April 16th
Tra bellezza e bontà, benvenuti nell’era degli architetti pasticceri

Bello e buono, era la filosofia ellenica, incarnata nel concetto di καλός καὶ ἀγαθός, dove bello era per i greci un valore profondo, che si riferiva all’armonia e all’elevazione. Oggi bellezza e bontà si incrociano nuovamente, passando anche per la bontà di un cibo capace di appagare il palato e per l’armonia delle forme suggeritaci dall’architettura. Ed ecco che si delinea una nuova categoria di mestiere, che mescola sapientemente forme, materiali e bontà, nel senso più terreno del termine. Per voi Soci di Diners Club un approfondimento di questa rivoluzione estetica che passa per la cucina e l’architettura e le sposa in un’unione indissolubile.

 

Amore per l’estetica, capacità decorativa, attenzione scientifica al progetto: il mestiere di architetto e quello di cake designer e pasticcere sempre più spesso si incrociano in arditi e strepitosi equilibrismi.

 

 

Che differenza c’è tra una torta e un edificio? E tra un pasticcere e un architetto? Si potrà rispondere che se crolla una torta o se crolla un edificio non è propriamente la stessa cosa, così come si potrebbe rispondere che per arrivare a fare il/la cake designer il percorso è un po’ differente (e meno lungo) di quello previsto per diventare architetti. Ma concettualmente, a livello di sensibilità e di estetica, le due vocazioni possono anche essere paragonate. Non a caso questa è l’era degli architetti-pasticceri. Quelli che con le loro costruzioni sono capaci di rivoluzionare i dolci e le torte di tutto il mondo, quelli che si sono inventati appunto un modo inedito di fare i pasticceri o, se si preferisce, un modo nuovo di fare gli architetti o e ancora un modo del tutto inconsueto di fare entrambi i mestieri.

 

 

 

Dinara docet
La più famosa al momento è indubbiamente Dinara Kasko, che ha fatto scuola in Ucraina e un po’ ovunque e viene definita “architectural pastry chef”. Giovane chef e architetto ha un profilo Instagram da 180 mila follower, è laureata all’Università di Architettura e Design di Karkhov in Ucraina ed è anche fotografa (si legge nel suo curriculum che fa della versatilità il suo valore aggiunto). Dinara utilizza i più recenti strumenti forniti dalla tecnologia, come il modeling e la stampa 3D, e le sue creazioni sono delle vere e proprie opere d’arte, supportate da progetti scientifici che rispecchiano la sua filosofia estetica. “Una bella torta e un magnifico edificio hanno entrambi esigenze di progettazione preliminare e richiedono di fare i conti con forma, volume, composizione, proporzioni, colori e texture in modo corretto. La giusta combinazione di tutti questi fattori ci permette di creare una torta o un edificio ben equilibrati”.

 

 

 

Marie-Antoine Carême dettò la moda
In realtà il pioniere di questa forma d’arte nata da un connubio curioso è stato Marie-Antoine Carême Arfäně, cuoco, pasticcere e scrittore nato a Parigi poco dopo la Rivoluzione francese. In tempi non sospetti Marie-Antoine, appassionato di cucina e di architettura, elencava tra le principali forme d’arte proprio l’architettura, parlando della pasticceria proprio come della sua principale branca. Famoso per gli arditi croquembouche, inventò i vol au vent e fu il primo a decorare i dolci con le meringhe, oltre ad aver ideato il boudoir, biscotto secco da inzuppare senza rischiare di romperlo e ad aver coniato le pièce montéè, elaborate preparazioni di pasticceria, spesso alte oltre un metro, utilizzate come centrotavola e fatte interamente di zucchero e marzapane. Ma soprattutto lo chef progettista, studiando le opere dei grandi architetti della classicità, trasse ispirazione per riprodurre templi, piramidi, antiche rovine e altre strutture architettoniche nei suoi dolci. Distinguendosi come trend setter parecchi secoli prima della scia tracciata da Dinara Kasko.

 

 

 

Teresa e gli altri
E del resto già anni fa alcuni articoli intercettavano questa tendenza. Come quello che racconta la storia di Teresa Insero, “che non avrebbe mai pensato che i suoi studi in architettura l’avrebbero aiutata a fare le torte”. Teresa, dopo aver studiato restauro e lavorato presso i beni culturali, si definisce alchimista dello zucchero, fa la cake designer e crea torte monumentali, come dimostra quella di 70 cm di altezza e 20 chili di peso con la quale ha partecipato al concorso Cake International Nec 2011 in cui si è distinta numerose volte.

 

 

 

Iniziative per il Fuorisalone
Durante la design week milanese, sarà difficile scegliere tra i tantissimi eventi del Fuorisalone: Milano è infatti capitale del design tra eventi, vernissage, inaugurazioni, anteprime, appuntamenti con designer, architetti, blogger, fotografi ecc. è l’occasione giusta per assaggiare i nuovi trend. Merita attenzione il Milan Design Market, un distretto pop up dove durante il Fuorisalone si esibiscono tanti stylist, animando gli spazi anche con creazioni golose: tra le altre cose si possono personalizzare pasticcini e frullati con le ideazioni di INK EAT. Da vedere e gustare in questi giorni i prodotti di Glacé, brand di gelati e concept che eleva il mondo del gelato al design e all’arte, dietro al quale c’è Ilaria Forlani. Da non perdere – per veri golosi di un certo livello – Dgusto, elogio alla pastry art grazie al quale presso la pasticceria Martesana Milano verranno mostrati i dolci disegnati dai grandi autori e realizzati da Alessandro Comaschi. Ultima ma non per ultima c’è la Ginger Bread Architecture, promossa da Architizer, competizione insolita tra architetti, pasticcieri e cake designer che si confrontano e si sfidano a colpi di castelli, monumenti in scala, casette con tetto spiovente o fabbricati moderni. Tutti rigorosamente commestibili.