October 11th
La settimana in breve: i trend del gusto

Cibo, cibo e ancora cibo, che si conferma il grande tema di cui parlano gli italiani, soprattutto a tavola. E cosa c’è da dire sul cibo? Tantissimo, tra veri e propri hub della ristorazione e aziende centenarie (e ancora vive) che se ne occupano, tra idee innovative e trend che brillano, più degli altri, in questo mondo in continuo divenire: uno è la consegna a domicilio, l’altro è il fascino, sempreverde e sempre splendente, del made in Italy e, last but not least, lo street food, sempre più popolare e sempre più gourmet. Tra news e tendenze non può poi mancare sua maestà lo Champagne, né possono mancare i vari chef stellati che ormai sono più popolari delle rockstar. La rassegna è sempre più ampia e trasversale, a conferma che i trend del gusto sono liquidi e mutevoli. Per voi Soci di Diners Club un piccolo assaggio. Just en entry….

 

 

  • Identità golose, nel cuore di Milano

Apre nel cuore di Milano il primo Hub Internazionale della Gastronomia, ovvero Identità Golose. Definito come un “luogo dove innamorarsi (e gustare) il meglio dell’alta cucina” questo Hub internazionale e melting pot avrà ovviamente tra i suoi molti volti la ristorazione, firmata dallo chef stellato Andrea Ribaldone. Ma ci saranno anche serate tematiche alla scoperta di prodotti, territori e stagionalità e un ciclo di cene gourmet aperte dallo chef ospite Moreno Cedroni, patron de La Madonnina del Pescatore a Senigallia.

Per saperne di più: Sale&Pepe

 

 

 

 

 

  • Arriva in Italia la consegna del cibo in albergo

Non è esattamente il servizio in camera dell’albergo, che esiste sempre e da sempre. Ora esiste la consegna del cibo, e di tutto il cibo si intende, anche in albergo, da dove si può ordinare il Mac o la pizza, l’indian food o il sushi. Il servizio è firmato Deliveroo e debutta dopo un periodo di sperimentazione in Australia attraverso le consegne nelle camere d’albergo in partnership con gli hotel “Quest Apartment”. Ora è attivo in tutto il mondo e il servizio è disponibile mediamente in trenta minuti.

Per saperne di più: Ansa

 

 

 

 

 

  • Champagne Deutz, una Star al Museo delle Cere di Parigi

Nel Museo Grévin sono rappresentati personaggi dello sport e dello spettacolo di tutto il mondo. E il loro successo ricorda sistematicamente la festa e lo Champagne”. Fabrice Rosset, Presidente di DEUTZ, parla della collaborazione tra la sua Maison e la prestigiosa istituzione parigina che dura da vent’anni e del denominatore comune tra le bollicine e la fama celebrata dallo storico museo. E del resto in questa location dove sono rappresentate tutti i volti più iconici dell’eleganza non può mancare un calice di Champagne.

Per saperne di più: Mixerplanet 

 

 

 

  • 13 idee di business che stanno cambiando l’industria del cibo

Il Future food institute, non profit italiana specializzata nella filiera del cibo, propone una rassegna dei progetti dei centri che si occupano di ricerca e innovazione in campo alimentare in America e Asia. Dalle fattorie verticali all’analisi degli alimenti, le startup che si propongo di trasformare la filiera e rinnovarla sono tantissime. Smaltimento sostenibile, spreco alimentare o alternative vegane: i temi della food innovation sono molti e, come al solito in tema di cibo, toccano settori trasversali. Non di solo cibo si parla insomma.

Per saperne di più: Wired

 

 

 

  • Quanti ristoranti italiani aprono a New York?

Il made in Italy nella Grande Mela non è certo una novità, ma oggi il terreno è fertile per nuove incursioni del cibo italiano, che passano dal prestigio dei nostri pizzaioli nel mondo come pure dalla riscoperta della pasta fresca, con il il Pasta Flyer di Mark Ladne. C’è insomma, dopo quella degli anni Ottanta, una nuova ondata di celebrità per il cibo made in Italy, questa volta in veste inedita e trainato soprattutto da una protagonista d’eccezione, la pasta fresca.

Per saperne di più: Gamberorosso 

 

 

 

 

  • Calcutta, il best place per lo street food

Che si parli di samosa, di dosa o di aloo tikki è Calcutta il miglior posto dove gustare le specialità di strada indiane. Kalkota infatti è stata proclamata il miglior posto per mangiare street food in India dal sondaggio ‘Taste of Travel’. La capitale dello Stato Federato del Bengala Occidentale sorge sulla sponda est del fiume Hooghly ed è il principale centro commerciale, culturale e formativo dell’India orientale. E forse proprio per questo è stata consacrata il miglior centro urbano per il cibo di strada che, ricordiamolo, in India è un’istituzione. Preparato sul momento in mezzo al traffico e senza troppe smancerie, l’indian street foood è un’esperienza di vita, non solo culinaria, perché porta nei suoi sapori la storia millenaria di questo paese.
Per saperne di più: Times of India

 

 

 

  • La metà degli italiani parla di cibo tutti i giorni

Il 51% degli italiani parla di cibo e di gusti tutti i giorni; lo dice una ricerca intitolata “Italiani che parlano di cibo: un dibattito infinito” e commissionata da Coca-Cola che conferma il food il grande tema delle conversazioni formali e informali, colloquiali, serie, divertite, incuriosite. E in questo gran parlare di alimenti il luogo privilegiato è, non a caso, proprio la tavola. L’analisi, realizzata su un campione di 1.504 intervistati di età compresa tra i 18 e i 64 anni, sottolinea come nel nostro Paese parlare di gusti a tavola sia importante quanto lo stesso atto di mangiare. Tra quelli che ne parlano maggiormente troviamo i giovanissimi, dai 18 ai 34 anni, e i social sono solo il sesto posto dove si consumano queste conversazioni gustose.

Per saperne di più: Ansa

 

 

 

 

  • Il barolo ha un nuovo tappo. Di zucchero

Addio al tappo di sughero e il merito della mossa decisamente pioniera va alle Barolo Sisters, alias Serena e Giovanna Bagnasco, 23 e 26 anni, dell’azienda agricola Brandini di La Morra. Il proprietario è il padre Pietro, socio di Oscar Farinetti e amministratore delegato di Fontanafredda, la storica tenuta di Serralunga d’Alba che appartiene al fondatore di Eataly. Serena e Giovanna hanno infatti sostituito al leggendario tappo di sughero con un tappo a base di canna da zucchero. Il vantaggio: si elimina del tutto il rischio di dover buttare via il vino al gusto di tappo a causa della Tca, la molecola trasportata da un fungo che a volte si annida nei sugheri, mettendo a repentaglio intere produzioni. Qualcuno storce il naso, accusandole di eccesso di modernismo, ma la verità è che si potrà dire per sempre addio al gusto di tappo. Scusate se è poco…

Per saperne di più: Corriere.it

 

 

 

 

  • Ecco le aziende più longeve nel cibo e dintorni

La longevità in questo mondo effimero è un valore raro e ancor più se si parla del mondo del business, costellato come è noto da tante start up smart che aprono e da altrettante che chiudono i battenti poco dopo. Su 100 aziende si calcola per la precisione che solo il 30 per cento sopravvive ai primi 5 anni di attività. Wired stila una classifica delle imprese più longeve e molte, senza troppe sorprese, sono riconducibili proprio al food. Con una presenza importante del Giappone, che conta imprese plurisecolari nel campo del cibo e dell’ospitalità.

Per saperne di più: Wired

 

 

 

  • Chi ha studiato fuma, chi non l’ha fatto mangia troppo. La legge del junk food

I dati Istat sugli stili di vita e i fattori di rischio per la salute degli italiani pubblicati nella versione aggiornata al 2016 raccolgono l’umanità in due macro categorie: gli studiosi fumatori e i mangiatori di junk food che studiano poco. Ovviamente sono generalizzazioni e semplificazioni, ma l’evidenza statistica suggerisce un link tra titolo di studio da una parte e vizio del fumo e passione per il cibo spazzatura dall’altra. Nel primo caso il legame è direttamente proporzionale e a un buon livello culturale corrisponde anche un buon numero di sigarette (anche se a dirla tutta con la laurea l’attrazione per il fumo scende nuovamente), mentre nel secondo caso la relazione è inversamente proporzionale e più è basso il titolo di studio e più è alta la quantità di junk food.

Per saperne di più: Il Sole24ore.com