January 24th
La settimana in breve: i trend del gusto

Iniziate a pianificare i weekend: a febbraio debutta il turismo dell’olio, che ben si può combinare con una pizza agricola o iniziative all’insegna del mood arte&cibo tricolore 2018. Siete a Roma per amore o per affari? Ecco dove mangiare il miglior cacio&pepe. E se invece siete nella City, provate un ristorante coi saldi del fuoriorario. Per i nostri soci del Club Diners, ce n’è per tutti i gusti, anche trash: sono arrivati il Crossushi e il red wine hot chocolate. Olé!

 

  • Il 2018? È l’anno nazionale del cibo italiano
Dodici mesi dedicati alla cultura gastronomica tricolore, con un occhio di riguardo all’italico, unico, connubio tra arte&cibo. Per non lasciar cadere i frutti di Expo 2015 e per valorizzare ulteriormente un settore, quello dell’enogastronomia nostrana, che nel 2017 ha toccato un record di export a 40 miliardi di euro. Così parte la campagna sui social, incentrata su alimenti e piatti d’autore, che mette proprio in luce il cibo nell’arte, arte che riconosce per prima il valore simbolico, sociale ed estetico degli alimenti. L’account Instagram @museitaliani posta e condivide circa 50 locandine digitali, dai manifesti pubblicitari a L’ultima cena di Leonardo, passando per la stele di Karo al Museo Egizio di Torino e la Natura morta con peperoni e uva di Giorgio de Chirico.

Per saperne di più: Gambero Rosso

 

 

 

 

 

  • Movimento Turismo dell’Olio, si parte a febbraio 2018

Sorseggiarlo come veri intenditori gourmet, degustare bottiglie in edizione limitata, scovare piccoli produttori d’eccellenza, organizzare un weekend, un viaggio o una gita con lui come protagonista: eh no, non si tratta di vino, ma di olio, puro extravergine nostrano. Il Movimento Turismo dell’Olio sta per debuttare e c’è da scommettere sul suo successo. La prima iniziativa sono gli Evo Days il 19 e 20 febbraio a Verona. In pole position tra le regioni italiane è la Puglia. Un decimo delle cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino sono già dentro al neonato Movimento dell’Olio.

Per saperne di più: askanews

 

  • 8 numeri dietro a un cubetto di ghiaccio

2 pollici e ½ il diametro ‘aureo’; ⅔ la proporzione di ghiaccio in un Margarita o in un Daiquiri; 3 sono le caratteristiche del cubetto di ghiaccio perfetto; 5 i miliardi di dollari che vale l’industria delle macchine per fabbricarli; 8 i dollari che servono per un “cubetto di lusso”. E ancora: 500 grammi di sale per tonnellata d’acqua la quantità massima consentita per produrre Ice flakes. 1784 l’anno in cui nacque il primo sistema di refrigerazione artificiale. Infine 101.325 Pascal è il valore della pressione atmosferica in cui si forma il ghiaccio ad una temperatura di 0° C.

Per saperne di più: Fine Dining Lovers

 

  • Pizzerie agricole, neonate stelle nell’universo pizza

L’arte bianca s’ispira alla terra e la neoeletta rappresentante del Patrimonio dell’Umanità, la pizza, va in sposa all’agricoltura, quella giovane, artigiana e sostenibile. Nascono così le “pizze agricole”. E il Gambero Rosso, nella sua guida alle Pizzerie d’Italia, seleziona le migliori. Come quelle che si trovano all’Agriturismo Il Casaletto nella Tuscia, o Alto Lazio, dove la passione sono i lieviti e le farine macinate a pietra. O la coloratissima Pizza dell’Orto che si mangia da Luigi Pipa ad Este, in provincia di Padova (l’orto – ovvio – è il suo, quello del pizzaiolo Alberto Morello). O ancora  la  Zammedda (“pelle di pomodoro” in dialetto caggianese) di Aneglo Rumolo, Grotto Pizzeria Castello – Caggiano, Salerno.

Per saperne di più: Gambero Rosso

 

  • Sushi, tandori&c.: ecco cosa bere con le cucine etniche
Iyo docet: il primo stellato etnico su suolo italico ha una cantina impeccabile per ogni esigenza, ovviamente in pairing con i piatti che la sua cucina  – giapponese, orientale – propone. Lo chef sommelier Matteo Ghiringhelli offre qualche suggerimento per abbinare ad ogni cucina etnica il vino giusto. A partire dal sushi, naturalmente, che chiama vini freschi, puri, come ad esempio una Ribolla, un Verdicchio o una Falanghina di costa. Per la cucina cinese, Riesling e Sauvignon per piatti a base di pesce e Nebbiolo o Montepulciano per quelli di carne.  Mentre le cucine indiane e orientali vengono interpretate al meglio con la birra.

Per saperne di più: Il Sole 24 ORE

 

  • Vino rosso e cioccolata calda? Eccome se si fa!

Sarà un segno di decadenza, ma quest’inverno è trend: è la cioccolata calda al vino rosso, o vino rosso caldo con cioccolato, o vino rosso con cioccolato caldo, che dir si dica. Ebbene sì: si parte con un Cabernet Sauvignon piuttosto che un Merlot o uno Shiraz, si aggiunge cioccolata fondente e latte et voilà! Le ricette variano ma la base è quella. Sappiate che si beve anche in versione speziata – base vin brulé – e volendo con panna.

Per saperne di più: Fine Dining Lovers

 

  • Quando i prezzi al ristorante cambiano a seconda di giorno e fascia oraria

Se un hotel 5 stelle varia i prezzi a seconda della stagione, certo nessuno si scandalizza. E perché non applicare lo stesso concetto ai ristoranti? Nel Regno Unito infatti lo si inizia a fare e la trovata pare in quest’epoca di cambiamenti globali un ‘uovo di Colombo’. L’iconico Bob Bob Ricard di Soho, noto tra le altre cose per il suo champagne alla spina, è uno dei ristoranti che lanciano la sfida: fuori da orari e giorni di picco, sconto del 25%.

Per saperne di più: Big Hospitality

 

  • Caviale italiano, una storia di eccellenza

Dall’Italia con amore arriva lo storione preparato e servito sulle tavole di nobili e Papi tra il XV e il XIX secolo. Altro che Russia! Nelle acque sorgive del Parco del Ticino crescono i pesci più pregiati di questa specie antica, che dà luogo al caviale italiano, by Italian Caviar s.r.l.. A Cassolnovo in provincia di Pavia sono allevate poi quattro specie, tra cui Acipenser naccarii, con cui si produce il caviale Da Vinci: si tratta dello storione cobice o dell’Adriatico, una delle tre specie autoctone italiane salvata dall’estinzione.

Per saperne di più: Il Giornale del Cibo

 

  • 5 cacio e pepe imperdibili a Roma

Piatto iconico la cui perfezione è difficilissima da raggiungere, può portare a delusioni reiterate  chi visita Roma e vuole mangiare un cacio&pepe come si comanda. Ecco gli indirizzi: Felice al Testaccio, classe 1936; trattoria La Sol Fa a San Giovanni , uno dei quartieri più antichi della capitale; Da Danilo all’Esquilino,  che non delude mai; Antica Trattoria da Carlone in un irrinunciabile Trastevere e Sora Margherita nel Ghetto, nel suo cuore ebraico.

Per saperne di più: Sale&Pepe

 

  • Dopo il cronut, è l’ora del crossushi

In una mossa che aveva fatto inorridire i più ed estasiato i molti, già era nato il ‘cronut’, fusione tra croissant e donut, a cui non era potuto non seguire il ‘cruffin’ – croissant+muffin. Al sushi era già toccata in sorte, o meglio in consorte, la pizza, generando così il ‘pizzushi’. Assistiamo oggi all’ultimo ibrido gastronomico, il ‘crossushi’, dove sfoglia e burro racchiudono una farcia di pesce crudo e wasabi…

Per saperne di più: GQ Italia