July 23rd
A ogni cocktail il suo bicchiere

Bere un cocktail è un’esperienza multisensoriale. Quando il drink viene servito, da lì parte un viaggio tra i colori, i sapori, i profumi della bevanda contenuti in un bicchiere che non deve essere un semplice contenitore, ma l’esaltatore di un rituale, oltre che lo strumento con cui un bar o un pub comunicano la propria identità.

 

“La forma del bicchiere, la sua consistenza, la ruvidezza o l’eleganza sono elementi essenziali che devono rispecchiare la natura del cocktail”, spiegano Roberto Prato e Alberto Ferraro, esperti di mixology&flair bartender al Belmond Villa San Michele, il boutique hotel di charme incastonato tra le colline, a Fiesole. Un’oasi di lusso dove prendere l’aperitivo o sorseggiare un last drink serviti a regola d’arte a due passi da Firenze.

“Come una cornice, il bicchiere racchiude creatività e cura del dettaglio, comunica dedizione e desiderio di sorprendere”.

Per l’estate la tendenza è quella di puntare sempre più a cocktail freschi, giovani, dal gusto internazionale in bicchieri che ne evidenziano tutti i pregi.

 

Per questo i bartender di Villa San Michele ne consigliano cinque da gustare al banco o, per i professionisti del cocktail, da provare a replicare a casa.

 

 

Hidden feelings

Il nome di questo cocktail è una promessa. I “sentimenti nascosti” di Hidden feelings sono racchiusi negli ingredienti che lo compongono: il burro di noccioline arricchito con bourbon e il Red vermouth con infuso di lamponi aggiungono una complessità e una dolcezza che portano equilibrio a questo drink rifinito da un tocco di elisir alla prugna.

 

La presentazione nel bicchiere, poi, è una rivelazione. La carta di riso che copre il tumbler basso, dalla forma classica e dall’ampia capienza, è una membrana vellutata attraverso la quale è possibile scoprire il gusto che si cela in questo mix. Tutto con un semplice gesto: forando l’ostia di riso con una cannuccia e inspirando tutti gli aromi del drink durante la degustazione.

 

 

Calypso melody

Per chi ama i cocktail dai sapori tropicali e vegetali Calypso melody si distingue per la sua piacevolezza al palato. Il rum mix dona carica e struttura, il cocco e la menta regalano dolcezza e freschezza, il tutto impreziosito dalle note acide e dolci dello sciroppo di ananas arricchito da di sentori muschiati donati da un pizzico di curcuma.

 

E visto che l’ananas è il protagonista di questo cocktail, la scelta dei bartender non poteva che cadere in un fantasioso bicchiere di rame che ricorda il frutto dalla forma a pigna con una corona di rigide foglie spinose. Il bicchiere è modellato, lucidato alla perfezione da artigiani esperti in solido rame martellato e garantito per la riuscita di ottimi iced cocktails.

 

 

Essenziale

Unisex, graffiante e al tempo stesso morbido al palato Essenziale è un cocktail molecolare che si racconta dalla preparazione ottenuta da una riduzione di bitter nella pipetta, “velluto al gin”, vermouth sardo al mirto e, magia finale, affumicatura al legno di acacia.

Presentato in un becher da lavoro (o in un’ampolla di vetro simile a quella utilizzata nei laboratori) assaporarlo diventa un gioco, come andare alla scoperta degli effetti benefici di una pozione aromatizzata al legno di acacia.

 

Sour around the world

Chi desidera fare il giro del mondo in pochi sorsi i bartender consigliano Sour around the world, il cocktail fatto di una parte di yuzu (il liquore all’agrume giapponese spremuto a mano), una di pisco, una goccia di succo di lime, sorbetto di agrumi e champagne.

Il bicchiere? Una coppa di vetro sottilissimo, accattivante e poco invasiva, che ne esalta i profumi e mantiene la temperatura alla perfezione.

 

 

No-groni

A.A.A. Astemi cercasi. Questo è il drink giusto. Il No-groni che dei bartender di Villa San Milchele hanno pensato è bitter analcolico a base di un vermouth privo di alcol fatto in casa grazie a botaniche seedlip spice, ossia una gamma di distillati ad alcol zero ottenuti seguendo scrupolosamente i metodi antichi.

Per questo anche il bicchiere deve richiamare, pur nella sua contemporaneità, il passato attraverso la scelta di un vetro soffiato finemente e impreziosito da piccoli cabochon.