May 24th
La settimana in breve: i trend del gusto

24Questa settimana si parla di caviale (compreso quello di nicchia e molto cool di uova di lumaca) e di champagne, due prodotti che notoriamente in una tavola gourmet per palati raffinati non possono mancare. Ma parliamo anche di alta pasticceria dentro le banche (sì, avete capito bene) e degli orti (e ortolani) di eccellenza da cui si riforniscono i ristoranti stellati per offrire le loro insalatine con 150 ingredienti. E poi ci sono le mode, come quelle dietetiche lanciate dalle celebrities, o come il bio, ormai diventato un vero e proprio culto. Per voi Soci di Diners Club una rassegna ampia e trasversale, in cui non potevano mancare anche le ultimissime sugli hamburger, pur che siano raffinati of course.

 

 

  • Incontro tra i presidenti delle 2 Coree (e menù): ecco quali cibi aiutano la diplomazia

Kim Jong-un ha valicato il gradino di cemento che segna il confine tra la Corea del Nord e quella del Sud, diventando il primo leader della Corea del Nord a metter piede nel territorio della Corea del Sud. Ma in questa immagine destinata ad entrare nella storia dalla porta principale, tra promesse di denuclearizzazione, strette di mano e simboli di pace, ci si incuriosisce anche per i lati più frivoli dell’incontro. Come il cibo del meeting diplomatico, certi che anche il menù abbia dato il proprio contributo, non solo in questo ma in tanti altri tavoli cruciali della storia. Gelato di formaggio di capra, agnello, cipolline, torta Nectarine, mousse di mango, tè di funghi, polpo e frutti di mare di Tongyeong – città natale del musicista e attivista pro-unificazione Yun Isang), fagottini di frutti di mare dello Shinan – città natale del presidente sudcoreano Kim Dae-jung, filetti di pesce porgy e pesce gatto: solo per citare alcuni dei sublimi cibi che hanno aiutato a far pace.

Per saperne di più: Bbc

 

 

 

 

 

  • Iginio Massari apre a Milano (nella filiale di Intesa San Paolo)

“Una nuova esperienza di stile e gusto, in una collaborazione che ci rende particolarmente orgogliosi di un cambiamento culturale in Italia”, così è stata presentata l’insolita partnership tra alta pasticceria e banca: il link sembra azzardato, ma in realtà è stato più che pensato. E fu così che Iginio Massari, re dei pasticceri, ha deciso di aprire la sua pasticceria in corso Marconi, proprio dentro la filiale di Intesa San Paolo. La boutique di pasticceria accolta entro gli spazi della filiale milanese si inserisce nell’ambito delle iniziative del gruppo bancario sul territorio per estendere la fruibilità degli spazi delle filiali a tutti e non solo ai clienti della Banca.

Per saperne di più: Affari Italiani 

 

 

 

 

  • Davvero al mondo si beve più Prosecco che Champagne?

Sì, è proprio vero. Lo storico sorpasso risale già al 2014 e in questo articolo Wired si chiede come sia potuto accadere che il re delle bollicine sia stato oscurato da un prodotto certamente meno blasonato. Intanto va detto che il Prosecco batte lo Champagne solo in termini di volume, perché in termini di valore resta (ovviamente) molto indietro. E poi bisogna tener conto della moda dell’aperitivo, che traina con decisione il Prosecco, e della passione sfrenata per queste bollicine un po’ più low cost da parte dei millenials.

Per saperne di più: Wired

 

 

 

 

 

  • I nuovi ortolani dei giardini stellati

Cosa c’è dietro il successo di un ristorante stellato? Probabilmente ci sono anche un orto e un ortolano di eccellenza, specie se vengono servite insalate che possono contare anche 150 ingredienti differenti, e tutti di eccellenza, tra fiori, erbe, foglie e semi. Il Corriere.it dedica un servizio proprio a questi professionisti, spesso giovanissimi e ultra qualificati, che gestiscono orti eccellenti al servizio di ristoranti stellati. Un esempio? il venticinquenne Giovanni Delù, originario di Murisengo (Alessandria) che cura il Potager de la Reine, ovvero gli 8 mila metri quadrati del giardino della reggia di Versailles che rifornisce tra le altre la cucina del parigino «Plaza Athénée» di Alain Ducasse.

Per saperne di più: Corriere

 

 

 

 

  • La guerra del cibo e le nuove religioni del bio

Il biologico sta diventando un culto e come ogni culto ha i suoi seguaci, i suoi profeti e persino i suoi estremismi. Si va dalla commessa del negoziato organic, agli intellettuali come Bhagwan ai guru come Bhagwan Shree Rajneesh, noto come Osho, per arrivare sino agli eccessi della vlogger oltranzista Nasim Aghdam, tristemente famosa come attentatrice di YouTube. Difficile fare ordine nel calderone tra fanatici del bio, vegani estremi, chilometristi e via dicendo e capire veramente chi sia attento all’alimentazione e chi abbia manie al limite del patologico. Sta di fatto che in questa analisi profonda (e molto ironica) si riflette su cosa significhi aderire a questa neo religione alimentare. Una prova infallibile potrebbe essere rappresentata dalla Pastinaca sativa, per gli amici semplicemente Pastinaca o Parsnip in inglese. È una strettissima parente della carota e se inizi a girare vari negozi bio alla sua ricerca forse è il segno che sei diventato bio pure tu.

Per saperne di più: Il Sole 24 Ore

 

 

 

 

  • Spunta la moda del caviale di lumaca

Il caviale di lumaca è un alimento a base di uova fresche di lumaca, detto anche “perle del sottobosco” o “perle di Afrodite”. È di colore bianco e il sapore ricorda quello dei funghi. Pare essere una delle prossime frontiere del cibo gourmet, ma in realtà si tratta di un prodotto già collaudato all’estero. In Francia e nel nord Europa è noto da tempo anche se, richiedendo una produzione lunga e complicata, si tratta di un prodotto decisamente di nicchia. In Italia il business è stato inaugurato da Andrea Fusarpoli, ideatore con Paolo Benzoni, del marchio «Aspersita», piccolo gioiello di riconversione post-crisi che si occupa della vendita di generi alimentari e cosmetici ricavati dalle lumache.

Per saperne di più: Eco di Bergamo

 

 

 

 

 

  • Ecco dove mangiare i migliori hamburger a Milano

Si fa presto a dire hamburger. In realtà si è detto tutto e niente. Già perché, soprattutto ora che l’hamburger sta virando verso il gourmet, le varianti di questo prodotto possono essere veramente molte. Di carne fassona o di angus, col pane nero ai cereali o con il bun, tipico panino dolce, morbito e croccante nello stesso tempo: l’hamburger può essere declinato in molti modi e piace anche per questo. Scopriamo dove mangiare i migliori e anche i più strani nell’unica vera metropoli italiana: Milano. Il più alto, quello con l’avocado e il foie gras, quello con la polpetta migliore. Tutti in un’unica grande città che, anche in fatto di hamburger, offre di tutto e di più.

Per saperne di più: Sale&Pepe

 

 

 

 

 

  • Caviale d’allevamento. all’Italia il primato europeo

Caviale francese? Iraniano? No, italiano. La produzione Made in Italy delle preziose uova di storione tocca il traguardo delle 45 tonnellate nel 2017, un primato assoluto in Europa. E leader della produzione è un’azienda di Brescia con 60 ettari di vasche per la coltivazione dello storione e una quota dichiarata del 15% nella produzione mondiale del caviale d’allevamento. Questo è solo uno dei dati diffusi dall’associazione di piscicoltori italiani di Confagricoltura (Api, cui è associato il 90% delle aziende italiane) che ha fatto il bilancio sulla produzione ittica italiana.

Per saperne di più: Firstonline

 

 

 

 

 

  • Champagne: un medico di Fabriano lo scoprì 50 anni prima di Dom Perignon

Nel 1622 Francesco Scacchi, un medico di Fabriano, fu il primo a descrivere la formula dello spumante in bottiglia, illustrando dunque il metodo per rendere spumosi e frizzanti i vini in bottiglia. La scoperta avvenne dunque quasi 50 anni prima dell’abate Pierre Perignon che, secondo la leggenda, trovò incidentalmente la formula intorno al 1670, la ri-fermentazione del vino in bottiglia nell’abbazia di Hautvillers. A sostenerlo sono lo storico locale Alvise Manni e l’enologo Francesco Sbaffi che nei primi anni duemila hanno ritrovato il trattato fondamentale “De salubri potu dissertatio” (Del bere sano). Da leggere (o da rileggere).

Per saperne di più: La Stampa

 

 

 

 

 

  • Cosa mangiano le star per rimanere in forma

Ciclicamente appaiono articoli sui magazine che divulgano il menù quotidiano delle star del cinema, proponendo come elisir alcuni cibi e alcune bevande di cui si nutrono e abbeverano donne o uomini già baciati dalla fortuna. Non si creda però che per diventare come Gwynet Paltrow basti bere molta acqua e optare per la Flexitarian. Due informazioni alle quali ispirarsi possono però essere utili. Sappiate per esempio che Julianne Hough, anch’essa bella e famosa, adora i carboidrati (soprattutto gli spaghetti con le zucchine) e se ne ciba senza lesinare, mentre Jennifer Garner si è studiata un frullato molto particolare per la sua remise in forme, che prevede burro di mandorle, spinaci, mirtilli e polvere di proteine di collagene. Lupita Nyng’o, invece, inizia la giornata con una colazione di piantaggine, patate dolci e mirtilli.

Per saperne di più:  Stile