June 29th
Cinque Terre, sapori di bellezza estrema

Un paesaggio verticale colorato di cielo, di mare e di borghi che attecchiscono sulle montagne terrazzate. Gli esploratori del lusso del Club Diners non sapranno che apprezzare quello estremo delle Cinque Terre, dove ogni prodotto è il frutto di un’ostinazione millenaria. Il sapore delle acciughe di Monterosso e l’ambrosia liquida chiamata Sciacchetrà. Ristoranti sulla punta delle dita, in cui arrivare magari via mare, a bordo di un taxi marino.

 

Cinque Terre, le vedi una volta e non te le dimentichi mai più. Terre alte spalancate sul Tirreno, selvaggiamente modellate dalla mano umana: una mano solcata da chilometri di linee antiche, i terrazzamenti; ogni punta di dito un borgo, con i grumi di case asimmetriche e i colori liguri appesi tra mare e cielo. E i sapori di una terra apparentemente incoltivabile che dona vini unici come lo Sciacchettrà, oltre ai prodotti portati dalle onde, in primis le acciughe che approdano copiose in ogni ristorante del Parco.

 

Lusso = rustico,  1+2+3+4+5

shutterstock_402288484A Monterosso al Mare, la prima e più grande delle Cinque Terre, salendo la scalinata sopra al porto si arriva a L’ancora della Tortuga, a picco sulla scogliera, con una finestra particolare e il  tavolo rotondo che si affaccia su Punta Mesco. Si sta seduti su divanetti con cuscini e l’interno è fatto di roccia… una location di cui non ci si può lamentare… Il Ristorante Micky  presenta i primi piatti in cocci di terracotta con un coperchio di pasta di pane cotta nel forno a legna. Pasta e dolci sono fatti a mano. Alla fine di giugno 2017 apre Torre Aurora, cucina e cocktail in posizione incantevole. A Manarola Dal Billy, in cima al paese. A Riomaggiore Rio Bistrot di Manuel, uno dei due ristoranti sulla marina e forse il migliore di tutta la zona: cucina del territorio ma contaminata con cura;  non c’è mai un piatto uguale e solo ingredienti freschissimi. La location è molto, molto carina: arrivateci via mare al tramonto, a bordo di un watertaxi, sarà memorabile!

 

Vernazza, il “Tiàn” e il fascino a tavola

shutterstock_663629602Soffermiamoci su Vernazza, da molti considerata la più suggestiva delle Terre. Il ristorante più bello è Belforte, unico sulla torre di avvistamento del porto. L’appeal è anche a livello di presentazione dei piatti, le porzioni sono stile novelle cuisine, la qualità c’è ma forse a livello di pura cucina è superato da altri. Nella Trattoria da Sandro si mangia veramente bene. Dalle trofie al pesce al forno, e poi acciughe in tutti i modi: fritte, non fritte, ripiene, in antipasto cotte nel limone o con la tipica “agiada”, la salsa con aceto&aglio. E poi qui si serve un piatto molto particolare: gli gnocchi con salsa di scampi rossa, cotta nel tajine marocchino. Alla Taverna del Capitano, sulla piazza principale, il livello è rustico-alto e la presentazione dei piatti è più che soddisfacente. Scampi, scampetti, pesce al forno, ma soprattutto si tratta di una buona scelta per assaggiare l’ottimo “Tiàn de Vernàssa” o “Tiàn de anciue”, in italiano “Tegame Vernazza”, il solo piatto davvero unico delle Cinque Terre – dato che gli altri, pur di tradizione millenaria, sono comuni ad altre terre di Liguria. Il Tiàn è una sorta di lasagna, nel senso di preparazione a strati, a base di patate, che si alternano con le acciughe e i pomodori, condite con le varie erbe aromatiche della zona: rosmarino prima di tutto, e poi ci possono essere origano, prezzemolo, timo, alloro, maggiorana…

 

Bianco doc e Sciacchetrà, il nettare delle Terre

shutterstock_436171453Bosco, Vermentino e Albarola sono le uve che compongono il Cinque Terre Doc, un bianco secco e delicato, di color giallo paglierino, perfetto per i piatti di mare, le torte di verdure e le focacce. Il vino unico e più ricercato delle Cinque Terre è però lo Sciacchetrà: il nome viene dal verbo “sciacàa” ossia “schiacciare”, e ciò che viene schiacciato sono le uve appese in cantina a disidratare. Viene fuori un passito di gran struttura e aroma. Rispetto al Vinsanto, è un “dolce spigoloso”: non dolce a tuttotondo, ma con un poco di asprigno, amarognolo e secchetto di ritorno. Per gustare il top di questo prodotto, più che i vini del Consorzio – buoni, ma un po’ più “industrialotti” – vanno scovati i piccoli produttori. I migliori ne tirano veramente poche bottiglie, e le certificano grazie alle bottiglie numerate: comprerete, per esempio, la n.540 di 1000…

Per entrambi questi vini una scelta di cui non vi pentirete è il Litàn, una cantina di Riomaggiore. A Manarola fidatevi di Alessandro Crovara.  Per il Cinque Terre doc ottimo anche quello di Luciano Cappellini, con tirature limitate intorno alle 5000 bottiglie. L’azienda Agricola Albana La Torre ne produce circa 1500, e fa anche un rosso. La Cantina Cheo di Vernazza produce anche lo sciacchetrà; La Scià di Monterosso ha bottiglie con un’etichetta spettacolare. A Riomaggiore Walter de Batté è un produttore di nicchia, non vende il suo vino a tutti, fa pochissimi esemplari rigorosamente non doc: la sua scelta è di uscire volontariamente dal disciplinare perché usa altri uvaggi autoctoni, fa un’ ultramacerazione e rispecchia più l’antico modo di fare il vino nelle Terre. Molto valido anche Terra di Bargòn a Riomaggiore: tutta la loro coltivazione di vigna è dedicata allo sciacchetrà , ha vinto molti premi e sicuramente spicca per la sua professionalità, al top, con una rigorosa selezione delle uve migliori.

Un posto superlativo dove gustare il vino? Il Deck a Vernazza, una terrazza panoramica legata al ristorante di Gianni Franzi, un locale costoso dove vale la pena di prendere l’antipasto a tutt’acciuga.

 

E ancora:

 

Per dormire a Vernazza: Il Conventino delle 5 Terre, l’unica casa grande che si affaccia da quel lato del porticciolo, quella che si vede dal mare di fianco alla Chiesa, con le finestre verdi e i muri gialli. Unica nel suo genere per grandezza e posizione, ha 8 posti letto. Le stanze sono piccole e con le grate, stile convento, appunto, perché il nonno dell’attuale proprietario, Luca, la costruì su un pezzo dell’orto della Chiesa come fosse una sua appendice. La Malà offre camere di charme nella parte nascosta del borgo; Casa Vacanze Emanuela dà sulla piazza principale.

 

Per fare shopping: a Vernazza due enoteche provvederanno a tutti i vostri bisogni. Innanzitutto la collaudatissima Vineria Santa Marta, che seleziona vini autoctoni di pregio per rilanciare il territorio dopo l’alluvione, e poi la Bottega Vernazza, apertura a giugno 2017, un locale molto bello tutto in pietra. L’Acciuga Boutique a Monterosso, enoteca e souvenir dove trovare prodotti di lusso. Uscendo dall’enogastronomia, La Fabbrica d’Arte, sempre a Monterosso, un bel negozio con pezzi artistici di gusto raffinato.

 

Altri prodotti tipici: per l’olio scegliete l’azienda agricola Busana, che produce l’unico Dop delle Cinque Terre. I ragazzi hanno riqualificato la zona sopra Riomaggiore con una fatica bestiale, perché lavorano tutta la settima e dedicano i weekend alla terra. Giampietro conosce le sue olive nome per nome! Oltre all’olio producono miele.

Per quanto riguarda il pesto, nelle Cinque Terre si coltiva il basilico, ma solo a uso domestico. Il miglior vasetto che potrete trovare in commercio è quello di Italpesto, prodotto nella vicina Sarzana con olio costoso e buon parmigiano. Una spanna sopra gli altri, lo stesso produttore fa paté d’olive e salsa di noci.

Per un limoncino, Fabbrica Cinque Terre: è fatto in prevalenza con limoni di Vernazza, anche se la distillazione avviene a Genova. O Laboratorio limoncino a Monterosso (Ciak) in via Emanuele 8. Inoltre, da provare l’amaro d’erbe Burasca (Manarola).

 

Per spostarvi via mare: tra scalinate scoscese e terrazzamenti, non perdetevi i sentieri del mare a bordo di un Water Taxi: chiamate Pietro Malagamba al 338 8333594, vi farà scoprire ogni Terra vista non da terra; trasporto anche verso paesi limitrofi come Portovenere.