December 20th
La settimana in breve: i trend del gusto

 

Si entra nel mood natalizio e la nostra rassegna dedicata ai Soci del Diners Club si tinge ancor più di esclusività. Non possono mancare aragoste, ostriche e tartufi, tutti i cibi più iconici del lusso e del gusto più raffinato. L’avanguardia enogastronomica però ci aiuta a scoprire cosa sta diventando veramente cool e come alcuni simboli meno corteggiati dal mondo gourmet si stiano rivalutando. Lambrusco docet. Tra aragoste trattate con la cannabis e ostriche abbinate a vini insospettabili, tartufi giganteschi e cibo brutto ma buono, ecco la direzione che sta prendendo il mondo. E non solo quello del cibo.

 

  • Ostriche: abbinamento con vini francesi o italiani?
    Ostriche&Champagne, un binomio inossidabile eppure ultimamente più che discusso. Pare infatti che lo zinco delle ostriche vada in clash con l’aggressiva acidità dello champagne. Ragion per cui in questo articolo si ipotizzano abbinamenti arditi e meno convenzionali, tra vini italiani e vini francesi. Uve Chardonnay, Pinot Noir, Pinot Meunier, Moscato dello Zucco. A seconda del bouquet rivelato e della provenienza, di matrimoni felici con le ostriche se ne possono avere più d’uno. Basta azzardare. E farsi consigliare.
    Per saperne di più: La Cucina Italiana 

 

  • Ostriche: o le ami o le odi
    Il guscio non deve suonare e uno dei tratti più distintivi è la cosiddetta texture. E poi le differenze, i luoghi blasonati di provenienza e come vanno gustate. Informazioni, approfondimenti e dritte per riconoscerle, sceglierle e mangiarle, secondo i consigli di degustazione di Anthony Hardy, giovane chef che ancora una volta sottolinea come le ostriche siano uno dei cibi più amati e più odiati, capaci di catalizzare passioni e odi profondi. Per chi appartiene alla prima categoria, un’ottima guida per conoscerle e trattarle come meritano.
    Per saperne di più: Ansa

 

  • Cuocere astici e aragoste senza farli soffrire? Basta un po’ di marijuana
    Astici e aragoste in acqua bollente. Rigorosamente ancora vivi. È considerato il miglior metodo di cottura, ma è ben intuibile come i movimenti cruelty free (e anche semplicemente le persone sufficientemente umane) possano contrastare questa tecnica effettivamente molto crudele. Ma perché non usare la marijuana e il potere antidolorifico della cannabis? L’idea è di una chef Usa, che ha pensato di far assumere cannabis ai crostacei prima di immergerli dell’acqua bollente. Se sono storditi non sentono dolore. La chef è Charlotte Gill, del leggendario Lobster Pound di Charlotte nel porto di Southwest. Luogo non casuale, data l’importanza e la fama delle “aragoste del Maine”. “Ho detto un clamoroso sì”, ha raccontato la chef ad alcuni giornali americani, tra cui il New York Times, “quando mi hanno proposto di essere la prima ad utilizzare questo metodo”.
    Per saperne di più: Repubblica 

 

  • A Pisa il secondo tartufo più grande del mondo, oltre 2 chili
    Un tartufo bianco da oltre due chili e dal valore di decine di migliaia di euro è stato trovato dal trifolaio livornese Mauro Del Greco. È il secondo tartufo bianco in ordine di peso mai trovato e lo hanno regalato i boschi meravigliosi di San Miniato. Ma il vero eroe è Enea, il lagotto dall’olfatto fino che l’ha scovato.
    Per saperne di più: Sky.it 

 

  • Italiani popolo di aspiranti chef
    Da grande voglio fare… non più l’astronauta e nemmeno la ballerina. Da grande voglio fare lo (o la) chef. Secondo il rapporto di Comscore “Il Settore del Food in Europa”, il 57% degli utenti che utilizzano Internet nei cinque maggiori Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito) approdano su siti o app di cibo e cucina e sono un esercito di 130 milioni di persone. In Italia poi è veramente food mania e nel mese di settembre circa 22 milioni di persone si sono riversate su siti di cucina e tutorial. Insomma, una piccola conferma del fatto che viviamo nel secolo della cucina. Se ancora non ce ne fossimo accorti.
    Per saperne di più: Agi 

  • L’Italia vince la Coppa del Mondo di cucina
    La Nazionale azzurra si è aggiudicata la Villeroy and Boch Culinary World Cup 2018, una delle più importanti competizioni culinarie internazionali. Ogni quattro anni si disputa in Lussemburgo, all’interno di Expogast, il Salone internazionale della gastronomia. Gli azzurri hanno avuto la meglio su circa trenta nazioni, tenendo alto il vessillo enogastronomico del Bel Paese e sbizzarrendosi nella gara di “cucina fredda” con una lunga serie di preparazioni accurate tra finger food, pasticceria, primi e secondi.
    Per saperne di più: Agi

 

  • Guida Michelin 2019: chi sono i nuovi stellati?
    120 candeline per l’omino Michelin e un’aggiunta importante in Italia, dove il numero di ristoranti con 3 stelle passa alla doppia cifra grazie al ristorante Uliassi, a Senigallia (AN). “Una storia, una passione, il mare” è il claim del ristorante cui va un riconoscimento aspettato quanto apprezzato. Il pittogramma delle tre stelle conferma Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ). Una sosta in questi regni del gourmet val bene un viaggio.
    Per saperne di più: Reportergourmet 

 

  • A Milano apre la prima Università della Birra
    Si può studiare da avvocati, da ingegneri e anche da birrai: sta per essere inaugurata infatti la prima Università della Birra. All’inizio del 2019 Milano sarà lo scenario del primo corso professionale per formare maestri birrai. Il polo didattico si troverà a Lambrate ed è un omaggio alla cultura della birra, dietro la quale c’è un vero e proprio mondo. Gli studenti approfondiranno i fondamentali dell’irrinunciabile bionda, come si produce, quali sono le materie prime, il metodo di imbottigliamento e persino le regole del mercato della birra.
    Per saperne di più: 105.it

 

  • La rivincita del cibo brutto su Instagram
    La bellezza ha i suoi parametri che, come la storia dimostra, sono in continuo mutamento: basta vedere i canoni estetici femminili, quanto sono cambiati nel tempo e come siano perennemente in divenire. E anche nel cibo è così. Ed ecco che sul social per antonomasia, Instagram, si iniziano a vedere cibi bruttini in sostituzione di pietanze belle, raffinate e dall’indiscusso appeal. È un trend globale e inarrestabile, fatto da centinaia e centinaia di istantanee che ritraggono alimenti imperfetti e un po’ bruttini. Ma in questo caso il significato è più profondo e mira a celebrare la genuinità e la naturalezza degli alimenti naturali, sani e reali.
    Per saperne di più: La cucina Italiana 

 

  • Tradizionale e sostenibile. Metamorfosi Lambrusco
    Dici Lambrusco e pensi a un concerto di Guccini, a quelle atmosfere autentiche e forse anche un po’ anacronistiche dell’Emilia profonda e sincera. Ma in realtà questo vitigno sta attraversando un’operazione di profondo svecchiamento, avviata diversi anni fa, grazie al lungo lavoro dei due consorzi di tutela di questi anni.  Giorgio Melandri, giornalista enogastronomico, scrive: “Oggi questo vino sta vivendo un momento magico, perché quei caratteri che lo rendono diverso da tutti sono di nuovo interpretati nei canoni territoriali, valorizzati da una filiera che ha ritrovato il gusto della qualità”. E dietro a questo riposizionamento c’è anche una ricerca di identità, una valorizzazione della storia, il rinnovo degli impianti e una moderna meccanizzazione e, last but not least, la certificazione di sostenibilità che dovrebbe arrivare a breve e che fa sì che la Lambrusco Valley diventi, sempre più, internazionale.
    Per saperne di più: Gambero Rosso