September 27th
Dove mangiare a Roma sulle orme dei grandi film

Mangiare bene a Roma non è impresa ardua. Ma in questo caso vogliamo dare un taglio diverso, proponendo un tour gastronomico cinematografico, per suggerire ai palati dei soci del Club Diners specialità dei luoghi condite con suggestioni da grande schermo. Ecco a voi una guida di luoghi e sapori solo per voi, tra gusti semplici e gourmet e atmosfere affascinanti. Da cinema.

 

 

Roma è maestosa, è un museo a cielo aperto, è fascino, storia, bellezza. Ed è anche cibo e cinema. Due ingredienti che, messi insieme e mescolati con sapienza, possono suggerire un tour cine-gastronomico molto affascinante. Sono tanti infatti i film che immortalano alcuni ristoranti della capitale che hanno il pregio di offrire una buona cucina, associata alla sensazione di rivivere alcune scene del grande schermo. Roma è una cornice perfetta per unire cibo e cinema e la moltitudine di pellicole girate nella capitale hanno saputo descrivere al meglio l’italian style incentrato sul buon cibo. Dal neorealismo alla commedia all’italiana, dal cinema straniero fino a quello di Sorrentino, tantissime sono le scene girate all’interno di ristoranti, mentre alcuni locali si ispirano direttamente a pellicole famose.

 

 

Uno dei primi ristoranti da film, forse perché evoca il recente La Grande Bellezza, è il lussuoso La Veranda dell’Hotel Columbus in Borgo Santo Spirito, vicino a San Pietro. In questo “Ristorante con un bellissimo presente, ma con un passato importante” è stata infatti girata una scena cult che vede protagonisti Gep Gambardella (Toni Servillo) e Ramona (Sabrina Ferilli) impegnati in una cena galante e intenti a osservare i presenti in sala, tra cui moltissimi preti e suore e persino un cameo di Antonello Venditti. Situato in un ex convento all’interno del Palazzo della Rovere, La Veranda dell’Hotel Columbus è un ristorante molto elegante, con una imponente sala risalente al 1490 interamente affrescata da capolavori del Pinturicchio. I piatti sono tipici della cucina mediterranea e italiana, ma spesso ricercati e rivisitati: coscia battuta di manza Fassona, con uovo di quaglia, capperi, sedano e senape oppure fettuccine di farro mantecate al pecorino con salsa di pomodorini infornati e pistacchi. Tanto per dare un’idea.

 

 

 

Accattone3Altra colonna della ristorazione cinematografica è Necci dal 1924, volutamente ispirato alle borgate romane e tappa imprescindibile per assaggiare il vero spirito borgataro dei film di Pasolini, a cominciare dall’Accattone, girato proprio tra le strade del Pigneto e il bar Necci. Nel 2009 Francesca Archibugi lo seleziona per girare alcune scene del suo Questione di cuore, mostrando alcuni spaccati della vita di borgata. Il locale è segnalato anche dal New York Times come uno dei migliori ristoranti di Roma, per la cucina semplice e genuina: baccalà, stracciatella e cicoria, bucatini all’amatriciana o spaghettoni cacio e pepe. Cencio la Parolaccia, istituzione di Trastevere situato in Vicolo dei Cinque, è stato così ribattezzato proprio dai proprietari. Fondato nel 1941 da Vincenzo “Cencio” e Renata de Santis, i due coniugi decisero infatti di unire al tradizionale lavoro di ristorazione un intrattenimento basato sulle canzoni folkloristiche locali, condite da termini piccanti. Location ideale di tantissimi film nostrani rievoca soprattutto Fracchia la belva umana. Inutile dire che se si vuol mangiare romanesco è una destinazione ideale. Il menù è basato sui piatti tipici della tradizione fondata su ingredienti di derivazione rurale e contadina, preparati secondo ricette spesso tramandate di generazione in generazione all’interno delle famiglie. Sempre parlando di cibo e cinema non si può non pensare a quel piatto di spaghetti pomodoro e basilico gustato voluttuosamente da una splendida Julia Roberts nel film Mangia, prega, ama (Eat, pray, love). Siamo alla trattoria Santa Lucia di via Largo Febo 12. La location della famosissima scena degli spaghetti ha servito anche il pranzo ad attori e troupe, seducendoli con fiori di zucca alla romana e bucatini alla gricia.

 

 

 

 

trattoriaLa lista continua, per scoprire che il matrimonio tra ristoranti romani e pellicole che hanno fatto la storia del cinema ha origini antiche. Il Biondo Tevere per esempio fu scelto da Luchino Visconti per girare Bellissima, con Anna Magnani, nella sua magica terrazza sul Tevere ed è uno dei luoghi cult della Roma intellettuale. Pasolini consumò proprio qui la sua ultima cena e Willem Defoe l’ha ricostruita diretto dal regista newyorkese Abel Ferrara. Ovviamente al Biondo Tevere, dove la chef e storica proprietaria Giuseppina Panzironi Sardegna consiglia sauté di cozze e vongole, linguine al Biondo Tevere, frittura di paranza, delizie al limone. Oppure, per chi preferisce un menu di terra, antipasto di affettati con bruschetta, rigatoni all’amatriciana, saltimbocca alla Romana, ciambelline e tozzetti.

 

 

Woody Allen invece ha scelto l’Osteria Margutta per la sua pellicola To Rome with Love, sedotto dagli arredi e dalla sua caponatina marguttiana, ma intercetta nel film anche lo storico Caffè della Pace e La vecchia Pineta, che offre piatti di mare nell’elegante sala dalle grandi vetrate all’interno di un lido degli anni 30.

Una menzione particolare merita infine la Buzzicona, omaggio a uno dei capolavori della cinematografia italiana che grazie alla presenza di Sabrina, figlia di Anna Longhi che ha raccolto l’eredità de la “buzzicona” del film di Sordi Vacanze Intelligenti, è un vero marchio della romanità cinematografica. Nella pellicola esilarante e amara, feroce critica alle tendenze intellettuali e radical chic, una coppia di fruttivendoli romani, Remo (Alberto Sordi) e Augusta (Anna Longhi), si fa convincere dai tre figlioli laureati a trascorrere “vacanze intelligenti” all’insegna di una ferrea dieta, visite alla necropoli etrusca, alla Biennale di Venezia e concerti. Finché approdano in una trattoria dove si trovano come vicini di tavolo la principessa d’Aragona e una tavolata di snob e danno sfogo alla loro vera indole, tra salsiccia e fagioli e vino rosso (“che fa sangue”). E alla fine conquistano i radical chic, divenendo trend setter ante litteram. Quadri, fotografie e citazioni di Alberto Sordi scandiscono l’atmosfera di questo ristorante situato in uno dei luoghi più suggestivi del Lido di Ostia, il Borghetto dei Pescatori, dove si possono gustare bucatini all’amatriciana e bambolotti alla vaccinara e, ovviamente, un bell’antipasto Buzzicona, fatto da bruschetta, frittate, polpettine, zuppe e verdure grigliate.