February 7th
Carnevale: giro d’Italia in nove dolci tipici

Archiviate le feste natalizie, è tempo di prepararsi per il Carnevale: non solo scherzi e maschere, ma anche tantissimi dolci e specialità regionali, che gli esclusivi soci del Club Diners potranno gustare, in un divertente giro d’Italia gastronomico

 

Sebbene le origini del Carnevale risalgano alle festività dell’antica Roma, fu a partire dal Medioevo che esso assunse le caratteristiche e le simbologie che ancora oggi conosciamo: un tempo l’anno era fortemente condizionato dalle feste religiose che lo dividevano in due metà antitetiche, i giorni di magro e di grasso. In tal senso l’alimentazione assumeva un ruolo fondamentale, poiché esistevano cibi per l’uno o l’altro periodo e proposte culinarie che consentivano di rispettare i precetti religiosi. Il Carnevale in particolare costituiva un insieme di festeggiamenti che precedevano il più importante (e lungo) periodo di magro e di astinenza – ossia la Quaresima – ed era visto come la realizzazione temporanea del tanto auspicato “paese di cuccagna” in cui il cibo era il vero protagonista e ogni uomo poteva mangiare fino a sazietà. Non solo carri allegorici, scherzi e maschere, quindi. E noi, scoprendo i dolci tipici, ripercorriamo di regione in regione una tradizione antichissima che ci appartiene.

 

Frappe, chiacchiere o cenci
Sono il dolce del Martedì Grasso per antonomasia, composto da sottili e croccanti striscioline di impasto fritto e presente in tutte le regioni italiane, sebbene chiamato con numerosissimi nomi diversi: chiacchiere a Parma, in Umbria, Campania, Basilicata; frappe a Roma, Viterbo e Ancona; cenci in Toscana; crostoli in Friuli e Trentino; galani nel Veneto; bugie in Piemonte e Liguria.

 

 

Castagnole

Piccole e invitanti zeppole preparate con burro, zucchero, uova, scorza di limone grattugiata e lievito, fritte in olio di semi e ricoperte di zucchero a velo. Chiamate castagnole in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lazio, a Milano sono conosciute come “tortelli”. A piacere è possibile unire la ricotta all’impasto, per un risultato ancora più soffice e gustoso.

 

Sanguinaccio

Una golosa crema fatta con cioccolato fondente, cacao, latte, zucchero, pezzetti di cedro, aromatizzata con cannella, rum e vaniglia, da gustare con i savoiardi o le chiacchiere. Diffuso in numerose regioni italiane, dalla Liguria alle Marche, dall’Abruzzo fino a Campania e Calabria, fino a qualche decennio fa il sanguinaccio prevedeva l’impiego del sangue di maiale (oggi raramente utilizzato e solo rispettando regolamenti di sicurezza alimentare molto severi), che era raccolto durante la macellazione, filtrato e mescolato agli altri ingredienti.

 

Cicerchiata

Nata in Umbria, ma diffusa anche nelle Marche e in Abruzzo, la cicerchiata è formata da pezzetti di impasto simili ai ceci, a base di farina, buccia di limone grattugiata, burro, zucchero e mistrà – un liquore dolce dell’Italia centrale – fritti in olio di semi e conditi con miele e codette di zucchero colorato.

 

 

Fritole

Se deciderete di concedervi qualche giorno a Venezia per assistere al suo spettacolare Carnevale non perdete le fritole, deliziose frittelle di farina, uova, zucchero, uvetta, latte e rum, che una volta cotte vengono ricoperte con zucchero semolato. Nate all’epoca della Serenissima, fino all’Ottocento erano impastate dai “fritoleri” direttamente in strada, su grandi tavoli di legno, e fritte in enormi padelle.

 

Arancini marchigiani

Da non confondere con quelli di riso, gli arancini marchigiani sono dolcetti fritti a base di farina, olio, latte e uova. Hanno la caratteristica forma di una girandola: si ottiene ricoprendo la sfoglia di zucchero semolato e scorze di arancia e limone grattugiate,  arrotolandola su se stessa e tagliandola a rondelle.

 

Schiacciata fiorentina

Nel periodo di Carnevale è presente in tutte le pasticcerie del capoluogo toscano, e si riconosce dal Giglio di Firenze che ne decora la superficie. Originaria della zona del Chianti, la schiacciata (o “stiacciata”) è un morbidissimo dolce da forno a base di farina, zucchero, uova, lievito di birra, latte (o acqua), strutto e succo di arancia, che rende particolarmente profumato l’impasto.

 

 

Ravioli di castagne

Farciti con castagne lessate e schiacciate, cioccolato fondente e liquore, poi fritti in abbondante olio di semi, i ravioli di castagne sono diffusissimi nella zona del Piceno. Si conservano a lungo: sono infatti gustati a partire da fine gennaio, quando inizia appunto il periodo di Carnevale, fino al Martedì Grasso.

 

Caragnoli

Sono tipici del Molise, dove vengono preparati non solo in occasione del Carnevale, ma anche nel periodo natalizio. Queste semplici frittelle di farina, uova, latte e zucchero hanno come elemento caratterizzante la forma a elica, ottenuta avvolgendo le striscioline di impasto attorno a un bastoncino di legno. Dopo la frittura, i caragnoli vengono immersi ancora caldi nel miele.