July 26th
La settimana in breve: i trend del gusto

Pensate a un cibo iconico dello stile gourmet e lo troverete in questa rassegna gustosa ed estiva. Dal caviale eco-friendly al ristorante solo tartufo, per finire con l’aragosta di Alghero e il compleanno dello champagne rosè, nel novero dei cibi (e delle bevande) più blasonati non manca proprio nessuno all’appello. Trend curiosi, approfondimenti e mode stravaganti: il mondo del food and beverage è in continuo divenire, strizzando l’occhio anche alla sostenibilità. A voi Soci di Diners Club una ricca rassegna, preparandovi a una cena a occhi chiusi, per fare focus sul gusto e l’olfatto, e partire per un vero e proprio viaggio dei sensi….

 

 

 

 

  • Ramen on ice, se il ramen diventa un gelato (e spacca)
    Uno strato di gelato al caramello ricoperto da uno di noodles al pollo, ovviamente servito con salsa di soia. Sugli scaffali dei supermercati 7-Eleven questa estate si può trovare il gelato al gusto di ramen, nome in codice: Ramen on ice. L’idea è di Baby Star, azienda giapponese di snack curiosi e gustosi, che segue la tendenza ormai consolidata ovunque, ovvero il connubio, apparentemente improbabile e sempre più ardito, ma in realtà molto gourmet, di dolce e salato.
    Per saperne di più: Deejay.it 

 

 

 

  • Cena ad occhi chiusi: il cibo in tutti i sensi
    Si parla da un po’ di degustazioni bendati, proprio per affinare gli altri sensi, in primis l’olfatto e il gusto, senza alcun condizionamento dalla vista. E proprio seguendo questo trend la microdistilleria del gin Peter in Florence (distillato che vuole distinguersi per la sua eleganza) ospita un’iniziativa nomen omen, ovvero “Momenti Bendati”. La location è quella del Podere Castellare, eco-resort immerso nel verde delle colline di Pelago. A fare da filo conduttore gli aromi di Peter in Florence. A occhi chiusi ovviamente.
    Per saperne di più: Nove.Firenze.it 

 

 

 

  • Caviale con l’acquaponica, il primo al mondo è californiano
    Nella Sacramento Valley in California, un’azienda dal nome Tsar Nicoulai ha scommesso sul caviale sostenibile, ovvero il cibo gourmet per antonomasia abbinato a un metodo produttivo capace anche di utilizzare le acque di scarto dell’allevamento ittico per coltivare la lattuga. Fiore all’occhiello della produzione del caviale sostenibile l’azienda californiana, prima al mondo, alleva gli stessi storioni beluga introdotti negli anni ‘80 nel vicino fiume Sacramento.
    Per saperne di più: Innaturale.com

 

 

 

 

 

 

  • Tuber Experience, la nuova sfida nel mondo del tartufo
    Un ristorante che offre e propone solo tartufo secondo voi è noioso? E’ la scommessa del nuovo locale di Campello sul Clitunno, promosso dalla famiglia Fortunati, leader nella produzione del pregiato tubero nero. Lo Chef, tra le altre cose, consiglia la “Bruschetta Superior”, con triplo strato di tartufo fresco di stagione a crudo. Valorizzato da un filo di olio extravergine d’oliva di Campello sul Clitunno, non a caso considerato uno dei migliori al mondo. Un inno all’Umbria, regione gastronomicamente (e non solo) speciale.
    Per saperne di più: Tuttoggi.it

 

 

 

 

 

 

  • Passione scorzone, il tartufo dell’estate
    Ma per diventare cercatori di tartufi cosa bisogna fare esattamente? Un articolo illuminante ci spiega le avventure e la formazione di due fuoriclasse di questa arte, Eugenio Binachinotti e Simone Mori, pionieri della raccolta dei tartufi in Val Taro e Val Ceno, già all’inizio degli anni ’80, quando quasi nessuno credeva nella presenza del prezioso e prelibato micete sotterraneo. Ex sportivi, in compagnia rigorosamente di due lagotti, accompagnano i turisti sulle tracce del rinomato “tuber aestivum”, per poi finire le escursioni con le gambe sotto il tavolo in alcuni dei più pregiati ristoranti di Parma e della Lunigiana.
    Per saperne di più: Repubblica.it

 

 

 

 

  • Anche i gamberetti hanno una personalità
    Buongiorno, vorrei un piatto di gamberetti spavaldi, anzi no, un po’ timidi, riservati e discreti. Sì perché non tutti i gamberetti sono uguali e ciascuno ha il suo caratterino, che peraltro incide su alcune caratteristiche del gusto, condizionandone l’alimentazione. È quanto afferma un esperimento condotto dai ricercatori dell’Università di Exeter, e pubblicato sulla rivista Animal Behaviour, che ha come protagonisti ignari alcuni piccoli crostacei della specie Palaemon elegans, prelevati dalla spiaggia di Gyllyngvase, nella cittadina britannica di Falmouth, e poi messi in competizione per il cibo all’interno di un acquario.
    Per saperne di più: Ansa.it

 

 

 

  • Sardegna: il borgo di Alghero e la sua aragosta, eccellenza gastronomica locale
    Un articolo dedicato all’aragosta all’algherese, piatto della tradizione e della cultura di questa città sarda considerata un’eccellenza a questo riguardo. Qui ad Alghero viene servita in modo molto semplice e costituisce uno dei piatti più gourmet del mondo. La cottura in acqua bollente deve durare circa venti minuti. Poi il crostaceo deve essere tagliato a pezzi grossi e servito su un letto di rucola, pomodori e cipolle. Il condimento è a base di olio, limone, sale e pepe.
    Per saperne di più: Borghimagazine 

 

 

 

  • Quali pesci preferire in estate nel versante Tirreno Centro. I consigli degli esperti
    Avete in previsione una vacanzina nel tratto centrale del Tirreno e già vi pregustate delle opulente mangiate di pesce? Ecco un articolo-guida che fa per voi. Ogni regione ha i suoi pesci, così come ogni versante costiero vanta le sue specie ittiche. E in tutto questo la stagionalità non è un argomento di poco conto. Questa è la volta di parlare di costa tirrenica del centro, dalla Toscana al Lazio, spingendosi anche oltre. Guidati ovviamente da tre nomi blasonati della ristorazione locale. Luciano Zazzeri, della Pineta a Marina di Bibbona (Livorno), insieme a Fulvietto Pierangelini, del Bucaniere (Livorno) e a Gianfranco Pascucci del Porticciolo (Fiumicino), elargiscono consigli e raccomandazioni su pesci e Tirreno, dall’alto della loro esperienza in cucina e della loro arte di pescatori. “Le barche ora vanno a fondale per pescare dentici, naselli, rane pescatrici. Questi pesci ci sono tutto l’anno, ma ora sono la nostra più grande risorsa”. Comunque a detta di tutti e tre giugno è sicuramente il mese delle acciughe e delle triglie e indubbiamente del cappone che “in estate è delizioso, è gentile”. Tra giugno e luglio ci sono generalmente anche seppie e mazzancolle, ma “quest’anno sono state pochissime”. Infine l’apparentemente poco nobile cefalo ha decisamente il suo perché. Pascucci docet.
    Per saperne di più: Gamberorosso.it 

 

 

 

  • Veuve Clicquot festeggia duecento anni dello Champagne Rosè
    A Parigi si brinda, ovviamente a champagne rosè, per il bicentenario del primo Champagne Rosè per assemblaggio della storia. Correva l’anno 1818 quando madame Clicquot introdusse questa innovazione audace ancora oggi utilizzata dalla maggior parte dei produttori di champagne. Due secoli fa lo champagne rosè veniva infatti preparato con bacche di sambuco, mentre madame Clicquot ebbe l’intuizione di assemblare il vino rosso delle sue vigne con bianchi fermi. Il resto è cronaca.
    Per saperne di più: ifood.it 

 

 

 

  • Il mais arcobaleno come migliore risposta agli Ogm
    Lo sapevate che esiste una varietà di mais dai tanti colori? È il cosiddetto mais arcobaleno. Ma le politiche alimentari e agricole del Sudafrica nel corso degli anni hanno messo in pericolo la biodiversità del Paese, che ormai conta una percentuale altissima del mais ( l’80% di tutto il mais coltivato) geneticamente modificato. E uno degli effetti collaterali è la perdita del mais arcobaleno e dei suoi bellissimi colori. Molti anni fa infatti, nella vasta e rigogliosa area chiamata “Valle delle 1000 colline”, gli antenati degli Zulu iniziarono ad alternare la coltivazione del mais con quella per loro più abituale del sorgo. Ne nacque dunque un cereale variopinto che formò una tradizione agroalimentare robusta e importante, sopravvissuta solo parzialmente fino ai nostri giorni. E che oggi rischia di essere spiazzata via.
    Per saperne di più: Fondazioneslowfood