December 26th
Capodanno: quali sono i cibi portafortuna che non devono mancare a tavola

Capodanno si avvicina, e con esso la preparazione del classico cenone: che si decida di organizzarlo a casa o fuori, ecco quali sono i cibi che i raffinati soci del Club Diners non dovranno farsi mancare, per assicurarsi una buona sorte per tutto l’anno a venire

 

Che si decida di organizzarlo a casa, magari in compagnia di amici, o che si opti per una delle tante serate a tema organizzate da ristoranti o locali poco conta: il cenone di Capodanno è una tradizione alla quale risulta impossibile rinunciare, e con esso i classici cibi in grado di assicurare abbondanza, buona sorte, salute, soldi e allegria. Non si tratta di mera superstizione: persino le persone più razionali cedono infatti alla tentazione di mettere a tavola lenticchie e uva per augurarsi che denaro e fortuna non manchino nell’anno a venire. Ma non sono solo questi gli alimenti che non dovrebbero mancare in tavola la notte di San Silvestro: ecco su cosa dovete puntare affinché la fortuna vi accompagni, tra simbologia, folclore e scaramanzia.

 

Le lenticchie

La storia ormai è nota: fin dai tempi degli antichi Romani, erano considerate un buon augurio per la loro somiglianza con le monete, per via della loro forma tonda e appiattita. Oltre che nel piatto, il buon augurio si può esprimere anche sotto forma di sacchettini da regalare, da appendere sotto l’albero o da utilizzare per originali segnaposto.

 

L’uva

In Spagna e in Messico, per Capodanno, è tradizione mangiare dodici acini allo scoccare della mezzanotte. Leggenda vuole che a ogni chicco corrisponda un mese dell’anno per il quale ci si augura la buona sorte. Fin dall’antichità, in generale. l’uva era simbolo di abbondanza: ecco perché, secondo un proverbio, «Chi mangia uva per Capodanno conta i quattrini tutto l’anno».

 

Il maiale

Perché il salvadanaio ha in genere la forma di un maialino? Perché il maiale, emblema della civiltà contadina nella quale «non si butta via nulla», è da sempre simbolo di abbondanza e di progresso materiale, in quanto animale che non cammina mai all’indietro. Che sia sotto forma di cotechino, arrosto o altre preparazioni poco importa: fatene una buona scorta!

 

 

La bietola e i cavoli

Nei Paesi legati al dollaro, il verde della bietola – come quello del cavolo – ricorda per l’appunto quello dei “verdoni”, e da qui la connessione con la fortuna materiale. Ma non ci si ferma qui, perché il verde è anche il colore della speranza, dunque queste verdure assumono un significato anche più metaforico e spirituale.

 

Il peperoncino

Fin dal suo arrivo in Europa dalle Americhe, è il portafortuna per eccellenza, e le origini di questa credenza sono più hot che mai. Per i Romani, come per gran parte dei popoli indoeuropei e non, la simbologia fallica era utilizzata come augurio di fertilità, familiare ed economica, legata all’agricoltura. Da qui deriva il cornetto rosso usato come portafortuna, spesso costruito in corallo rosso. Nel XVI secolo, nell’Italia meridionale arrivò il peperoncino, e la fortuna divenne a buon mercato: appeso nelle case e nei negozi serviva per difendersi dal malocchio; sotto il cuscino dell’amato, per scongiurare le infedeltà coniugali. Collane di peperoncini venivano poi regalate agli sposi dai genitori. E da qui è facile intuire il perché dell’intimo rosso a Capodanno.

 

La melagrana

Nella mitologia greca e romana la pianta del melograno e il suo frutto erano considerati sacri perché amati dalle dee Venere e Giunone, spesso rappresentate proprio con una melagrana in mano. Da qui l’idea che sia simbolo di fertilità e ricchezza.

 

 

I fagioli

Nella parte meridionale degli Stati Uniti è di buon auspicio mangiare quelli neri (i black-eyed peas), che si cucinano alla Hoppin’ John, con di riso, cipolla e fettine di bacon. Il criterio è lo stesso che noi usiamo per le lenticchie: simboleggiano le monete e sono dunque considerati portatori di ricchezza. Gli avanzi poi si sfruttano il giorno dopo, come segno di rispettosa frugalità.

 

Il mandarino e gli agrumi

Per gli orientali, il mandarino è uno dei portafortuna per eccellenza, grazie alla sua forma quasi perfettamente sferica che richiama l’infinito. Per il Capodanno cinese, non a caso, si regalano mandarini. Un simbolismo positivo, quello del mandarino e degli agrumi, presente anche nella tradizione occidentale: questi ultimi, se tagliati, ricordano infatti la forma delle monete.

 

Il riso

Anche in questo caso vale lo stesso discorso di lenticchie e fagioli: con i suoi chicchi dovrebbe, secondo varie credenze, portare abbondanza per l’anno a venire. L’ideale sarebbe preparare un bel risotto alla melagrana, ma se avete in mente un altro menu, potete sempre spargerne una manciata a crudo sulla tavola o lasciarlo in tavola in graziose ciotoline.

 

 

La frutta secca

È un portafortuna soprattutto in Francia, dove si devono mangiare ben 13 tipi di frutta secca; da noi ci si accontenta di 7: noci, nocciole, arachidi, uvetta, mandorle, fichi e datteri. Il motivo? Per i Romani la frutta secca era un simbolo ben augurante, soprattutto durante i matrimoni (le famose “nozze coi fichi secchi”). Frutta secca dal guscio duro e dall’interno morbido come mandorle, noci e nocciole divennero in seguito simboli cristiani di interiorità e devozione.