Ambrosiano di Milano. Si chiama Il Pranzo è Servito e si rivolge alle persone anziane seguite dai centri di ascolto parrocchiali di Zara e Turro a Milano. Strategico l’accordo con Sogemi, che gestisce tonnellate di ortaggi in eccedenza in arrivo dall’Ortomercato di Milano. Lo chef sostanzialmente ha l’ambizione di creare un nuovo modello di riciclo che prevede il surgelamento dei prodotti recuperati ai banchi grazie a un costoso macchinario donato alla causa del Refettorio. E a questo punto mancano solo i volontari, disposti a lavorare insieme allo chef nel ruolo di commis de rang, intrattenitori e padroni di casa. L’appello è lanciato e chi fosse interessato trova qui (www.caritasambrosiana.it) tutte le istruzioni per l’uso.

Per saperne di più: Gambero Rosso 

 

 

  • Wine Travel Food: ecco a voi il magazine internazionale di Gambero Rosso (digitale e gratuito)

Racconti di cibo, di vino, di artigiani del gusto e di territori da scoprire: ovvero Wine, Travel e Food. Non poteva che essere in inglese questo magazine only-digital, dedicato a temi preziosi e con l’ambizione di coniugare nelle sue pagine i tre temi capaci di richiamare come pochi il piacere e il gusto a tutto tondo. Un punto mensile sullo stato dell’arte dell’enogastronomia, pieno di visioni differenti e originali e con un afflato decisamente internazionale. Ma al tempo stesso elogio e promozione dell’Italian Style e del made in Italy.

Per saperne di più: Gambero Rosso 

 

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  • Da Cracco a Ramsay, qui vanno in vacanza gli chef più famosi

Dove vanno i grandi chef quando prendono la valigia e staccano dai fornelli? Ovunque, potremmo dire e in tempo di social non occorrono nemmeno più i paparazzi per scoprirlo. Il comune denominatore forse è la voglia di casa e di tornare alle origini, ma anche i posti tranquilli o semplicemente le grandi metropoli gourmet. Come Parigi e Londra. Joe Bastianich è stato avvistato al Passo dello Stelvio, in Trentino Alto Adige, luogo di calma e tranquillità (oltre che di cucina strepitosa). La Sardegna è sempre cool e in particolare Santa Margherita di Pula (Cagliari) ne ha visto tra l’altro riuniti ben 4 recentemente (Cracco, Ramsay, Scarello e Mancino), in occasione di una raccolta fondi per una charity londinese, mentre Antonino Cannavacciuolo è tornato semplicemente a Vico Equense, città della penisola sorrentina della quale ha postato uno scatto commentando: “Da piccolo mi divertivo tantissimo a correre per le vie del paese. Una terra come la mia lascia un’impronta che ti porti dietro dappertutto”. La newyorchese Camille Becera invece è a Paris e posta su Instagram un’immagine del mitico Café de Flore. Quando si dice classe….

Per saperne di più: Corriere.it 

 

 

  • Il Pagliaccio di Anthony Genovese riapre con Parallels

Alcuni mesi di chiusura e poi la rinascita, più potente che mai. Uguale nell’accoglienza e nella sapienza del mestiere, ma con un nuovo concetto gastronomico che si riassume nel nuovo menu Parallels. Questa è la storia del rinnovato ristorante di via dei Banchi Vecchi – due stelle Michelin e membro Relais&Chateaux – di Anthony Genovese, che dal 19 giugno ha riaperto le porte per la gioia dei romani gourmand e dei turisti raffinati che apprezzano la proposta gastronomica che si arricchisce di nuovi percorsi di degustazione, tra “improvvisazioni” giornaliere e reinterpretazioni di alcuni piatti che hanno fatto la storia del locale.

Per saperne di più: Reporter Gourmet 

 

 

 

 

  • Il free from conquista gli italiani, diventando da nicchia a mainstream

Senza, pochi, a basso contenuto di: benvenuti nell’universo delle locuzioni e definizioni sempre più variegate e sempre più cool del free from, ossia tutti quei prodotti caratterizzati dall’assenza o dalla riduzione di alcune componenti (come additivi o zuccheri). L’Osservatorio Immagino ha individuato 6.711 prodotti presentati come “senza” o “a basso contenuto” e ha identificato i diversi claim maggiormente presenti sulle etichette: dal “senza conservanti” al “senza Ogm”, dal “senza grassi idrogenati” al “poche calorie”. Il comune denominatore? “Spaccano” sempre e ormai non più solo tra le nicchie.

Per saperne di più: Teatro Naturale 

 

  • G20 di Amburgo: tutte le trovate degli chef per la stampa, dal veg al Labskaus per finire con il Krabben

Il menù dei 20 grandi riunitisi ad Amburgo non è trapelato (se non qualche spuntino furtivo di Trump beccato con la torta di mele). Ma nell’indotto colossale di questo vertice figurano anche i pasti per la stampa, vero e proprio esempio di versatilità e melting pot. Erano 45 gli chef che hanno cucinato per i giornalisti e nelle loro proposte hanno “spaziato”, passando da alcuni piatti tradizionali del nord della Germania, come il Labskaus, la pietanza dei marinai di Wilhelmshaven, lo Scholle Finkenwerder Art, il Matjes (ricetta con filetti di aringhe) e il Krabben (granchio all’amburghese), al cibo halal, con incursioni tra i piatti veg e un assaggio di prodotti gluten e lattosio free.

Per saperne di più: Euronews 

 

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  • Ristorante di Londra rivoluziona il foodporn su Instagram

Essere una star su Instagram al giorno d’oggi è importante. Anche (e forse soprattutto) per un ristorante, considerato che il foodporn, quell’ossessione per il cibo che rasenta il pornografico, è la parola del momento. Lo ha capito bene il Dirty Bones Restaurant di Londra, a Soho, che offre ai propri clienti tutti gli strumenti per poter fotografare i propri piatti appetitosi e postarli instant sul celebre social. Una luce LED, una batteria portatile, un treppiede per fare i selfie a regola d’arte. Tutto ciò che può incoraggiare insomma la pratica ormai dilagante del foodporn.

Per saperne di più: Tendencias