February 26th
Impossible Burger: tutto quello che c’è da sapere sull’hamburger 100% vegetale

Un hamburger n100% vegetale, che ha lo stesso gusto, sapore e consistenza di un hamburger di carne: sembra fantascienza, ma non è. Ecco tutti i segreti dell’Impossible Burger, svelati agli esclusivi soci del Club Diners

 

È una vera e propria rivoluzione quella messa a punto da Patrick Brown e Josh Tetrick, i due ideatori della californiana Impossible Foods. La loro azienda ha come obiettivo l’eliminazione dell’inefficienza della carne ottenuta da animali che hanno mangiato piante, passando direttamente “dalle piante alla carne” e bypassando così l’allevamento. Biologo 60enne laureato alla Stanford University e fondatore della start up il primo, 35enne ex borsista Fulbright il secondo, hanno più volte spiegato che il loro intento non è quello di “fare proselitismo per il veganesimo, ma dare a tutti la possibilità di mangiare carne prodotta in laboratorio, con tutte le caratteristiche della carne vera, ma con un notevole taglio all’inquinamento e allo spreco di risorse”.

 

 

I due non sono certo i primi a intraprendere questa strada, ma è innegabile che la loro “scoperta” – se così si può definire – sia del tutto innovativa e basata su un ingrediente finora mai preso in considerazione. Per riprodurre la consistenza di un hamburger vengono infatti utilizzate le proteine estratte dal grano e dalle patate, mentre per riprodurre sapore e, in particolare la parte di emoglobina che contiene ferro, si usa l’Eme, un complesso chimico membro di una famiglia di composti chiamati porfirine contenente un atomo di ferro, che dà al burger il colore rosso e il tipico sapore “metallico” derivato dal sangue dell’animale.

 

 

 

L’Eme si estrae da batteri che vivono in simbiosi con alcune piante – come gli agretti – e con l’aggiunta di acqua, proteine del grano, olio di cocco, aromi naturali,  estratto di lievito, sale, proteine di soia, proteine di Konjac, gomma di Xanthan, tiamina (vitamina B1), Zinco, niacina, vitamina B6, riboflavina (vitamina B2), vitamina B12, farina e soia, fa sì che l’ Impossible Burger realizzato da Impossible Foods sia capace di confondersi con un omologo realizzato con la carne.

 

 

Il New York Times ha recentemente pubblicato un video in cui quattro volontari danno la loro opinione sul gusto dell’Impossible Burger: una ragazza vegana, un macellaio, un giornalista esperto in tecnologie e una cardiologa. Le reazioni sono diverse fra loro, ma in generale abbastanza positive. Incredibile a dirsi, ma è proprio il macellaio quello a cui il burger vegano fa l’impressione migliore: “Sono davvero sorpreso, è molto buono per essere un’opzione vegetale” spiega. “Ha un sapore interessante, molto simile a quello della carne di manzo, non avrei difficoltà a rimpiazzare il solito hamburger” conferma il giornalista mentre degusta il boccone. La ragazza vegana, invece, nonostante lo apprezzi, è dubbiosa in merito a un aspetto più “estetico”: “Ti posso dire con certezza che non è carne, inoltre il fatto che sia a base vegetale e che sanguini… un po’ mi impressiona”. La dottoressa lo giudica positivamente, ma anche lei sul gusto è perplessa: “È buono, ma se vorrò un hamburger continuerò ad ordinarne uno a base di carne”.

 

 

Il team di scienziati, ingegneri, chef, agricoltori dietro a Impossible Foods si pone come traguardo la creazione alternative valide e senza compromessi per una produzione del cibo che sia più sostenibile per il pianeta e per l’economia mondiale. In tal senso, il loro burger vegetale rispetto a quello a base di carne di manzo, utilizza il 95% in meno di terreni, il 74% in meno di acqua, e genera l’ 87% in meno di emissioni di gas serra. Ovviamente è anche al 100% libero da ormoni, antibiotici, ingredienti artificiali, e – va da sé – non serve nessun animale per realizzarlo.

 

I curiosi dovranno, per il momento, aspettare o al limite prenotare un volo aereo: l’Impossible Burger per ora è disponibile solo negli Stati Uniti, in alcuni locali selezionati come Bareburger e Momofuku Nishi a New York o Fatburger e Umami Burger a Los Angeles, ma sembra che l’arrivo sui mercati internazionali non sia poi così lontano.