November 7th
La casa intelligente passa per la cucina (e per il cibo)

I gusti raffinati dei soci Diners non possono rimanere insensibili di fronte alla funzionalità e alla bellezza di  una cucina intelligente, che coniuga ricette gourmet a esigenze di praticità, materie prime di qualità e forni smart, tempi stretti e piatti elaborati. A voi che siete sicuramente degli early adopter un piccolo assaggio della cucina del futuro. Che è già dietro l’angolo.

 

Etichette che cambiano colore, forno che cuoce il pesce nel ghiaccio, verdure autoprodotte, frigoriferi che suggeriscono da remoto: ecco a voi la domotica 3.0 a servizio del food.

 

Dopo un inizio un po’ rallentato, i dispositivi per la smart home iniziano a diventare reali: non più concept destinati ai libri fantasy, ma reali soluzioni per le nostre case. E per le nostre cucine. E se demotica significa sicuramente impianti di sicurezza all’avanguardia e connessi, televisori che non si vedono e che parlano con gli altri elettrodomestici, lampadine a risparmio energetico o letti dotati di home theatre, anche il vano cucina è coinvolto, e non poco, in questa piccola, grande rivoluzione. E per sbirciare in che direzione va il futuro basta dare un’occhiata alle soluzioni proposte all’IFA (Internationale Funkausstellung Berlin), una delle più antiche fiere di tecnologia europee che si tiene in autunno. O alle notizie più recenti. O alle case dei primi ad adottare le novità, i pionieri, quelli che gli esperti di marketing chiamano early adopter.

 

 

 

 

Ecco a voi…la cucina green
Gli esempi sono tanti e tra i tanti uno dei più forti è indubbiamente quello dell’orto in cucina. In sostanza tra non molto le persone potranno coltivare un orticello direttamente in casa, autoproducendo le verdure e gli ortaggi per il proprio consumo. Su questo fronte erano già arrivate soluzioni innovative, come quella dei vasi, più o meno piccoli, con cartucce di semi che si alimentano da soli o come quella degli orti a sviluppo verticale da impiantare direttamente all’interno di una delle colonne della cucina. Ma oggi si va oltre a questi concetti e persino oltre all’immaginazione. Tra i più futuristici c’è il progetto presentato dal designer Antoine Lebrune per Fagor Brandt (clicca qui), in cui l’orto si colloca direttamente sopra il fornello e il lavello della cucina, andando a creare una sorta di coperchio d’arredamento che li copre quando non sono utilizzati, e si sviluppa direttamente nella zona più in fermento della cucina. Per preparare le verdure e gli ortaggi basterà coglierli dal piano superiore la cucina, lavarli e metterli direttamente in padella.

 

 

 

 

Un frigo amico e alleato
Altro articolo che rappresenta un must have in una cucina smart è il frigo. Se nella casa poco intelligente, o talvolta per nulla, può diventare quasi un nemico colmo di cibi scaduti e di reliquie dietro le quali si nascondono veri e propri fossili per poi rivelarci sul più bello che manca il latte (sì, proprio il latte), nella smart home diventa quasi un segretario, un complice, un fotografo, un amico. E qui la fantasia si sbizzarrisce, andando oltre il rendering del computer e approdando a frigoriferi già esistenti che ti segnalano gli alimenti scaduti e che, mentre fai la spesa, ti suggeriscono cosa c’è e cosa non c’è, per evitare brutte sorprese nel momento in cui ci si appresta a cucinare e si scopre che… manca proprio l’alimento chiave. Un frigo amico insomma, intelligente e sensibile, oltre che pratico, capace anche di minimizzare le variazioni di temperatura all’interno dei vani, per diminuire gli sbalzi e assicurare freschezza agli alimenti più difficili da conservare. Come i frigoriferi della linea Family Hub di Samsung (clicca qui), dotati di tre fotocamere integrate posizionate all’interno per scattare fotografie al cibo, in modo da controllare le proprie scorte anche dal supermercato. E poi c’è la funzione Food Reminder, grazie alla quale le date di scadenza sono controllabili dallo schermo, anche da remoto.

 

 

 

 

Sua maestà il forno
Altro elettrodomestico in pieno fermento è il forno, ormai declinabile in molti modi. E un po’ il re di qualsiasi cucina, intelligente o meno che sia, poiché i migliori piatti spesso passano proprio di qui. Ma anche le più memorabili fregature passano da qui e scagli la prima pietra chi, per colpa del forno (re anche dei capri espiatori), non ha rovinato una cena, perché la torta si è bruciata, l’arrosto è rimasto crudo al centro o il sufflé si è afflosciato. Ma anche in questo caso il forno domotico diventa un alleato che, con pazienza e sapienza, aiuta a sfornare veri e propri capolavori. La prima rivoluzione è quella del doppio realizzo e viene incontro a una vera criticità e risorsa di questo millennio, il tempo. Quante volte infatti dobbiamo cuocere contemporaneamente un pesce e una torta di cioccolato e abbiamo un problema di tempo e di confusione di sapori e odori? La tecnologia è oggi capace di dividere il forno in due vani, riscaldati autonomamente e in grado di cuocere due ricette totalmente diverse. E questo è nulla se si pensa all’ultima creazione: il forno che cucina nel ghiaccio o in altri involucri, che non bruciano mai nulla, che escludono qualsiasi cucina disomogenea e che sanno dialogare con gli alimenti. Insomma, il forno infallibile. Immaginate un filetto di pesce cotto a puntino non sulla griglia del forno, bensì dentro un blocco di ghiaccio che non si scioglie, ma consente al pesce di cuocere omogeneamente. E’ il nuovissimo forno Dialog Oven di Miele (clicca qui), presentato alla IFA, Internationale Funkausstellung di Berlino e in commercio a partire dal 2018, che rende possibili questi miracoli grazie alla modulazione di onde elettromagnetiche – onde radio di diversa grandezza a seconda delle differenti consistenze degli alimenti. Le onde sono distribuite nel forno da due antenne e vengono continuamente regolate in rapporto al cambiamento che i cibi subiscono durante la cottura, evitando cotture disomogenee, troppo forti ai bordi e insufficienti al centro. Tra le antenne e la struttura del cibo (in continuo divenire) avviene una sorta di dialogo che permette un processo di cottura graduale e infallibile. Lo smart forno è dotato inoltre di ricette pre-impostate in cui l’utente può optare per il programma Gourmet Pro (con interventi manuali selezionando temperature, tempi e variazioni creative), oppure può affidarsi a Gourmet Assistant, che suggerisce impostazioni in base alle tipologie e alle dosi utilizzate.

 

 

 

 

E poi le etichette
Ultime, ma non ultime, ci sono le etichette che cambiano colore se il cibo è scaduto, giusto nel caso in cui non si disponesse di frigoriferi smart. Le scadenze sono infatti un’altra delle priorità nella gestione del cibo, per alcuni quasi un’ossessione. Su questo fronte stanno lavorando i ricercatori della Clarkson University a Potsdam, New York, impegnati in una nuova tecnologia (clicca qui) per dare sempre più informazioni al consumatore ed elevare il livello qualitativo dei prodotti alimentari. La ricerca, iniziata 10 anni fa, testando la presenza di antiossidanti nel tè e nel vino, si basa su un sensore a basso costo portatile su carta in grado di individuare deterioramento e contaminazione nei cibi. Anche questa, per ora solo un progetto, potrebbe essere una piccola rivoluzione. Bye bye yogurt, sottilette e maionese andati a male. Sarete solo più un lontano ricordo.