September 5th
Bloody Mary, variazioni di rosso

Dalla ricetta classica alle nuove rivisitazioni. Il Bloody Mary non smette di stupire, anche a ottant’anni dalla sua invenzione. La sua storia ha un fascino tutto speciale e la sveliamo ai più esigenti soci del Club Diners.

 

Bloody-maryIl Bloody Mary ha una storia infinita, tra leggende e passaparola, nuovi interpreti e vecchi scrittori che lo adoravano. Tra questi, Ernest Hemingway in cerca di una soluzione per poter continuare a bere ingannando la moglie (la prima delle quattro), Mary. «Mia moglie mi ha vietato di bere. E, quando entro in casa, mi controlla annusandomi il fiato», disse un giorno al barman del Ritz di Parigi. Da qui l’idea di mescolare la vodka al succo di pomodoro, che ne avrebbe diminuito la gradazione alcolica, e dunque il sentore in bocca.
 
Forse è solo una leggenda, una delle tante sulle origini del Bloody Mary che, secondo i più, sarebbe veramente da attribuire al barman del Ritz, Fernand Petiot, che lo avrebbe però realizzato in onore di Maria Tudor detta “la sanguinaria” per le sue violente persecuzioni nei confronti dei protestanti.

 

Sta di fatto che il Bloody Mary è da sempre il fiore all’occhiello di locali storici come il Boadas di Barcellona dove viene preparato dal 1933 sempre con la stessa tecnica del “throwing” che consiste nel travasare, da una certa distanza, la miscela di pomodoro e vodka da un mixer all’altro, cara allo storico bartender cubano Miguel Boadas. O come al Connaught di Londra dove il Bloody Mary diventa “sartoriale” e viene preparato al carrello direttamente al tavolo, assecondando le richieste del cliente.

 

Oggi però, a ottant’anni dalla sua nascita, il Bloody Mary è stato rinnovato. E non poco. Non più quindi solo succo di pomodoro, vodka, Tabasco, salsa Worcestershire e spezie. I puristi del “vodka, succo di pomodoro e condimento” forse non apprezzeranno ma il Bloody ora vuole ingredienti inaspettati, dai gamberi al centrifugato di barbabietola, dall’acqua di vongole, alle ostriche, al bacon croccante.Bloody-mary

«La sorpresa è che il pomodoro può essere sostituito da centrifugati di qualsiasi altro tipo di verdura», racconta Bob Nolet, master distiller di Ketel One Vodka che mostra i cinque passaggi della miscelazione alternativa, da provare anche a casa. «Si parte da una base agrumata, lime, limoni ma anche mandarini e arancia, poi si sceglie il corpo: centrifugato di rapa e barbabietola, o sedano, cetrioli, carota e mela verde. Poi è il momento delle spezie fresche: peperoncino, sale nero o semi di senape pestate nel mortaio.
Si aggiungono 45 ml di vodka (su 100 ml di succo) e si guarnisce con gamberoni, chele di granchio o una mezza aragosta cotta al vapore».
 
Sono centinaia le variazioni sul tema che si possono assaggiare al bancone dei migliori cocktail bar d’Italia. Da nord a Sud, il percorso per gli amanti del Bloody Mary parte da Como, in quella meravigliosa cornice che è il ristorante e cocktail lounge I Tigli in Theoria (ristorante con una Stella Michelin appena riconfermata). Il twist sul Bloody realizzato dal bartender Gabriele Contatore è una miscela di acqua di pomodoro aromatizzata, mezcal e liquore ai peperoncini messicani servita in coppetta ghiacciata.

 

A Milano imbattibile quello di Filippo Sisti, dietro al banco di Carlo e Camilla in Segheria. Si chiama Louisiana Soul ed è un mix di una salsa preparata con jerky beef, aglio nero fermentato, basilico, sedano rapa, worchester sauce homemade, pomodoro e gin.
 

bllody-maryViene servito in un tumbler ricoperto da una cialda di legumi indiani che serve per sigillare il drink aumentandone aroma e sapori.
Nel centro della capitale meneghina ci sono poi le quattro varianti del Mio Bar, il cocktail lounge del Park Hyatt che si affaccia sulla Galleria Vittorio Emanuele. La scelta è tra un Seasonal, vodka, pomodoro, capperi di Pantelleria, cetrioli e spezie, un Marie, vodka, pomodoro giallo, senape di Djon in grani e spezie, un Kangtega preparato mescolando vodka, pomodoro, spuma di sedano e spezie e un Ginger Mary, vodka pomodoro, zenzero e spezie.
 
A Roma troneggia il Bloody Mary servito al St. Regis, qui la reinterpretazione si chiama Bloody Mary Terranean ed è preparato mixando succo di pomodoro, spremuta di limone fresco, sale, peperoncino rosso italiano, origano e vodka con l’aggiunta di una goccia d’olio d’oliva e foglie d’Bloody-maryerba cipollina.
 
Da segnare sulla mappa anche il Caffè Propaganda dove il bartender Livio Morens serve un impeccabile equilibrio di vodka, pomodoro e spicy mix seguendo la ricetta originale. Infine ecco il twist sulla carta cocktail del Roscioli Ristorante Salumeria: il Maris di Marino è preparato con vodka biologica toscana, vellutata di pomodoro confit, fondo bruno di melanzane e tartufo nero, succo di limone, sale e pepe.