November 8th
La settimana in breve: i trend del gusto

Aragoste, cantine pop, te servito come il vino e alimenti acquistati sul web: questa settimana, cari Soci di Diners Club, vi parleremo di temi insoliti e pieni di appeal, mischiando cibo, cultura, arte e storia. Una rassegna versatile che vi racconta come l’aragosta da cibo povero sia divenuta la regina del lusso, che vi parla di idee eco-friendly a servizio del cibo e per combattere lo spreco, e ancora di composti molecolari e di nuovi formati di ristorazione. Il comune denominatore è ovviamente il food, sempre più oggetto di studio e sempre più spesso trattato come argomento culturale. Perché il cibo è cultura e voi che siete avanti lo sapete da tempo.

 

 

 

 

  • Astemia pentita: Barolo inaugura la prima cantina pop
    E’ una cantina, ma ha anche un’altra ambizione e soprattutto ha un nome bellissimo. L’Astemia Pentita è nata da un’idea dell’imprenditrice piemontese Sandra Vezza e può essere definita una cantina pop, ovvero una cantina vinicola che ripensa i criteri tradizionali della classica cantina per immergerla nell’arte e nel design. E del resto la stessa Astemia pentita, con quel nome originale, è un’opera creativa.
    Per saperne di più: Finedininglovers

 

 

  • Cibo dal web per un italiano su 3. E’ boom, +47% in un anno
    Brick and mortar sì o brick and mortar no? Lontani i tempi in cui ci si interrogava se sarebbe mai decollato l’e-commerce e le previsioni erano scettiche sulle vendite online, sostenendo che in molti ambiti il vecchio negozio calce e mattoni era insostituibile. Ormai gli acquisti online sono stati sdoganati e uno dei settori che sta volando maggiormente è proprio il food (contro le previsioni iniziali). E non solo quello ruspante o di prima necessità. In rete si compra tartufo, aragosta e specialità gourmet. E i click sono aumentati del 47 per cento.
    Per saperne di più: Ansa

 

 

 

  • Dalle stalle alle stelle: storia dell’ascesa dell’aragosta
    L’aragosta non tramonterà mai come alimento raffinato (e costosissimo), ma forse non tutti sanno che inizialmente era un cibo povero. Molti secoli fa, per chi non viveva sul mare, l’aragosta e altri crostacei erano considerati infatti inaffidabili e avevano una reputazione di junk food. Poi si sparse la voce che il loro gusto era sublime e, complici le ferrovie e la loro fruibilità durante la guerra civile, divennero il cibo più richiesto dai condannati a morte. Il resto è cronaca, ma ci fu un tempo in cui mangiare aragosta veniva considerata una punizione. Veramente.
    Per saperne di più: Eatspitrip

 

 

 

 

 

 

  • Il cibo che avanza nel piatto al ristorante? Ora si porta a casa con il rimpiattino
    Il problema dello spreco alimentare è sempre più sentito, ma la doggy bag, che per gli early adopter esiste da tempo ed è usuale nei ristoranti pionieri, crea ancora qualche problema di imbarazzo ad alcuni. Ma del resto perché ci si deve nascondere dietro all’amico a quattro zampe per raccogliere gli avanzi del ristorante (regolarmente pagati)? E se uno non possiede un cane non può raccogliere in una confezione carina i sublimi avanzi della cena? Ed ecco a voi che nasce il rimpiattino, versione umana della progenitrice doggy bag.
    Per saperne di più: Il Sole 24 Ore

 

 

 

  • Bologna e l’evoluzione dell’osteria: ecco i Cocktail Restaurant firmati Amato, Castiglione, Montanari
    Bologna una vecchia signora dai fianchi un po’ molli: così cantava Guccini, definendo questa splendida città “arrogante e papale, con i mercati all’aperto e l’odore della rive gauche”. Una fotografia perfetta di una città che è anche progredita, internazionale, turistica e sempre più elegante. E che non poteva dunque abdicare, anche in tema di cibo, al richiamo della tradizione mista al progresso. E così nacquero le osterie 2.0. Oggi a troneggiare sono shaker e strainer e il primo ad averlo intuito è stato Bruno Barbieri, che al Fourghetti ha dato il via al rinnovamento. Ormai è un trend consolidato con inedite opportunità per la cucina d’autore, come dimostrano i cocktail restaurants con cucina e mixology secondo Salvatore Amato, Salvatore Castiglione e Pietro Montanari (tanto per fare qualche nome).
    Per saperne di più: ReporterGourmet 

 

 

 

 

 

 

  • Il tramonto della plastica: il cibo si conserva avvolto nella stoffa
    La lotta alla plastica non poteva non coinvolgere anche gli imballaggi, spesso sotto accusa. Ed è così che due giovani propongono una stoffa che si utilizza per avvolgere gli alimenti in alternativa alla plastica. Un tessuto che si adatta alla forma degli alimenti e si salda con il calore e la pressione delle mani. Ma che non inquina, piccolissimo particolare.
    Per saperne di più: La stampa

 

 

 

  • Con il food pairing uno più uno fa tre. Scientificamente.
    Conoscete l’arte di associare due o più alimenti a seconda del loro composto molecolare, nonché aromatico? È il food pairing, e dimostra come – scientificamente – uno più uno può creare tre. Basta abbinare alga nori e cioccolato o parmigiano e cioccolato: questa è la tesi, squisitamente scientifica, del più importante ricercatore in ambito gastronomico, François Chartier. Non a caso Chartier, che è stato eletto miglior sommelier del mondo nel 1994, è da 20 anni il più importante esperto di food pairing mondiale. Nel 2015 hanno fatto anche un film su di lui.
    Per saperne di più: Italiangourmet

 

 

 

  • Ecco la pizza più originale del mondo. La fanno nel veronese
    Cosa contiene la pizza più originale (e buona) del mondo? L’impasto della pizza all’Amarone è ad alta idratazione, mentre la farcitura è a base di culatello affinato al Ripasso, mozzarella fior di latte, robiola dei Lessini aromatizzata al tartufo, sferificazione all’Amarone, prugna essiccata, lamponi liofilizzati, purè di mela, mollica fritta sbriciolata, lamelle di tartufo, noce moscata e fiori di mela. Viene da Verona, ha vinto il contest internazionale #PizzAward e l’ha creata Stefano Miozzo che lavora in una pizzeria di Cerea.
    Per saperne di più: Agi

 

 

 

 

 

 

  • Atomix, il ristorante coreano che propone zuppe, cultura e lezioni di coreano
    Da quanto tempo si va dicendo che il cibo è anche cultura? Niente di più vero e niente di più ribadito ultimamente. Tanto che un nuovo format di ristorante coreano della Grande Mela offre il pacchetto completo e se vuoi la zuppa devi essere anche disposto a imparare la lingua e la cultura del Paese da cui proviene. Un’immersione totale nella Corea, che non si limita al cibo e va oltre. Per appassionati di cibo nella sua accezione più ampia, da un’intuizione di Junghyun Park e di sua moglie Jeungeun che mescolano cibo ed idee.
    Per saperne di più: The New York Times

 

 

 

  • Francesca Natali: tea stylist e tea sommelier
    Rielaborando una tradizione millenaria attraverso il suo vissuto personale, Francesca Natali, tea stylist e tea sommelier (e già l’insegna ci suggerisce qualcosa) propone un approccio insolito, colto e raffinato ma lieve e gradevole, al mondo del tè. Un articolo interessante che tratta il tè come una bevanda da servire a tavola come il vino e da proporre in modo versatile e raffinato. Bianco al gelsomino per il risotto, matcha in polvere per la farcitura della torta. Da leggere per trarre ispirazione e offrire una cena raffinata e colta.
    Per saperne di più: Sale&Pepe