May 23rd
Il giro del mondo in otto tipi di pane: a ogni Paese la sua pagnotta

Quello del pane è un vero e proprio “culto” che travalica i confini italiani: ecco un piccolo giro del mondo in otto pagnotte, per soddisfare tutte le curiosità degli esigenti Soci di Diners Club

 

In Italia, si sa, non c’è pasto che si rispetti senza l’accompagnamento di pane fragrante: ogni regione ha la sua tipica declinazione, tanto che già nella nostra penisola si contano innumerevoli e gustosissime varietà di pagnotte. Esse, però, rappresentano non soltanto da noi un concentrato della cultura gastronomica del luogo, ed è per tale motivo che tutti i viaggiatori provetti – per immergersi nelle tradizioni del Paese straniero che li ospita – visitano i suoi mercati, assaggiano i suoi prodotti tipici e, soprattutto, provano il suo pane. Elencare la totalità di tipologie esistenti sarebbe impossibile, ma un piccolo riassunto delle principali può benissimo dare l’idea dell’universo sconfinato in cui il palato può tuffarsi.

 

Bagel

È l’icona della gastronomia americana e in particolare della città di New York, anche se le sue origini vanno ricercate nella cultura ebraica: si tratta di un pane a forma di ciambella (in yiddish, bagel significa “anello”) con un impasto a base di farina ricca di glutine, lievito, zucchero, sale, acqua e olio. La sua principale caratteristica è la doppia cottura: prima in acqua bollente o al vapore, poi nel forno. All’impasto base è possibile aggiungere uvetta, cannella, sesamo, semi di papavero o cioccolato; una volta cotti (se freschi, non c’è nemmeno bisogno di scaldarli) si farciscono con salmone, carne, formaggio e qualunque altra cosa il richiamo dell’appetito desideri!

 

Pão de queijo

Il pão de queijo è uno dei “pilastri” della cucina brasiliana, consistente in una piccola sfera di pane la cui ricetta include uova, formaggio, latte, olio e farina di manioca (chiamata anche yucca) dolce. Si serve caldo con un ricciolo di burro, e una volta assaggiato, è difficilissimo riuscire a farne a meno.

 

Naan

Per assaporare al meglio i piatti assai speziati e complessi della cucina indiana, non c’è niente di meglio di un naan, il tipico pane basso fatto con farina di grano, lievito, latte o più spesso yogurt, zucchero e acqua. L’impasto è liquido e si cuoce nel tradizionale forno Tandoor, aggiungendo – a seconda delle preferenze – formaggio, aglio o burro.

 

Bao

Ultimamente tornato di gran moda nelle tendenze foodie, il bao è un piccolo pane rotondo cotto al vapore in cui si condensano secoli di arte culinaria cinese. La crosta è fina, chiara e brillante, ma i sui punti di forza sono senza dubbio la consistenza – compatta, umida ed elastica – e la sua capacità di fare tutt’uno con ricchi ripieni, che vanno dal dolce al salato.

 

Pumpernickel

Il pumpernickel è un pane mitteleuropeo di segale di massa madre con un processo di fermentazione lento: si cuoce al vapore o a bassa temperatura; è piuttosto compatto, acidulo, scuro come il cioccolato e molto aromatico, generalmente si gusta insieme a un po’ di burro. Il nome è dovuto alla sua ricchezza di fibre: pumpernickel è infatti una parola composta che fa allusione a un diavoletto (St. Nick) afflitto da problemi intestinali.

 

Tortilla

La tortilla è la “regina” della cucina messicana, serve da accompagnamento a qualunque cibo ed è la base di alcune specialità come enchiladas, tacos e totopos. Si tratta di un disco di pasta fina di farina di mais (più raramente di grano) ottenuta grazie a un processo chiamato nixtamalización: i chicchi di mais vengono messi a cuocere in acqua con qualche sostanza alcalina, in modo da risultare più morbidi e nutrienti. La tortilla tradizionale si tira a mano e si cuoce in una padella calda per due o tre minuti.

 

Baguette

Farina di grano, acqua, sale, lievito. La ricetta alla base della baguette parigina è molto semplice. Eppure questo pane dall’impasto chiaro e spugnoso, dalla crosta croccante e, soprattutto, dall’eccentrica forma allungata (può arrivare a misurare 85 cm), è uno dei simboli della Francia. Il nome baguette è dovuto proprio alla forma tipica. Perfetto per spuntini dolci e salati, oltre che puntuale accompagnamento di pranzi e cene, la baguette riassume e concretizza tutta l’arte dei panettieri francesi.

 

Injera

La injera è un pane finissimo, simile a una crêpe spessa e leggermente spugnosa, con cui si accompagnano le pietanze etiopi. L’impasto, liquido, è fatto con la farina fermentata di Teff, un cereale autoctono dai semi microscopici e dal colore che va dal nero al rosso, passando per il marrone e il bianco. Si cuoce alla brace su una piastra o in padella, ha sapore delicatamente acidulo e si conserva bene per più giorni.