March 7th
Fast food gourmet, sempre di più

Chi l’ha detto che il cibo veloce deve essere necessariamente sinonimo di materie prime cheap, ambienti spartani e pasti molto junk. Niente affatto: la tendenza del fast food oggi è quella di essere fast e gourmet al tempo stesso, con un’attenzione crescente (ma questo accade un po’ ovunque) alla salute. Ed ecco che i panini vengono serviti con l’aragosta o con pescato prelibato, il kebab diventa ricercato, l’hamburger a chilometro zero e la pasta sportiva e informale. Una guida utile e sfiziosa per i nostri soci del Club Diners che non vogliono rinunciare al gusto in nome della fretta.

 

 

 

Scopriamo tutti i fast food che si giocano la carta della ricercatezza. Cominciando dalla collaborazione con Bastianich e finendo con la moltitudine di locali e ristoranti che stanno nascendo con la formula “veloce sì, ma di qualità”.

 

Chiamali fish bar, fast food ittici o panini d’autore: il concetto è quello di trovare un modo inedito di fruire di prelibatezze indiscusse, all’insegna di tempi più ridotti e di una certa informalità, ma senza assolutamente sacrificare il palato. Anzi.
La prova provata che il fast stia cercando di abbinarsi all’idea della raffinatezza, anche su larga scala, arriva dal Mc Donald, icona per antonomasia del cibo frettoloso, molto giovanile, a poco prezzo. Dall’inizio dell’anno in oltre 560 italiani ristoranti della catena arriva My Selection, la linea dei burger premium selezionati da Joe Bastianich. Lo chef imprenditore italo-americano ha infatti provato e scelto combinazioni di ingredienti di alta qualità che rendono i nuovi burger quasi gourmet, con i sapori dell’Italia e degli Stati Uniti che si fondono in un’esperienza unica. Ma in realtà già nel 2011 un articolo del Guardian intercettava questa tendenza, parlando dei brand del fast food che iniziavano a cavalcare questo trend.

 

 

Un tempo senza tempo
La correlazione tra “fast” e “junk” è uno stereotipo ormai legato al passato: i cosiddetti “fast food” nascono, infatti, negli anni Ottanta nei paesi anglosassoni dall’esigenza di offrire cibo semplice e veloce da preparare e un servizio rapido per far fronte ai nuovi stili di vita, ma da subito la velocità ha coinciso con la bassa qualità degli alimenti offerti, e i fast food presto si sono identificati in spacci di cibo molto economico (ma poco salutare), grazie ai menu fissi, alle offerte periodiche e alla bassa qualità delle materie prime. Oggi la formula del cibo veloce è sempre attuale, vivendo in un’era in cui la risorsa più preziosa (e che più scarseggia) è il tempo e l’idea di potersi sfamare senza troppe attese risponde a una necessità dilagante. Ma sull’onda di una domanda di salutismo inizia a serpeggiare anche tra i fast food l’idea che se panino o hamburger deve essere lo si può anche proporre con ingredienti gourmet. La tendenza insomma è quella di proporre alcuni pilastri della cucina da buongustai in modo più frizzante, disinvolto e giovane.

 

 

 

Panino al pesce?
Gli esempi non sono pochi e stanno aumentando a dismisura. Nella splendida cornice di Polignano a Mare per esempio troviamo Pescaria, che propone il classico panino, ma lo farcisce di pesce prelibato. L’obiettivo è chiaramente quello di valorizzare il pescato locale e proporre un nuovo modo di consumarlo, rapido, informale, ma creativo e di qualità. E grazie all’esperienza dello chef Lucio Mele e all’ottima materia prima, dopo un esordio di chiaro successo ora lo stesso modello verrà proposto a Milano. E la stessa aragosta, regina dei palati esigenti, icona del cibo per ricchi, a Londra finisce dentro l’hamburger, rigorosamente di carne scelta di black angus, grazie a Burger&Lobster, fondato da quattro ragazzi russi e diventato una catena con ristoranti nella capitale inglese e in altre città, da New York a Stoccolma, fino a Bangkok.

 

 

 

Gusto di medioriente
Anche il kebab è storicamente legato al concetto di fast food, ma con la nascita di Nun Taste of Middle East viene nobilitato e il format viene stravolto. In questo fast food mediorientale si trovano effettivamente molte ricette per nulla mainstream: dalla crema di melanzane, al concentrato di melagrana, alla piadina nor con carne di pollo, olive, melagrana, fino all’insalata shirapi. “Abbiamo preso il Kebab, e l’abbiamo reinventato, trasformato e migliorato qualitativamente, integrandolo in un’offerta organica di prodotti mediorientali” dichiara anche sul proprio sito questo locale raffinato che sdogana definitivamente il kebab, ammettendolo nell’universo del gourmet.

 

 

 

Infine l’hamburger
Simbolo del concetto di cibo veloce, l’hamburger negli ultimi anni ha cambiato volto e lo si trova sempre più spesso declinato in modo raffinato e affiancato a nobili ingredienti (il tartufo tanto per fare un esempio). Basti pensare al torinese M**Bun, «l’hamburgheria a chilometro zero» che ha sfidato Mc Donald’s a partire dal nome, originariamente Mac Bun («solo buono» in piemontese), contestato dal colosso americano. La filosofia è semplice: “Prodotti sani, ingredienti del territorio con filiera corta, materiali biodegradabili e rispetto per l’ambiente”.

 

 

 

Pastasciutta prelibata e veloce
Ultima, ma non per ultima, non poteva mancare l’italica pastasciutta tra le portate offerte dai ristoranti veloci. La vediamo in molti posti ormai con ingredienti e ricette prestigiose, ma proposta in modo più fruibile rispetto alle classiche gambe sotto il tavolo. Il mondo cambia e anche la pastasciutta è destinata a modificarsi e adattarsi. A Milano pioniere è stato il MiScusi, dove si possono gustare orecchiette con zucca, verza, salsiccia e pinoli tostati o un’amatriciana bianca con pancetta magra e pecorino romano. Tempi rapidissimi, locale casual ma caldo, servizio rapido e pastasciutta con ingredienti doc.