December 21st
La settimana in breve: i trend del gusto

Feste all’estero? Tranquilli, potrete trovare il top della cucina nostrana. Anche con qualche variazione gourmand prêt-à-porter. Oppure degustare qualche cocktail famoso proprio nel luogo dove è nato. Rimanete in Italia? Occhio a grilli e formiche nel piatto. Facciamoci coraggio, magari con un bel bicchiere di “barolo bianco”. Se cercate un regalo piccante e di lusso da offrire a Natale, fate un pensierino su Aji Charapita… leggete sotto per scoprirne di più! Tantissimi auguri di festività golose ai nostri pregiati soci del Club Diners che, ne siamo certi, non hanno bisogno di nessuno scienziato per saper riconoscere un grande champagne.

 

  • La nuova frontiera della ristorazione? Il fine dining versione fast food

Ambiente ed estetica del piatto ricercata seppur informale, qualità del cibo alta e proposte di classe: è questa la formula dei nuovi fast food dell’alto cibo, luoghi che offrono un’esperienza culinaria veloce ma pregevole. La moda è esplosa tra gli eccentrici, normali frequentatori business della food scene di San Francisco, quelli che hanno certo le risorse economiche per permettersi i ristoranti al top ma prediligono un altro modello di fruizione del cibo. Niente camerieri in livrea e attese da portate multiple, un comodo pasto fast&fine, da ordinare direttamente al bancone: c’è da scommetterci, farà scuola nel mondo.

Per saperne di più: Bon Appetit

 

  • Le eccellenze dei ristoranti italiani all’estero

Dalla pizza che fa impazzire i francesi e alla miglior cacio&pepe di Hong Kong. È merito dei giovani chef, espatriati, motivati e consapevoli. E dei nuovi pizzaioli, che hanno elevato la pizza neo protetta dall’UNESCO ai massimi ranghi dell’italica arte gourmand. La guida digitale Top Italian Restaurants di Gambero Rosso rivela un panorama di forchette tricolori in terra straniera da far invidia a chi resta in madrepatria. A tutto vantaggio a chi è fuori per business, piacere o storie di vita.

Per saperne di più: Reporter Gourmet

 

  • Il Barolo bianco esiste e si chiama Timorasso

Agli inizi del Novecento si chiamava Torbolino, veniva prodotto nei colli del tortonese, esportato e poi re-importato in Italia da Germania e Svizzera raffinato e battezzato con nomi esotici. Tra cui “Timorasso”: oggi questo vitigno antico, rustico e vigoroso, è considerato un vitigno importante e ormai conosciuto, a merito e a marketing, come “barolo bianco”.

Per saperne di più: GQ

 

  • Come riconoscere un buon champagne dalle sue bollicine

Non è solo l’amato rumore del(lo) (s)tappo che conta. Per giudicare quanto è pregiato, d’annata e costoso, uno champagne, conta anche il suono delle sue bollicine. Oltre che la loro taglia, ovviamente. Lo hanno messo in luce i ricercatori dell’Università del Texas, che suggeriscono: nulla di meglio di una flûte per analizzare queste fini varianti.

Per saperne di più: New York Post

 

  • C’è qualcosa che ancora non sappiamo dell’avocado? Sì, esatto!

Oramai crediamo di saperne vita, morte e soprattutto miracoli del superfrutto più pop che si chiama avocado. E invece c’è ancora qualcosa da imparare. Per esempio: lo sapete che le persone sposate comprano più avocado dei single? Avreste detto il contrario, eh?!? E che dell’avocado si mangiano anche buccia e nocciolo (un vero e proprio concentrato di avocado, con le sue multiple proprietà benefiche)? Già, in forma di olio, oppure tostati, essiccati e polverizzati… E ancora: niente automazione, l’avocado – almeno in Usa – deve essere raccolto a mano. Non è finita qua. Il frutto, sviluppatosi per nutrire – intero!  – la megafauna del Cenozoico, fu probabilmente salvato dall’estinzione grazie alle disseminazione ad opera di scoiattoli e giaguari.

Per saperne di più: Mashed

 

 

  • Pizza con gli insetti e panini alle formiche. Dal 2018 andrà in onda anche “Masterbug”?

Tiramisù e pizza con farina di grilli. Gelato con insetti macinati. Dal primo gennaio 2018 nella spesa degli italiani potranno esserci anche vermi e grilli: l’Unione Europea ha dato il via al ‘novel food’ autorizzando la produzione e la vendita degli insetti interi come alimenti. E c’è chi già da un anno sul web ha lanciato ‘MasterBug- cucinare con gli insetti‘: lo chef Roberto Cavasin, che con le sue videoricette spiega come realizzare golosi piatti, dal tiramisù alla carbonara, con grilli, larve e formiche.

Per saperne di più: AdnKronos

 

  • Paste&pizza, neonato streetfood tricolore sbarca in Usa portando “la scarpetta” a passeggio

L’italianità della pasta e della pizza va a spasso per la California in una nuova versione prêt-à-porter, che incontra il gusto nordamericano del cibo consumato camminando: si tratta di una vaschetta in croccante pasta da pizza-focaccia contenente una piccola porzione di fettuccine con sugo che viene assorbito dallo stesso commestibile contenitore, risultante alla fine una goduriosa “scarpetta”. Si chiama Cesarina Pasta; l’idea è di due giovani romani emigrati a San Diego che adesso grazie a lei stanno facendo fortuna proponendola in primis ai farmers’markets, dove acquistano anche gli ingredienti locali e green con cui preparano le loro paste.

Per saperne di più: Gambero Rosso

 

 

  • Il peperoncino più costoso al mondo? Peruviano, vale 25mila dollari al chilo

È piccolo come un pisello, è selvatico e cresce in Perù. Non è il più piccante, ma il più costoso: minimo 25mila dollari al chilo. Si chiama Aji Charapita, ha tempi di germinazione lunghissimi ed è difficile da trovare. Qualcuno adesso sta provando a coltivarlo: il suo sapore raro e fruttato è molto ricercato da intenditori e chef stellati e il suo prezzo… beh, lo rende senz’altro un prodotto veramente esclusivo.

Per saperne di più: Mondo del peperoncino

 

 

  • Ecco perché il whiskey è il superalcolico più sano

Sapevate che nel ghiaccio che tintinna nei nostri cocktail ci attendono 31 batteri non sempre amichevoli che sopravvivono alle sue gelide temperature? Ebbene, l’unico alcolico in grado di ucciderli è il whiskey. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sulla rivista medica Springer. La vodka li lascia vivi e vegeti, mentre la Coca Cola ne fa fuori qualcuno, ma non tutti…

Per saperne di più: supercall

 

  • Ecco i posti dove sono nati alcuni dei cocktail più famosi al mondo

Al centro di un patio lussureggiante di vegetazione e uccelli, circondato dalla bianchissima architettura coloniale di questo pezzo di storia locale, sorge il Long Bar del Raffles Hotel di Singapore, che ogni giorno serve 1200 Singapore Sling, cocktail ufficiale International Bartenders Association proprio lì nato nel 1915. L’Etna Spritz, versione sicula del veneto spritz, selezionato nella classifica dei migliori cocktail internazionali stilata dalla rivista Condé Nast Traveller, è nato sulle magnifiche terrazze vista mare – e soprattutto vista Etna – del Belmond Grand Hotel Timeo di Taormina, ad opera del bar manager Alfio Liotta. Sono solo due dei cocktail famosi la cui origine non si perde nel tempo – e nello spazio: ad ognuno corrisponde un luogo che vale la pena visitare, e perché no con l’occasione di queste feste natalizie?

Per saperne di più: Traveler