December 5th
Cocktail con le bollicine: gli immancabili per le feste di Natale

Ecco tre drink consigliati in esclusiva ai raffinati Soci di Diners Club dal bar manager dell’American Bar del Ceresio 7 Pool & Restaurant di Milano, Guglielmo Miriello

Se esistono cocktail per ogni occasione, per Natale non possono mancare quelli a base di bollicine. “Per prepararli con maestria la pratica è un must, ma si possono raggiungere buoni livelli seguendo alcuni facili consigli, soprattutto utilizzando per ogni ricetta ingredienti top, grazie ai quali si è sempre sicuri di non bere il solito drink”, spiega da dietro al bancone dell’American Bar del Ceresio 7 Pool & Restaurant, di Milano Guglielmo Miriello.

Lui, bar manager classe 1980 di origini pugliesi, con una vittoria alla World Class di mixology e bartending e numerose esperienze, tra cui quella al Savoy Hotel di Shanghai, il Bulgari e il Dry di Milano, raccoglie l’eredità del bere miscelato seguendone l’evoluzione.

Per questo, tra cocktail immancabili e tocchi di originalità, i preziosi suggerimenti del bartender possono far svoltare la festa. Eccone tre da servire.

Italian Beauty
In uno shaker, con ghiaccio, si prepara il twist dello Spritz che si ottiene attraverso la tecnica dello Shake and strain, forse una delle più amate dai barman e che consente di mostrare le proprie abilità nello shakerare, appunto, un drink. Per l’Italian Beauty occorre del St. German Liquor, Aperol Bitter, succo fresco di limone di Amalfi, più Contadi Castaldi Soul Satèn, ovvero un Franciacorta millesimato di rara espressività, affinato sui lieviti in bottiglia per 60 mesi. Ottimo per l’aperitivo, si può abbinare a una delicata tartare di scampi.

 La primavera d’inverno
Uniti al Moscato d’Asti Bricco Quaglia di La Spinetta, che viene prodotto da uve provenienti dall’omonimo vigneto dal quale nasce uno dei migliori vini del Piemonte. Insieme alle sue note di fiori bianchi e frutta dolce si uniscono l’Americano Cocchi, un vino aromatizzato a base di Brachetto ed estratti di erbe e spezie quali genziana, china, scorze di agrumi e petali di rosa. A questi ingredienti si mescolano il Peychaud’s Bitter, del Pineaus des Chartente (figlio legittimo di Sua Maestà il cognac), più uno sherbet all’arancia candita lasciata macerare con zucchero e succo fresco di limone d’Amalfi. Abbinamento perfetto? Il panettone.


Franch 75
Si racconta che questo cocktail deve il suo nome al cannone di artiglieria leggera usato dalle armate francesi durante la Prima Guerra Mondiale. Proposto, negli anni ‘20 prima all’Harry’s New York Bar di Parigi da Harry MacHalone e poi, all’American Bar del Savoy Hotel di Londra da Harry Craddock, diventa popolarissimo grazie a una scena girata nel film Casablanca. La ricetta parigina prevede il cognac, mentre quella londinese il gin. Per ottenere la seconda si consiglia del London Dry gin, mescolato al succo di limone di Amalfi, sciroppo di zucchero e champagne Louis Roederer Brut Première, che completa il drink servito in una coppa gelata. Ideale da sorseggiare all’aperitivo, viene assaporando insieme al prosciutto crudo dolce d’Osvaldo proveniente dal Friuli Venezia Giulia, le cui cosce sono salate e massaggiate a mano, a cui seguono poi pressatura, stagionatura naturale variabile dai 16 ai 24 mesi.