January 23rd
La pizza napoletana: tra nuove aperture, doppiette e concept originali

pizza-dinersC’è fermento sul fronte della lievitazione. La pizza napoletana, da antico piatto povero diventato nel tempo eccellenza culinaria, è stata di recente riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Un prezioso riconoscimento per l’arte dei pizzaioli che sempre di più nel mondo portano in tavola un prodotto di alta qualità fra nuove aperture, doppiette e format originali. Dall’invasione dei partenopei all’ombra della Madonnina, sbarcando Oltreoceano a caccia della migliore pizza di New York, di seguito alcuni suggerimenti gustosi.

 

 

Partenopea verace
Iniziamo dalla città madre della pizza: Napoli. Il passaggio è obbligato da Agorini Pizzeria Gourmet Cardito di Salvatore Impero, il napoletano doc che ha brevettato il suo lavoro di pizzaiolo, registrando con il marchio PizzaCloud il nome della pizza, dell’impasto e del progetto alla camera di commercio, così come da Lo sfizio, terza “creatura” di Enzo Coccia, che ha vinto il premio alla carriera di 50Top Pizza.pizza-diners Per chi è in cerca di consigli, da Agorini va provata la Napoletana Dop (pomodoro San Marzano, pomodorini del piennolo, olive taggiasche, alici, origano di montagna, aglio di Vessalivo, olio evo e basilico fresco e alici del Mar Cantabrico), mentre da Lo Sfizio non si deve rinunciare a un assaggio di Margherita, citata anche dal Washington Post come tra le migliori al mondo.

 

 

Come da antica ricetta
Milano, che da tempo s’impone come meta prediletta dei grandi nomi napoletani, nella sede dell’ex ristorante Ricci ospita dalla fine del 2017 L’Antica Pizzeria da Michele Condurro che dal 1870 a Forcella delizia i palati dei più esigenti.
A garanzia, il lavoro di Rosario Ferraro, pizzaiolo di Da Michele a Roma che ha inaugurato i forni anche dei nuovi locali di Barcellona e Londra. Neanche a dirlo, nel nuovo locale si mangiano le classiche Margherita e marinara, le uniche due sfornate a Forcella.
pizza-dinersRestando nel capoluogo meneghino Olio a Crudo è tra le aperture cittadine migliori di Gino Sorbillo che conta al momento cinque diversi locali, di cui altri due proprio a Milano, ovvero Lievito Madre e Zia Esterina. La sua cifra? Difendere l’originalità della pizza tradizionale, Marinara o Margherita, diffidando delle complicazioni gourmet.

 

 

La Napoletana “parla” bolognese
C’è un locale a Bologna, o meglio a Castenaso, che si chiama +39ITA e che, nonostante faccia parte di una catena di pizzerie, a sorpresa si sta affermando come uno deimigliori produttori di pizza partenopea verace grazie al talento del suo titolare, che da Ischia si è trasferito a pochi chilometri dalle due torri.

La più buona di New Yorkpizza-diners
Ribalta Mo’ è invece la pizzeria gestita da Rosario Procino e Pasquale Cozzolino che, dopo le recensioni entusiastiche del New York Times come la migliore della Grande Mela, si è sdoppiata con una nuova sede conquistando i foodie di Madison Square Garden.

 

 

Le caratteristiche? Un impasto altamente idratato, maturato e lievitato per 72 ore tanto da ottenere una pizza croccante, leggera e digeribile e un utilizzo esclusivo di prodotti tipici (San Marzano, mozzarella di bufala, prosciutto di Parma e olio extra vergine d’oliva) come da trazione italiana.