July 27th
Fiori, gastronomia e fioristi gourmet

Profumo, colori, bellezza, e anche gusto. Racchiusi in un fiore, che diventa anche cibo, di gran classe. Lussuosi petali si sdraiano sulle portate, da preparare a casa, per ospiti sopraffini, o da gustare nei menù degli Chef stellati. E ancora, colazioni, aperitivi e cene tra piante e boccioli odorosi: è l’ora dei fioristi-ristoratori, che nascondono angoli di paradiso da sbocconcellare. I soci Diners gourmet apprezzeranno…

 

Cucina di casa in fiore

Risotto con garofani, omelette al geranio, tramezzini farciti con fiori di nasturzio: i fiori travolgono la cucina gourmet, trasformando anche il piatto più semplice in una raffinata scoperta culinaria. Profumi, colori e fantasia floreale e chic, che dopo qualche decennio di oblio è tornata ad affacciarsi sul davanzale della gastronomia, più bella e odorosa che mai.

 

fiori 2Non solo rose, viole, e mimose stagionali. Affatto. Quasi ogni fiore è commestibile, molti di loro portano proprietà benefiche o messaggi nascosti, come il giglio della purezza e l’afrodisiaca orchidea, e alcuni sono una vera delizia per il palato. Ci sono i fiori delle piante aromatiche, rosmarino, menta, salvia, origano, maggiorana, o i pom pom viola dell’erba cipollina, che hanno lo stesso profumo e sapore della pianta, ma in versione più delicata.

Oppure i boccioli degli agrumi, non solo arancio ma anche limone, pompelmo, bergamotto, carichi di sensualità. E i fiori delle piante medicinali, come il tarassaco (il dente di leone), oppure la calendula, solare e decorativa, da mixare, per esempio, in insalata con pesce freschissimo e frutta tropicale. E poi tutti gli altri, dal crisantemo al girasole al frangipane.

Naturalmente i fiori devono essere freschissimi (oltre che liberi da pesticidi), ma alcuni sono così fragili che sembrano appassire anche solo con uno sguardo. C’è un trucco per rivitalizzarli: farli galleggiare per qualche istante sull’acqua ghiacciata. E a proposito di cubetti di ghiaccio: niente di più spettacolarmente chic che servire ai vostri invitati cocktail e bevande rinfrescanti decorati con piccole opere d’arte da freezer, create con acqua, fiori, e il tocco perfetto dell’ospite di gran classe. Iniziate con un’insalatina di primule, con olio e limone, e finite con frittelle di lillà, spruzzate di zucchero…

 

Pluristellati e plurifloreali

Anche gli chef sono entusiasticamente lanciati in piatti floreali. A partire dal famoso Baccalà, salsa di topinambur e rosa di Moreno Cedroni, Chef patron dei locali Madonnina del pescatore di Senigallia, del sushi bar il Clandestino affacciato sulla baia di Portonovo  e di Anikò, la prima salumeria ittica del mondo, sempre a Senigallia.

fiori 3Oppure, per esempio, la mousse di caprino e geranio di Diego Bongiovanni, già protagonista della Prova del Cuoco, esperto di menù floreali, che lavora anche come personal chef.

 

E poi l’imperdibile insalata con 40 petali diversi di Stefano Baiocco, che nella lussuosa Villa Feltrinelli, sul Garda, porta avanti un quotidiano esercizio gastro-botanico. C’è stato poi il risotto alla milanese di Carlo Cracco, fatto con i fiori di zafferano essiccati invece che con i pistilli. Le insalate e i gamberi ai fiori di Enrico Crippa, il pluristellato che raccoglie personalmente erbe e fiori nel suo orto. E nel suo orto-ristorante, Piazza Duomo, ad Alba, si può anche pernottare. Persino il numero 1, Massimo Bottura, con il suo pollo arrosto nascosto tra verdure miste e petali di fiori, omaggia il trend.

 

Ristorante in serra, paradiso in terra

Sbocciano come fiori i fioristi-gourmet, quelli che hanno deciso di trasformare il proprio “ufficio” in luogo di ristoro, molte volte tra pareti di vetro, quelle di una serra, sempre circondati da un’esplosione di natura profumata, dall’incanto di bouganville, gelsomini, azalee, agapanti, calancoe, verde rosso giallo pervinca, legno vivo come arredamento e petali come ornamento.

fiori 4Un caffè, un pranzo, una cena, magari in pieno centro cittadino, in un’oasi di pace odorosa. In Italia, Milano docet: è nel capoluogo lombardo che si trovano la maggior parte di proposte per una sosta golosa e unica nel suo genere.

Si tratta di ristoranti veri e propri, ma anche bar, come il Mint Garden Café, che fiorisce in zona Buenos Aires a Milano, dove prendere un drink o un sandwich. O il “fioraio-enoteca”, il delizioso Bibouq, bouquet&calici da degustare.

A Bologna, Senape Vivaio Urbano offre un ottimo brunch, un bicchiere o un caffè equosolidale (oltre a corsi per imparare a lavorare a maglia!). A Firenze La Ménagère è un ‘concept-restaurant’, un contenitore di design che racchiude anche un fiorista di tendenza.

 

Altri fioristi da assaggiare a tutti i costi:

Il Fioraio Bianchi Caffè è un bistrot dal sapore parigino nel cuore di Milano, a Brera, dove da quarant’anni si svolge una raffinata ricerca dell’anima dei fiori. Menù diversi a pranzo e cena, carta dei vini particolarmente selezionata e raffinata, dopo il tramonto si parte con Bouquet di asparagi su vellutata di zafferano, uovo fritto cremoso e gelato al parmigiano al profumo di maggiorana, per proseguire per esempio con un Culatello di Zibello con salame senese al tartufo e fichi fioroni, un Gran Fritto misto del fioraio come piatto di Mezzo e via così, con scelta ampia e sofisticata.

 

fiori 5Sempre a Milano, Potafiori, in via Salasco 17, è il Bistrot dei Fiori: dalla colazione alla cena, immersi in decori floreali, con tanto di concerti, soprattutto jazz.

A Como Pane&Tulipani Café fleurs, in via Lambertenghi 3, con un romantico spazio all’aperto estivo, e un romantico caminetto invernale, offre panini super-chic e tartare gourmet.

A Torino, il ristorante e le dolcezze di Fiori e Caffè. Un menu che esordisce con un antipasto Misto fiori e caffè, per poi spaziare dai piatti della tradizione sabauda come gli agnolotti del plin alla fusion esotica come nello stinco con crema di guacamole, dal vegano Fagottino al curry piccante al carnivoro Black Angus e alla fantasia della Zuppetta di ali di razza.